L'emigrante

Ahi ahi ahi, oh Catanzaro

…quando ci si mette pure la sfiga!

Non eppi mancu u tempu ma materializzo ca s’avianu arrobatu nu puntu, ca nda avianu già signatu n’atru. Ni futtiru a partita!

Derubati. È cosi che si sono sentiti, davanti i 46 e più pollici di tutta Italia, gli emigranti con le braccia ancora alzate e l’eco assordante dei cori per una vittoria ormai in cassaforte. Mentre il resto dei condomini stava per chiamare il 113, ritornava una vittoria salutare, dopo un lungo digiuno che durava dalla prima di campionato. Mancava poco cosi e in 2 minuti Borghetti fa un fallo inutile, Sirignano devia e la Nocerina pareggia. Borghetti s’incazza e si fa espellere, azione successiva cross dalla destra ci sono due della Nocerina soli in area con Sirignano che chiama il fuorigioco e la Nocerina segna ancora. Cazzo ma è un film dell’orrore… e assumete un esorcista!

E ora cosa si fa? Ci si addentra in disquisizioni tecnico tattiche su moduli e cambi? Oppure ci si appella alla sfiga di una deviazione sulla solita punizione del menga che otto volte su dieci si infrange sulla barriera? Eh sì perchè li, mettila come vuoi, l’episodio ti cambia. Ti fa saltare i nervi, ti tramortisce il tempo strettamente necessario per capitolare definitivamente. Grosso modo è successa la stessa cosa in una finale di Champions League (ah l’Europa…) e vuoi che non possa succedere in Lega Pro contro una squadra più esperta? 

L’emigrante è imbunnato. Quando ci si mette pure la sfiga l’unico rimedio è nu bellu pipareddru. Riposatevi 15 giorni che poi si va a Pisa per fare punti che muovano la classifica. E ci sarà un grande pubblico giallorosso al seguito. Forza Catanzaro! 

Davide Greco

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