La Striscia

40 anni prima A: applausi alla storia, fischi agli imprenditori

Consegnate le chiavi della città agli eroi della storica promozione. Cori di sostegno a Giuseppe Cosentino

Sono passati 40 anni dall’epica impresa che portò il Catanzaro per la prima volta nell’Olimpo del calcio, in quella Serie A che era impensabile per una città praticamente sconosciuta come Catanzaro.

Chi scrive all’epoca era un adolescente, eppure nella serata odierna è come se fossi rinato, è come se fosse rinato il mio, il nostro, il vostro Catanzaro. È stato bello vedere tanti giovani, perché bisogna far capire che il Catanzaro non è quello che purtroppo hanno vissuto loro. Il Catanzaro è un’altra cosa.

Un Teatro Politeama stracolmo all’inverosimile ha partecipato con commozione alla splendida giornata organizzata dall’Associazione “Catanzaro Nel Pallone”.

A momenti il teatro, che di solito è destinato a temi di tutt’altro genere, sembrava la mitica “Curva Massimo Capraro”. Applausi, lacrime, striscioni, bandiere e il coro “GIA LLO RO SSI” hanno fatto da cornice ai nostri indimenticabili eroi.

GOOOOL, GOOOL, un boato c’è stato quando sul maxischermo sono passate le immagini del gol di Angelo Mammì. Bastava guardarsi attorno per notare la gente con le lacrime agli occhi e capire quanto è stato importante quel Catanzaro per i cittadini del capoluogo.

La manifestazione è stata presentata egregiamente da Carlo Talarico, memoria storica del calcio catanzarese, e dal bravo Nico De Luca. Dopo i ringraziamenti di rito del Sig. Minicelli dell’associazione organizzatrice è iniziata la serata.

Uno ad uno hanno sfilato quasi tutti i protagonisti che hanno scritto la storia. Ovazioni per tutti indistintamente. I calciatori, ancora con un fisico invidiabile, sono entrati sul palco simulando la formazione chiamata da Carlo Talarico.

È entrato per primo il portiere Romeo di Bagnara, a seguire il purosangue Silipo, Banelli, capitan Marini, Benedetto, Gori, Braca, Barbuto, Barone, il mediano Busatta, Bertuccioli, il regista Franzon, il cosentino Ciannameo e mister Gianni Seghedoni.  In platea Masino Amato,  il Dott. Martino,  Sasà Leotta, Mario Guarnieri e altri personaggi storici di quell’epoca. Un lungo appaluso e tutti in piedi quando sono stati ricordati quelli che non ci sono più. Angelo Mammì, il portiere Bertoni, la punta Musiello e l’immenso Nicola Ceravolo. La sorella di Mammì, con una toccante lettera, ha ringraziato gli organizzatori. Per impegni personali mancavano il portierone Pozzani, vero eroe con Mammì del San Paolo, Bertoletti e Massari.

Il sindaco Michele Traversa ha consegnato a tutti i calciatori le chiavi della città. Dopo Massimo Palanca ora anche gli eroi della prima Serie A saranno ricordati per sempre.    

Sono stati tanti gli aneddoti raccontati, alcuni molto divertenti. La cosa che è emersa è che quello era un altro calcio, un calcio fatto da uomini e non da “quaquaraquà” (ogni riferimento agli “uomini” del Flaminio è puramente casuale). L’attaccamento vero alla maglia che spesso si usa in questo calcio moderno fatto di tatuaggi, codini e fisici scolpiti, nulla ha a che vedere con quell’epoca. Ciannameo, che ha dimostrato di avere una buona dialettica, senza retorica ha affermato che il pubblico di Catanzaro per affetto e passione non ha rivali e sostiene questa tesi da sempre pur vivendo in una terra calcisticamente “nemica” come Cosenza.  

L’abbraccio vero e commosso fra Marini e Mister Seghedoni può riassumere l’intera serata.      

Tutti gli ex calciatori erano emozionati e qualcuno non è riucito a nascondere le lacrime davanti ad una simile dimostrazione di passione che ha superato il passare del tempo e i tradimenti di faccendieri e soggetti lontani anni luce dalla nostra vera storia.

Belle parole anche del Dott. Martino il quale con amarezza ha voluto sottolineare come sia assurdo che il Catanzaro sia ricordato alla stregua di un defunto. Troppi i tradimenti subiti per un qualcosa che ha rappresentato con onore la città, questo in sintesi racchiudeva il suo intervento che è stato applaudito dai presenti. Applauditissimo anche Claudio Ranieri al quale è stato consegnato il premio “Umberto Sacco”. Qualcuno del pubblico ha scandito il suo nome volendolo quale allenatore del Catanzaro Calcio. Lui ha sorriso…mai dire mai…pensiamo noi, specie se un giorno le Aquile tornassero a volare. 

Si è parlato anche di futuro e non poteva che farlo il primo cittadino di Catanzaro, Michele Traversa.

Dopo i ringraziamenti agli eroi e dopo aver ricordato i giorni antecedenti e successivi al 27 giugno del 1971, Traversa ha rivolto un ringraziamento ai presenti e ha ricordato la figura del Presidentissimo Nicola Ceravolo, senza dimenticarsi di nominare l’imprenditoria locale dell’epoca che sosteneva un progetto che ha fatto crescere un’intera comunità e gli stessi imprenditori.

Michele Traversa ha parlato anche di futuro e ha ricordato gli eventi degli ultimi giorni con la risoluzione del problema calcio in città. Ha ringraziato chi gli è statoaccanto per raggiungere una soluzione positiva della vicenda e ha elogiato l’imprenditore Saverio Procopio per l’impegno dimostratogli nella trattativa che può dirsi conclusa.

Non appena ha nominato e ringraziato il futuro presidente del Catanzaro Calcio Giuseppe Cosentino, un coro di sostegno che scandiva il suo nome è stato lanciato dal pubblico insieme allo sventolio di sciarpe e bandiere.

Quando il sindaco ha continuato nel suo discorso e ha ringraziato l’imprenditoria locale, i fischi e i buu in sala sono stati uditi da S.Elia a Catanzaro Marina.

La serata ha sancito questo: che gli immortali per i catanzaresi portano il nome di Nicola Ceravolo, di Gianni Seghedoni di tutti quei ragazzi dell’epoca e dello staff.

Forza Aquile, torniamo a volare, Catanzaro c’è e la voglia di calcio pure. Chi voleva conferme stasera le ha avute.  


SF 

 

Per vedere il servizio fotografico della serata

A proposito dell’autore

Salvatore Ferragina

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