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Costruita in India la casa Giallorossa in memoria di Vinicio Caliò

L’opera in muratura realizzata in favore di una famiglia povera proveniente dalle baraccopoli realizzata grazie ai fondi raccolti durante il “Primo Pomeriggio Giallorosso di Solidarietà” organizzato dai ragazzi del Forum di Uscatanzaro.net – Associazione “Sanguinis Effusione” in collaborazione con l’Associazione Madre Teresa.

Il ricordo di Vinicio arriva in India
Costruita in Asia una casa in memoria del giovane tifoso scomparso nella tragedia delle “Giare”. I fondi raccolti su iniziativa della associazione Madre Teresa

L’ASSOCIAZIONE Madre Teresa ha fatto costruire una casa in ricordo di
Vinicio Caliò, scomparso nella tragica alluvione de “Le Giare”.
Circa un anno fa, esattamente durante il periodo natalizio, si è svolto
un quadrangolare di calcio a cinque presso il Palacorvo nell’ambito della manifestazione
a scopo benefico “Un Pomeriggio giallorosso di solidarietà“.
L’iniziativa era stata ideata e organizzata dai ragazzi del forum del
sito Internet della società di scesa Iannoni. La manifestazione ha riscosso
un notevole successo, confermato anche dal buon afflusso di pubblico, nonostante
la giornata prefestiva. Nel corso della kermesse si era tenuta una raccolta
di fondi da devolvere alla famiglia di Vinicio Calio’, ed era stata inoltre
consegnata la somma di lire due milioni da devolvere all’Associazione Madre
Teresa, operante a Catanzaro, per la realizzazione di una casa in muratura in
India a favore di una famiglia povera proveniente dalle baraccopoli.
Ebbene, a distanza di un anno l’Associazione Madre Teresa ha portato a termine
l’opera. Quanto era stato promesso è stato mantenuto. Possono ben sorridere
coloro che, tramite questa associazione di volontariato, hanno potuto ricordare
con la realizzazione di una casa il ben amato e sfortunato Vinicio, tristemente
scomparso a causa dell’alluvione a settembre di due anni fa nella sciagura del
camping “Le Giare” a Soverato.
Sprizza gioia uno dei soci dell’Associazione Madre Teresa, per la realizzazione
della trentunesima casa in India a beneficio delle famiglie povere: «Siamo
al settimo cielo, asserisce entusiasta un associato siamo riusciti a concretizzare
un sogno, nutrito coltivato nei nostri cuori da tanto tempo. In questa casa
si è sistemata una donna con i suoi quattro figli. Sino allo scorso questa
donna viveva con i suoi figli accampata in una baraccopoli alla periferia di
Mumbay, costruita con rottami di legno lamiera, stracci, cartone ricoperte di
erba prive di servizi igienici, fogne, acqua e luce. Il nostro presidente, quando
si è recato sul posto, ha definito queste pseudoabitazioni, dove vivono
centinaia di persone bisognose, “l’anticamera dell’inferno”. Le condizioni
di vita – continua l’uomo – diventano atroci durante il periodo dei monsoni,
che dura quattrocinque mesi e la povera gente è costretta a rimanere
ore ed ore sotto lo scrosciare delle piogge torrenziali che distruggono le loro
capanne.
Non so che tipo di associazioni esistano m questa città, ma spesso e
volentieri non si l’esatta contezza di cosa si nasconda dietro la parola povertà
e di quello che accade nei paesi del Terzo mondo, dove i decessi a causa dell’inedia
sono all’ordine del giorno. Sapete come è definita la fame in India?
È conosciuta come la “tigre nera”, una belva feroce che divora
migliaia di bambini, di vecchi, di donne, e che nessun cacciatore riesce ad
uccidere. Qui a Catanzaro, grazie a Dio, nessuno muore di fame, di freddo, di
sete e la stragrande maggioranza della popolazione possiede un’abitazione in
muratura. È molto facile servire in città, ma è molto difficile
pensare e soprattutto occuparsi delle problematiche esistenti nei paesi del
Terzo mondo. Ringrazio con tutto il cuore – ha concluso l’esponente dell’associazione-
i ragazzi del forum che hanno voluto ricordare il giovane Vinicio Caliò
e hanno scritto un’altra pagina di storia, confermandosi come vero patrimonio
del calcio catanzarese, facendo intendere che “non si vive di solo calcio”».
La passione per lo sport è anche amore per la vita e per il prossimo,
soprattutto quello più sofferente.

Giuseppe PuglieseIl Quotidiano del 13.01.2003

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