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Catanzaro capitale dei diritti umani

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Quattro sessioni di lavoro nell’aula magna del campus universitario catanzarese alle quali hanno preso parte i maggiori esperti di diritti umani a livello mondiale
 

Seconda e intensa giornata di studi a Catanzaro in occasione del convegno internazionale su “Diritti umani e crisi della tolleranza” organizzato dall’Istituto Superiore di scienze sociologiche e penalistiche presieduto dall’avvocato Nunzio Raimondi, in collaborazione con il Dottorato di ricerca in teoria del diritto ed ordine giuridico ed economico europeo dell’Università Magna Graecia, coordinato dal professore Massimo La Torre, e con il Cidu, comitato interministeriale per i diritti umani.

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Un evento multidisciplinare, insignito della Medaglia del Presidente della Repubblica, che ha aperto un dibattito assolutamente attuale partendo dalla nozione di diritti umani fino a tracciarne un’analisi storica, culturale e istituzionale.

Quattro sessioni di lavoro nell’aula magna del campus universitario catanzarese alle quali hanno preso parte i maggiori esperti di diritti umani a livello mondiale, dopo la cerimonia inaugurale avvenuta ieri al comune di Catanzaro alla presenza del ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Angelino Alfano. Fine ultimo del convegno, avviare e favorire nuove forme di interazione tra più livelli per rilanciare il dialogo interculturale e quindi la tolleranza globale, con riferimento alle “persone senza diritti a causa di un accidente di nascita”, i migranti, esseri umani molte volte considerati “non-persone”.

“Diritti umani: universali o relativi?” questo il tema della prima sessione di tipo filosofico, moderata da Massimo La Torre, ordinario di filosofia del diritto all’Umg di Catanzaro, intorno al quale si sono confrontati Luigi Ferrajoli, emerito di filosofia del diritto dell’Umg, Francisco Javier Ansuategui Roig, docente di filosofia del diritto all’Università Carlos III di Madrid, Jorg Luther, ordinario di istituzioni di diritto pubblico all’Università degli Studi del Piemonte Orientale “A. Avogadro”. “L’intolleranza è la negazione dell’uguaglianza, è stato detto, e l’uguaglianza consiste nell’eguale valore che dobbiamo dare rispetto a tutte le differenze, che fanno di ciascuna persona un individuo differente da tutti gli altri ma allo stesso tempo una persona uguale alle altre”, su questo rispetto si fonda la convivenza pacifica, la dignità della persona.

Il tema della seconda sessione, più propriamente di diritto penale, è stato “attuazione dei diritti umani nel diritto e nel processo penale italiano e comparato”, tema intorno al quale hanno relazionato Giorgio Spangher, emerito di procedura penale all’Università La Sapienza di Roma, Armando Veneto, avvocato, presidente del consiglio dell’Unione delle Camere penali italiane, Aldo Fiale, presidente della terza sezione penale della Corte Suprema di Cassazione, Nunzio Raimondi in qualità di docente di diritto penale dell’Università Magna Graecia di Catanzaro.

I lavori sono stati moderati da Filippo Sgubbi, già ordinario di diritto penale all’Università degli studi “Alma Mater Studiorum” di Bologna, docente di diritto penale dell’economia alla Luiss G. Carli di Roma.

 E’ stato di tipo internazionalistico invece il terzo momento della giornata che ha offerto spunti interessanti intorno al tema dei “diritti umani tra diritto internazionale e tolleranza” grazie al contributo di Rein Mullerson, docente di diritto internazionale alla Tallin University in Estonia, Rosario Aitala, magistrato, consigliere per gli affari internazionali del presidente del Senato, Paola Mori, ordinario di diritto dell’Unione Europea dell’Umg, Cristiana Carletti, associato di diritto internazionale all’Università degli Studi Roma Tre, Paolo Praticò, autorità di gestione del Por Calabria 2014/2020. Ha coordinato Gianludovico De Martino di Montegiordano, già presidente del Cidu.

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“Diritti umani, diversità culturale e crisi della tolleranza” è stato il tema che ha caratterizzato infine la tavola rotonda di tipo diplomatico per la quarta e ultima sessione. Un dialogo interculturale sulla diversità nel Medioriente, la fragilità della tolleranza, senza trascurare la condizione della donna, con Bakhtiar Amin, ministro dei diritti umani dell’Iraq, Maysoon Al-Damluji, membro del Parlamento Iracheno, Shahid Mobeen, professore di pensiero e religione islamici della Pontificia Università Lateranense di Roma.

Ha coordinato e concluso Fabrizio Petri, ministro plenipotenziario, presidente Cidu.

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