Il Rompicalcio

Giù le mani dal Catanzaro!

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Un’analisi puntuale dei fatti dopo il vergognoso processo mediatico successivo all’inchiesta Money Gate e alcune riflessioni sull’immediato futuro

i tifosi del catanzaro

Siamo in guerra. Inutile girarci intorno. Il Catanzaro è sotto assedio, trascinato nel tritacarne del processo mediatico che ha coinvolto il presidente Cosentino dopo l’arresto nell’ambito dell’inchiesta Money Gate.

Non dev’essere sembrato vero a  qualche penna anonima, poter sfruttare il nome di Catanzaro per ottenere quindici minuti di visibilità.

Ma dell’analisi puntuale dei fatti emersi dall’inchiesta, nemmeno l’ombra. Forse perché, oltre ad un titolo ad effetto, sarebbero mancate le basi per ricostruire un coinvolgimento della società giallorossa.

Lo facciamo noi di UsCatanzaro.net. Analizzeremo le vicende emerse negli ultimi giorni e cercheremo di rispondere in modo chiaro ed esaustivo ai passaggi in sospeso, fornendo alcuni spunti di riflessione per l’immediato futuro.

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MONEY GATE E IL CATANZARO – La domanda è semplice: cosa c’entra il Catanzaro con l’inchiesta della Procura di Palmi? Assolutamente nulla.

Dalla lettura dell’ordinanza si evince che la vicenda che ha portato all’arresto di Cosentino, della figlia Ambra e di altri sei soggetti, è tutta personale e legata all’attività di famiglia nel settore dell’import-export.

I reati contestati sono quelli di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati fiscali, appropriazione indebita e riciclaggio.

La sostanza è che né la Gicos, né il Catanzaro sono stati sottoposti a sequestro, che ha invece riguardato altre somme di denaro. Questo significa che entrambe le società sono libere di operare sui relativi mercati.

In altre parole, affermare che il Catanzaro sia stato strumento dell’attività di riciclaggio è una calunnia.

È evidente che la giustizia debba fare il suo corso e accertare le responsabilità dei singoli, ma questo avverrà alla fine di un procedimento che non riguarda la società giallorossa se non per gli effetti collaterali legati alle vicende giudiziarie di Cosentino che potrebbe decidere, o meno, di abbandonare il timone della presidenza.

Resta la presunzione d’innocenza fino a sentenza passata in giudicato. Di sicuro, sul piano etico e morale, oggi fanno sorridere le sferzate del presidente Cosentino a giocatori, dipendenti e avversari. Chissà cosa ne penserebbe oggi del “chi sputa in alto in faccia gli torna“.  

russotto

 

LA PRESUNTA COMBINE – Secondo gli inquirenti, la gara del 5 maggio 2013 fra Catanzaro e Avellino, sarebbe stata oggetto di combine. La faccenda sarebbe emersa, in via del tutto casuale, durante le intercettazioni di Money Gate.

Fra i protagonisti, il presidente Cosentino e l’allora ds Ortoli per i giallorossi,  e gli omologhi Taccone e De Vito per gli irpini.

L’accordo avrebbe previsto un pari utile ad entrambe le formazioni per raggiungere i rispettivi obiettivi di campionato:  promozione in B dei biancoverdi e salvezza diretta dei giallorossi.

Qualcosa, però, sarebbe andato storto (la prevedibile vittoria del Perugia contro il Prato, ndr) e l’Avellino avrebbe infranto il patto vincendo l’incontro con il risultato di uno a zero.

La prova regina  della combine starebbe tutta nelle due chiare occasioni da gol che il calciatore giallorosso Russotto avrebbe deliberatamente fallito.

Senza entrare nel merito della ricostruzione degli inquirenti, cerchiamo di restare ai fatti.

La partita incriminata, a differenza di quanto riportato da molti organi d’informazione, non era affatto decisiva né per la salvezza diretta del Catanzaro, né per la promozione dell’Avellino. 

Si trattava, infatti, della 29^ giornata, penultima di un campionato che si era praticamente chiuso sette giorni prima, soprattutto in chiave promozione. La vittoria dell’Avellino sull’Andria per 4-0 e la contemporanea sconfitta per 1-0 del Perugia contro il Viareggio, avevano sancito un rassicurante +5 dei campani sugli umbri a due giornate dal termine.

In chiave salvezza, invece, la vittoria del Catanzaro a Sorrento aveva allontanato in maniera quasi definitiva lo spettro play-out, tanto che lo scampato pericolo sugli spalti dello stadio Italia.

L’altra considerazione è in merito alla presunta volontarietà di Russotto circa le due occasioni da gol non concretizzate. 

Intanto, non è vero che sia Russotto il giocatore a sbagliare le due occasioni. La prima è fallita da Masini che si vede parare il tiro indirizzato sul primo palo dopo un dribbling su un difensore. Solo successivamente Russotto, nel tentativo di piazzare il pallone sul secondo palo, prova un destro che termina di poco fuori. 

Al di là dell’approssimazione con la quale sono state attribuite, erroneamente, le occasioni da gol ad un solo giocatore, affidiamo il giudizio alle immagini di quella partita, ma ci sembra evidente l’impossibilità di distinguere la volontarietà dalla semplice imprecisione. Per capirci, non stiamo parlando di un tiro a porta vuota mandato deliberatamente fuori. 

Fosse diversamente, potremmo segnalarvi almeno un migliaio di gare sospette.

 

(Highlights di Catanzaro-Avellino del 5 maggio 2013) 

 

TRENTA GIORNI – Al netto delle vicende giudiziarie dei Cosentino, i problemi del Catanzaro restano gli stessi degli ultimi anni.

Il rapporto logoro con la piazza, l’evidente approssimazione tecnica, la gestione tendente al disarmo. Sono fatti incontestabili che esigono un chiarimento immediato da parte dei vertici societari.

Il silenzio di questi giorni, pur comprensibile, non può essere ulteriormente tollerato. Lo impongono i tempi strettissimi per l’iscrizione al prossimo torneo di Lega Pro. Poco meno di trenta giorni per saldare le spettanze economiche e produrre la documentazione necessaria. 

Il Catanzaro ha bisogno di chiarezza. Subito. 

 

LA POLITICA – Gli ultimi trent’anni di calcio a tinte giallorosse, hanno sancito un intreccio praticamente indissolubile fra il Catanzaro e la politica locale.

Lo scopo è sempre stato evidente, utilizzare la squadra come mezzo di scambio, specialmente durante le tornate elettorali. Un po’ come avvenne nell’estate del 2010. Cosentino era pronto all’acquisto, aveva già chiuso un accordo per rilevare una società alla canna del gas, umiliata sul campo dalla vergogna del Flaminio. 

L’accordo era ad un passo ma qualcosa andò per il verso sbagliato e, proprio la politica, partorì il mostro di Tribuna Gianna che costrinse il Catanzaro ad una stagione di stenti conclusa con la retrocessione fra i dilettanti guadagnata sul campo ma evitata dal caso Pomezia, retrocesso d’ufficio all’ultimo posto. 

Un anno dopo il disegno apparve improvvisamente chiaro. Le elezioni per il rinnovo del consiglio comunale sbloccarono  di colpo la querelle Catanzaro, e proprio Cosentino venne rispolverato in ragione di una precisa volontà politica che lo condusse a prendere le redini della società giallorossa, con tanto di  e sonori fischi per l’imprenditoria locale.

Oggi le condizioni sono molto simili. Il Catanzaro non tarderà ad entrare nel dibattito elettorale e siamo certi che proprio in queste ore c’è chi si affanna a intrecciare rapporti e tirare volate. 

Lo diciamo in modo chiaro, senza possibilità di fraintendimenti: nessuno si azzardi a sacrificare il Catanzaro in nome del “Cosentino vattene”.

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La strategia è svelata. Coagulare intorno a questo o quel referente politico, una manciata di imprenditori, aspettare l’evolversi della situazione giudiziaria dei Cosentino e magari affondare il colpo quando la situazione dovesse farsi problematica o il tempo a disposizione per l’iscrizione al prossimo campionato fosse risicato. 

Prenderci tutti dal collo e costringerci ad accettare impresentabili o riciclati. Ecco il disegno. 

Ci troveremmo in un colpo solo indietro di dieci anni, con una proprietà raffazzonata messa in piedi con il solo scopo di “cacciare l’invasore” senza un reale interesse per il Catanzaro. 

Questa tifoseria merita una proprietà all’altezza della sconfinata passione dimostrata dal suo popolo. Una proprietà che sia in grado di investire, programmare e rapportarsi con la sua gente in modo costruttivo, senza stupide contrapposizioni e inutili silenzi. 

L’esatto contrario, insomma, della deludente gestione Cosentino, specie nelle ultime tre stagioni. 

In altre parole, se c’è qualcuno disposto a farsi carico del Catanzaro, esca allo scoperto, non aspetti l’ultimo minuto e non si presti a squallidi calcoli politici.

La scelta fra il peggio e il meno peggio, non è più accettabile. 

tifosi catanzaroCONCLUSIONI – Abbiamo vissuto un anno in costante apnea e con la salvezza in tasca, avremmo voluto raccontare altro.

Eravamo pronti a chiedere il conto a questa proprietà dopo aver dimostrato che Catanzaro è molto più di un imprenditore sordo o un politico inetto.

Come sempre le cose vanno diversamente da come uno se le immagina, e oggi avrebbe davvero poco senso rivolgere un appello di qualsiasi tenore.

Sentivamo l’esigenza di fare chiarezza rispetto ad una vicenda che ha fornito un assist incredibile a detrattori, forcaioli e nemici giurati. Altro che “la Calabria è giallorossa“.

Siamo soli. Mai come in questa circostanza. Il Catanzaro va difeso, tutelato, sostenuto, come fosse una partita decisiva che richiede la presenza massiccia del pubblico. 

Allo stesso tempo, diciamo basta alle ingerenze, di qualsiasi tipo. Non vogliamo più sentire di riunioni carbonare, non vogliamo leggere di personaggi che hanno consegnato il Catanzaro alle aule di tribunale, non vogliamo calcoli sulle spalle della nostra squadra.

Salvate il Catanzaro o abbandonateci al nostro destino.  

La Redazione

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37 Commenti

  • Io leggo sempre tutte le discussioni ma raramente commento.. Questa volta mi sento di ringraziare la redazione per questo articolo. Dopo questo anno TERRIBILE, anche peggiore dei precedenti, l’ultima cosa che vorrei è sentire i politici di turno riempirsi la bocca del CATANZARO. Io vivo a Milano ma sono sempre in giro per il mondo ma il Catanzaro e il risultato della sua partita sono sempre con me. Quando poi posso essere presente allo stadio l’emozione è indescrivibile. Oggi serve qualcosa in più di una semplice SOCIETA’. Chi avrà l’ONORE di fregiarsi del nome del CATANZARO, che sia la società di Cosentino o un’altra qualsiasi non dovrà garantire solo una stabilità economica. Non è sufficiente. Forse non lo è mai stato ma, visto il recente passato, questa tranquillità ha fatto da oppiaceo al nostro dolore represso. Questo elemento imprescindibile non sono dunque i soldi.. bensì l’AMORE per questi colori…Quello che ebbe Nicola Ceravolo.. quello che nel bene e nel male dimostrò Albano..poi, il baratro e un amore scomparso e rimasto custodito solo nel cuore dei tifosi e dipinto nella storia gloriosa di una squadra ormai sempre più lontana da quel sogno diventato realtà..Non sto raccontando di una romantica utopia tutt’altro… questa redazione ha dimostrato una volta di più quanto l’attaccamento ai colori giallorossi conti.. Questa salvezza dopo quella dello scorso anno è un ulteriore sigillo sul libro della nostra storia

  • Cosentino tieni duro…..non diventare malgrado tutto uno strumento di questa classe politica…..è vero la giustizia deve fare il suo percorso…..ma ribadisco presidenti illustri anche con condanne non hanno mai abbandonato la squadra .

    • A questo punto, alla luce dell’articolo della Redazione (un pezzo degno di ogni Lode), che devo dire? La barca giallorossa continua a navigare a vista, una partenza di Cosentino non gioverebbe più di tanto, se ho capito bene. Concludo quindi affermando: "Cosentino, non fare lo Schettino!". AVANTI AQUILE!!!

  • Grazie Apofis. Se straniero scrivesse meno pu..ate e palanca scrivesse meno righe ma piu sensate (basterebbe documentarsi) potremmo allora dire che siamo pronti per serie superiori alla lega pro….eh eh

    • Non abbiamo manifestato sufficientemente. Ora è pericoloso per il tifoso schierarsi. Abbiamo avuto un anno per cercare di stare uniti e assieme proclamare la nostra passione per i colori e la maglia. Non possiamo schierarci a favore di nessuno per non rischiare di essere le pedine di gentaglia. Unico modo di protesta che non è riconducibile a nessun interesse era quello di riunirsi tutti e seguire le partite da fuori lo stadio. Solo per i colori.

  • Non abbiamo manifestato sufficientemente. Ora è pericoloso per il tifoso schierarsi. Abbiamo avuto un anno per cercare di stare uniti e assieme proclamare la nostra passione per i colori e la maglia. Non possiamo schierarci a favore di nessuno per non rischiare di essere le pedine di gentaglia. Unico modo di protesta che non è riconducibile a nessun interesse era quello di riunirsi tutti e seguire le partite da fuori lo stadio. Solo per i colori.

  • veramente si è manifestato sempre andando contro tutto e tutti creando solo dei presupposti per creare indifferenza e astio anche tra i tifosi e tra persone che frequentano costantemente questo sito

  • Abbiamo manifestato? Dobbiamo farlo senza schierarci. Ne a favore ne contro nessuno. Dimostrare che siamo in tanti solo per il Catanzaro e che sappiamo aggregarci a costo di non vedere le "partite". Uniti e compatti Pretendendo serietà e coerenza da chi gestisce. Se dimostrami di saperci unire si capirà che almeno esiste una parte sana, la tifoseria. Che può dimostrare dì essere diversa da tutti e tutto. Qualcuno potrebbe prenderne atto.

  • sarebbe corretto e giusto quel che dici ma se ti vai riguardare post precedenti in relazioni alle partite e nelle varie sessioni di campionato vedrai che forse, quel che dico fa fede a ciò che ho scritto, ecco il perchè ho scritto che tutti hanno contestato tutto e tutti

  • È vero, ma abbiamo fatto tutto, molto poco, con disordine pur sapendo da inizio campionato che avremmo fatto questa fine. Si è pensato solo a fare una riunione di tifosi per discutere di cosa? Noi dovevamo aggregarci fuori lo stadio e Partecipare dall’esterno. Essere tanti, disposti a sostenere i colori. In questo modo si sarebbe parlato di una tifoseria PRESENTE che non partecipava all’ indecoroso scempio creato dalla società è dalle istituzioni.

  • Ho criticato i tifosi per la scarsa presenza allo stadio e per alcuni giudizi su alcuni giocatori (ad esempio quelle verso sarao, prestia o Giovinco ) e l’allenatore . Ma in questa occasione i tifosi si stanno comportando benissimo, leggo commenti molto equilibrati e competenti. Paradossalmente l’unico che stava cadendo nella trappola sono proprio io che ingannato dalla falsa notizia di combine sportiva stavo Cominciando a criticare cosentino pesantemente, ma voi mi avete riportato alla ragione, quindi va bene così tutti uniti e alla prossima partita anche amichevole tutti allo stadio!!!

    • Aquilacanarina….la cantarina condita di sale…con i miei complimenti perchè riesci a dire la tua con intelligenza, un filo di ironia e leggerezza.Saluti

      • Grazie Calafricano, è un piacere farlo…per Voi e per IL CATANZARO!!! (se non soffro nello sport non mi sento tifoso: l’Inter, il Modena, il Catanzaro, il fantacalcio…arriverò vivo e vegeto alla penZione? Ahaha!)

    • No, non sono mai andato da Giusti. In genere vado per pizzerie, ma non mancherò di seguire il tuo consiglio. "Mo, te se magno" disse Alberto Sordi.

  • Scusate ma con tutto quello che ha detto stranieronellanotte prima della partita con la Vibonese avete ancora il coraggio di farlo scrivere? E tu straniero sei senza vergogna! Hai ancora il coraggio di scrivere? Chiedo a Toronto quando il fuso lo permettera’ di scrivere quello che pensa sui post di straniero prima della Vibonese

    • Nella gestione delle risorse umane è necessario utilizzare il bastone e la carota. Quando la carota non basta piu’ devi usare il bastone. Tu insieme ai 700 avete usato la carota mentre io il bastone. Abbiamo vinto grazie alle mie bastonate e non grazie alle tue carote.

    • Se nella Juve ci fosse stato Sarao ad attaccare il Real…forse i gobbi sarebbero stati più pericolosi dalle parti di Navas! AHAH!!!

  • Per 90 minuti allegri non ha capito che era in inferiorita’ a centrocampo e mamzukic andava sostituito. Stessa cosa straniero e qualche altro che non hanno mai capito una mazza di pallone. Bisogna avere il coraggio di buttarli fuori

  • Noi del Catanzaro abituati ad aspettare è logorante….. <br />
    Comunque tutti si stanno rendendo conto che i soldi necessari per mantenere il Catanzaro in C sono tanti e che gli incassi coprono solo una piccola parte dei costi, certo diverso sarebbe con una media spettatori di 6000 paganti. È triste da dire ma il Crotone in A ci toglie molto pubblico e risorse e gli imprenditori catanzaresi sono spilorci e/o non hanno molte risorse a disposizione. Quindi cari amici non ci resta che attendere, però muovetevi!!!!

    • È normale che oggi c’è una inversione di tendenza….Crotone è in A<br />
      Partite di cartello portano la gente ad andare la’ ….mi ricordo negli anni 70 arrivava a Catanzaro gente da Catania …Messina…Palermo<br />
      Parlando della società….Cosentino è disposto a continuare ?Io personalmente spero di si…..anche perché non vedo in futuro altre cordate disposte a mettere la frana…..se il suo intendo e continuare<br />
      Visto i suoi problemi con la giustizia….allora tanto di cappello….non è da tutti accollarsi spese e specialmente tanto critiche (Anche giuste)da parte di tutti noi.Saluti.

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