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«Diavolo, vado bene di qui per l’inferno? «Sì, sempre storto»

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Ritorna la rubrica satirica di puntonet

 

(L’amministratore unico Santaguida)

 

ANTICHE LEGGENDE Meno due, ed ecco che la classifica della squadra di Palazzo de’ Nobili si tinge di mistero. Sentito in esclusiva per puntonet, il giornalista Rai Roberto Giacobbo spiega: “A meno 12 potrebbe accadere qualcosa. C’è infatti una vecchia leggenda Maya(tifacitilu) secondo la quale a meno 12 salterebbe il sistema ufficiale che registra le classifiche dei campionati. A quel punto il Catanzaro potrebbe anche ritrovarsi appena sopra il Bari di Bortolo Mutti”. Ma con i giallorossi oramai colati a picco, il molto più realista Macalli fa sapere che l’unica ipotesi di ripescaggio plausibile per l’effeccì contempla un peschereccio.

POLITICA AMORE MIO È iniziata la lunga corsa verso le elezioni di primavera e anche al Gmf, considerato il doppio filo che lega l’amministrazione comunale al calcio cittadino, tocca occuparsi di politica. Secondo gli analisti interpellati la lotta tra i candidati in campo sarà serrata, una classica sfida all’ultimo voto tra Michele Traversa e… e… come si chiama…quello della sinistra… insomma… l’altro. In ogni caso il sindaco Olivo – lo stesso che giudicò immorale il fallimento pilotato preferendo fallire all’ammuzzo – dichiara convinto: “Abbiamo scelto un uomo forte, conosciuto e amato da tutti i catanzaresi, non si tratta affatto di un agnello sacrificale”. E da parte sua il candidato conferma: “Beeeee”. Il neo primo cittadino Traversa, intanto, continua a disinteressarsi alla questione Catanzaro. Potrebbe essere così il primo sindaco a saltare, per mancanza di squadra, la comparsata nel Rubricone di Rtc a ridosso dei play off. Contento lui.

AFFARI DI CAMPO “Fatal Fondi“ per il catanzarese Tonino Aloi. All’amministratore Santaguida non è proprio andato giù il quasi-pareggio interno dell’Fc (per fortuna saltato a tempo scaduto) nell’ultima giornata di campionato. Al suo posto – stante l’indisponibilità di Franco Cittadino impegnato nel ruolo di traghettatore al Cairo nel dopo Mubarak – viene chiamato in panchina Biffi. Al porporato si chiede un vero e proprio miracolo. “Ricordo quando venni a Catanzaro con il Palermo. Il pubblico riempiva gli spalti con entusiasmo e contribuì alla vittoria netta dei giallorossi. Ecco, vorrei riportare il Catanzaro a quei tempi” dichiara il neo trainer. Favorevolmente impressionato, Santaguida avrebbe risposto in maniera colorita: “Bravo! Se riesci a tornare a quei tempi vi’ si trovi puru ‘ncunu cchi ti paga…“. Da San Remo Biffi porterebbe con sè alcuni giocatori ritenuti utili alla causa, si tratta solo di superare le resistenze dei genitori degli atleti. “Papà deve capire che il mondo del lavoro è cambiato – ci riferisce uno di loro – Sì non mi pagheranno, non mi cureranno, non saprò dove dormire o mangiare  e forse dovrò pure rimetterci qualche soldo…ma farà curriculum!” Da segnalare inoltre che nella sconfitta per 3 a 1 contro il Fondi, è andato a segno il bravo Catalano. Ora ha l’invidiabile media di un gol ogni vita. 

SUL TETTO DEL MONDO  Ma la Catanzaro di questo periodo non è soltanto ombre. Pare infatti che nella rosa ristretta dei candidati al nobel dell’economia sia entrato di diritto il presidente in pectore Ferrara. Una fonte interna alla banca di Svezia ci spiega: “Ferrara ha avuto una grande intuizione. Chiedendo ai tifosi i soldi per evitare la radiazione ha probabilmente trovato la soluzione alle crisi finanziarie globali degli ultimi anni“. In che modo, chiediamo. “Ha sviluppato un concetto ormai conosciuto nel mondo accademico come cetriolo di ritorno. Mi spiego: la mia banca brucia tutti i miei risparmi? Sarà mio dovere recuperarli, anche indebitandomi verso la banca stessa. Sì, la mia vita sarà rovinata, perderò tutti i miei averi e con grande probabilità la mia famiglia si troverà per strada… ma non si arriverà comunque ad una crisi sistemica, perchè la banca sarà salva. Cetriolo di ritorno, appunto”. In bocca al lupo presidente in pectore. I catanzaresi non faziosi sono con lei.

BUCO NEL CAFFÈ  È toccato a Daniele Rossi, in qualità di presidente del Soverato, smentire ogni ipotesi di fusione che consentisse al calcio cittadino di non scomparire definitivamente. A questo punto, se i gruppi di preghiera organizzati dal capostorico Simmaco presso la chiesa delle “Fontane” dovessero risultare inutili, resterebbero solo due strade ragionevoli da percorrere: la cordata conad costituita al reparto “casalinghi” dall’utente Palancau e il coinvolgimento personale di Flavio Briatore, ormai lontanissimo dal Qpr. Se Elisabetta presserà il marito e  tutto andrà nel solco dell’ultimo decennio giallorosso, potremo ritrovarci alle porte di casa una società di calcio guidata da Briatore, Noto e Rossi. Noi, ben che vada, avremo Poggi e Parente. «Diavolo, vado bene di qui per l’inferno? «Sì, sempre storto»

Fabrizio Scarfone

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