Punture di Cillo

Catanzaro: ipotesi-Micolucci

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Il difensore squalificato per il calcioscommesse fino ai primi di febbraio ha chiesto una “seconda possibilità” alla società giallorossa. La seconda parte dell’editoriale di Francesco Ceniti

C’eravamo lasciati con due quesiti sui modulo adottato da Cozza in questo inizio di campionato. Eccoli: si deve continuare su questa strada oppure è meglio cambiare, almeno nelle partite più complicate? O addirittura pensare a un nuovo modulo? Quest’ultima evenienza è improbabile. Certo, mettere da parte le proprie convinzioni e i dogmi sul modulo è segnale d’intelligenza da parte di un allenatore quando si rende conto che la squadra può andar meglio con altri numeri. Antonio Conte arrivato alla Juve ha quasi subito accantonato il 4-2-4 per cucire addosso il vestito migliore alla sua formazione, specie dopo aver capito che Pirlo sarebbe naufragato senza una adeguata copertura. Ecco la virata al 3-5-2 premiata con lo scudetto.

Altri hanno sempre tirato dritto, anche nelle difficoltà: Mazzarri su tutti, ma naturalmente Zeman. Per non parlare di Delneri. La domanda è: Cozza ha gli uomini giusti per il 3-4-3? Potremmo cavarcela con un nì. Nel senso che al momento la risposta sembrerebbe più «no», ma siccome molti giocatori sono fuori forma e la squadra ha cambiato parecchio rispetto alla passata stagione non è da escludere che il tecnico giallorosso sappia che la strada intrapresa è quella giusta, ma occorre pazienza. Nel frattempo, però, si può tentare qualche aggiustamento.

Se proprio non si vuol passare al 3-5-2 (per noi la soluzione migliore senza snaturare troppo il modulo attuale: basterebbe togliere un attaccante e inserire Cruz o D’Agostino sull’esterno, spostando Fiore o mettendo Benedetti in mezzo), allora si deve lavorare sugli uomini e loro attuali condizioni di forma. Quadri per migliorare deve solo giocare, ma con maggiore protezione cosa che non gli offrono Squillace e Fiore troppo preoccupati della loro zona per aiutare il compagno. Fiore, poi, non è un esterno, tantomeno a destra. Masini sull’esterno è al momento poco produttivo: se proprio si voleva giocare con tre attaccanti, allora dopo l’acquisto di Fioretti (può fare solo il centrale), forse serviva uno con le caratteristiche di Doukara e Mancosu.

E comunque: Cruz sembra più in forma e con una corsa fluida. Stessa cosa si può dire per D’Agostino: in un centrocampo a quattro è un azzardo, ma se si passasse a cinque sarebbe un esterno perfetto (punta l’uomo e lo mette in difficoltà, ha un buon piede). Tutto questo per evitare di vedere una squadra che ha in modo paradossale ha il pallino del gioco, ma subisce l’avversario. Nessuno chiede a Cozza e a Cosentino di centrare subito la B, ma siamo convinti che la squadra ha delle potenzialità. Se i giallorossi arrivano alla sosta natalizia nel gruppone che lotta per i playoff (e si può fare) sarà decisivo come sempre il mercato di gennaio. 

A questo proposito c’è una notizia da non sottovalutare: tramite Gianni Delle Vedove, si è proposto al Catanzaro Vittorio Micolucci. Sì, proprio il giocatore squalificato per il calcioscommesse. Qualcuno potrebbe storcere il naso in vista di un suo possibile tesseramento, ma sbaglierebbe. Il difensore (ma può giocare anche a centrocampo) ha ammesso le sue colpe (quelle di aver dato la propria disponibilità per alterare delle gare, ma in campo ha sempre disatteso questi accordi), pagando le conseguenze (arresti domiciliari e squalifica), ma poi ha collaborato per primo con la giustizia sportiva, permettendo il salto di qualità all’inchiesta. Senza la sua confessione molto del marcio non sarebbe mai stato scoperto.

Ecco perché è giusto dargli una seconda opportunità: il calcio italiano invece premia gli omertosi, quelli che coprono gli illeciti e negano l’innegabile. Chi invece parla è messo nella lista nera. Una vergogna, come il fatto che Simone Farina sia rimasto disoccupato. Ecco perché speriamo che il Catanzaro apra le porte a Micolucci. Tra l’altro il giocatore verrebbe firmando un contratto al minimo sindacale e starebbe in prova nei prossimi mesi (la squalifica finisce a febbraio). Solo se l’allenatore e la società valuteranno positivo il suo rendimento potrebbe indossare la maglia giallorossa. Inutile aggiungere che il curriculum di Micolucci non ha nulla a che vedere con la C1, ma naturalmente le scorie del calcio scommesse e il periodo di inattività possono aver azzerato le sue motivazioni. Metterlo alla prova non costa nulla e in caso positivo sarebbe una bella storia. Per Micolucci, ma anche per il Catanzaro. Senza contare il rinforzo trovato per un settore (la difesa) che ha uomini quasi contati.

Francesco Ceniti

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