Il Rompicalcio

Godiamoci il viaggio

Redazione
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I Noto si regalano il Catanzaro, la città è in fermento, la strada da precorrere lunga e tortuosa. E per questo bellissima
 

Il Catanzaro è in mani sicure. Di nuovo. E questo è un fatto, probabilmente il più importante di tutti.

Il desiderio per niente nascosto della tifoseria giallorossa, coltivato per almeno un ventennio tra gli alti (pochi) e i bassi (molti) delle Aquile è ora finalmente esaudito.

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I Noto si sono regalati il Catanzaro. Il passaggio dai Cosentino alla nuova proprietà, reso ancora più dolce da quel “Forza Catanzaro sempre” di Gessica, ha restituito alla città, ai tifosi residenti in Calabria e a quelli lontani dal Ceravolo un entusiasmo vitale, spesso folkloristico, a tratti contagioso.

Ripartiamo da qua e da qualche idea forte su cui forse è il caso di costruire le nostre diverse identità di tifosi, commentatori, cronisti.

“Progetto”, ecco una delle parole potenzialmente più vuote che ruotano attorno al mondo del calcio. Occhio però, perché quel vuoto può e deve essere riempito: di valori, visioni, buone idee.

“Nel calcio non è che tu dici e poi ottieni” diceva amabilmente Don Nicola. Non bastano le risorse e la volontà di investire, serve una visione di medio-lungo periodo che tenga dritta la barra quando le cose non vanno per il verso giusto. Ecco perché di progetto sentiremo parlare già dalla prima conferenza stampa del nuovo Catanzaro. 

Il progetto sarà essenziale perché si partirà, con inevitabile ritardo, da uno staff dirigenziale tutto nuovo, da una rosa di calciatori rivoluzionata (si salverà solo il nucleo dei più promettenti: Maita, Zanini, Icardi e forse Sirri), da una macchina che avrà bisogno di rodaggio, calore, fortuna. 

E la tifoseria? Gli anni di Cosentino hanno lasciato in eredità un paio di consapevolezze importanti. La prima: non c’è più spazio per i pezzenti.

Basta presidenti capaci di garantire soltanto un paio di stipendi all’anno, basta patemi per l’iscrizione, per i contributi non versati, per la fideiussione che non arriva. Mr. Gicos ha dimostrato a tutti che tenere i conti in ordine è la prima via per garantire alla nostra passione la sopravvivenza negli anni.

La seconda: non c’è più spazio per campionati programmati al ribasso. Lottare “fino all’ultimo respiro” per ottenere una salvezza in Lega Pro, assistere alla scelta ponderata di questa dimensione, si è rivelata una delle esperienze più difficili e avvilenti dell’ultimo decennio.

Ora è tempo che i sostenitori giallorossi riportino nello stadio della nostra città e nei settori ospiti di tutta Italia il loro volto migliore, quello più appassionato, sincero, sorprendente.

Catanzaro non è una piazza mangia allenatori, qui non si distruggono i calciatori. Qui anzi un giocatore che rispetta la maglia ha l’opportunità di lanciare definitivamente la propria carriera, consacrandosi.

Chiedete a Giorgio Corona, talentuoso mestierante di C2 per lunghi anni, Re a Catanzaro, poi cannoniere perfino in serie A.

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Il tifoso giallorosso avrà pazienza, indosserà la sciarpetta, prenderà in mano una bandiera, sottoscriverà l’abbonamento e intonerà i cori la domenica.

Si limiterà a questo, perché sa che oggi tutti i pianeti sono allineati, una condizione probabilmente irripetibile.

La politica non remerà contro, l’imprenditoria darà il suo contributo ai proprietari, i cronisti coltiveranno l’ambizione di raccontare il Catanzaro dai grandi stadi d’Italia. Gioco di squadra finalmente, anche fuori dal campo, per riprenderci ciò che sentiamo intimamente ancora nostro, o almeno per giocarcela alla nostra maniera, con umiltà e a testa alta.

Ormai è chiaro, il viaggio è cominciato. È ora di rilassarsi e godersi la strada

 

Beppe Luglio

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13 Commenti

  • Io che fui uno dei più grandi sostenitori di Cosentino, onestamente non ne provo più la mancanza, perchè ho percepito l’ndata di successi che si appresta ad inondarci grazie al presidente "Noto" 😉

  • Arriva una notizia importante per il futuro del Catanzaro e riguarda lo staff tecnico. Indiscrezioni delle scorse ore lette sugli organi di informazione hanno riportato quanto filtrato, detto e non detto, all’interno di riunioni bunker della nuova società, per costruire la nuova squadra.<br />
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    Secondo quanto raccolto dalla nostra redazione, dopo i nomi di Francesco Passiatore e Vincenzo Torrente, sarebbe arrivata la scelta del gruppo Noto e degli altri soci del Catanzaro: il nuovo allenatore della nuova era sarà molto probabilmente Piero Braglia, che nel campionato 2003-2004 riportò la squadra calabrese in Serie B dopo quattordici anni.<br />
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    In realtà Braglia è sempre stato la prima scelta, tuttavia la nuova società ha preso qualche giorno per analizzare tutte le eventuali possibilità, tra le quali anche Angelo Alessio, il secondo di Antonio Conte sulla panchina di Chelsea e Juventus.<br />
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    Ma Braglia, secondo i vertici giallorossi, sarebbe la scelta giusta, anche e soprattutto a seguito dell’analisi fatta nelle scorse ore. Previsto l’arrivo e l’ufficialità del nuovo allenatore entro il fine settimana. E secondo quanto da noi raccolto, Piero Braglia avrebbe programmato un viaggio a Catanzaro esattamente nel fine settimana.<br />
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    Non rimane che attenderne gli sviluppi, ma Braglia in questo momento è certamente in pole per allenare il nuovo Catanzaro.<br />
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  • …tutto vero , società potenzialmente capace , potenzialmente all’altezza. Giusto gioire , le prospettive ci sono …..i risultati vedremo.<br />
    Nell’articolo però manca una voce FONDAMENTALE, alle consapevolezze che avrebbe lasciato la vecchia società….manca il "mai più alla perdita di onore e dignità" ( come dal 2011 portiamo marchiato a sangue ) della città e della tifoseria , mai più la politica che "assiste" il Catanzaro come uno sciancato qualsiasi cercando una testa di legno a cui affidare 4,4 M per far divertire i guagliuni.<br />
    Il calcio non è una cosa seria…in un quinquennio , se la società lavorerà bene, tutto sarà dimenticato…spero non tutto e non da tutti.

  • se veramente arrivasse Braglia sarebbe il top. difficile trovare in circolazione uno che, al contempo, è così bravo ed esperto di terza serie come lui. e sarebbe anche un bel segnale perché se Braglia – che avrebbe avuto mercato subito, non appena una delle big sarebbe andata in affanno – decide di venire è perchè qualcuno gli ha prospettato un programma non di seconda linea. sarebbe tutto molto bello.

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