L'emigrante

Cozza è signatu

A Catanzaro non puoi… devi. L’importanza del rapporto tra il tecnico giallorosso e la tifoseria
Contro la Paganese il popolo giallorosso ha vissuto uno dei momenti più intensi da quando alla guida del Catanzaro c’è Cosentino. Se al patron nulla viene rimproverato o contestato, lo stesso non si può dire del mister. Il suo appeal con la tifoseria è scarso, non riesce a far breccia nella totalità del popolo giallorosso perchè del popolo è schiavo, non padrone.
A Catanzaro non puoi vincere, devi vincere. A Catanzaro non puoi sbagliare, devi fare la mossa giusta. A Catanzaro non puoi raccontare balle, devi dire la verità. A Catanzaro non puoi… devi.
I tifosi (allo stadio, alla radio e sul forum) stavano ancora riempendo i polmoni per scatenare un putiferio, quando Masini ha segnato il gol più importante da due anni a questa parte. E quell’aria nei polmoni è servita a gioire, l’abbiamo utilizzata tutti (?) per cancellare un momentaccio. Con quel gol abbiamo nuovamente allontanato gli avvoltoi che da troppo tempo girano intorno ad un malandato Ceravolo. Che sofferenza! Il cambio dettato dalla paura, la sostituzione più inattesa (mancu a Trapattoni gli veniva in mente), il sostituito meno da sostituire… e poi chi ti segna? L’eroe dell’ anno scorso, a lungo tempo in secondo piano per far posto a Fioretti.
È stata una salvezza! Senza quel gol chissà come sarebbe finita. Forse bene, forse male. Siamo contenti di non doverlo scoprire oggi… Ma in questa telenovela di amore e odio, spesso si perde di vista il vero obbiettivo: il bene della squadra. Non si può sperare in una sconfitta salutare, eppure questo da noi capita. È la contraddizione intrinseca del tifoso giallorosso: la speranza che l’ennesima prestazione negativa avvalori la tesi di chi non sopporta o non vede di buon occhio determinate scelte.
Questo stato di cose non è casuale, nasce e cresce partita dopo partita, dichiarazione dopo dichiarazione. A Catanzaro si può fare calcio (…pardon, si deve!), però prima bisogna andar d’accordo con la tifoseria. Non si può dire “quelli che vengono per fischiare restino pure a casa“… il Catanzaro è dei tifosi e di nessun altro. Le vittorie, come le sconfitte, sono di tutti. Quelli che fischiano continueranno a esserci allo stadio e qualcuno continuerà a fischiare pure restando a casa.
Oltre che sugli schemi, gli uomini e il mercato, probabilmente si dovrà lavorare anche sull’asse dei rapporti fra la tifoseria e il mister. Il caso Bugatti ci viene in aiuto: quand’anche ci fosse qualcosa da sottolineare sulla prestazione, l’umiltà e l’attaccamento sono premiati più dei valori in campo. Un Bugatti coperto di fischi avrebbe dato lo stesso risultato? No, sarebbe scomparso dal panorama giallorosso alla velocità della luce. Allora in tal senso, è auspicabile che da ambo i lati si facciano gli opportuni passi indietro. Il progetto Catanzaro è ambizioso, pretendere di realizzarlo senza uno stretto connubio con l’intera tifoseria è roba da gargiuti… e a Catanzaro non puoi essere più gargiuto degli altri, soprattutto se non sei nato qui.

Davide Greco

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