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Lavori al “Ceravolo”: la farsa continua

Nuovi lavori da effettuare ma lo stadio resta monco e sulla vicenda c’è il rischio che cali di nuovo il silenzio

Dopo l’ennesimo sopralluogo di martedì rimane per il Catanzaro Calcio il problema dell’agibilità dello stadio “Nicola Ceravolo”. Sempre martedì, nel pomeriggio, l’ennesima riunione si è svolta al Comune fra la dirigenza catanzarese, accompagnata dall’Ing.Romeo (professionista nominato dal Presidente Cosentino), i vertici di Palazzo De Nobili, i tecnici comunali e i titolari delle ditte appaltatrici dei lavori. Al summit c’era anche l’assessore comunale ai Lavori Pubblici, Belmonte.

Nella riunione, oltre a fare il punto della situazione dei lavori, si è provveduto a stilare l’elenco delle spese da sostenere e che dovranno rientrare in quel milione e trecentomila euro ereditato dalla Giunta preseduta da Rosario Olivo. Accantonata per il momento l’idea della “palazzina”, è necessario realizzare alcune opere all’esterno dell’impianto. In particolar modo ci sono da sistemare le aree di prefiltraggio, installando cancelli chiusi e fissi. In pratica i separatori mobili utilizzati fino ad oggi non vanno più bene e solo oggi qualcuno se n’è accorto.

L’obiettivo è riconfermare la capienza a 7.500 unità come lo scorso anno, con il settore “distinti” ancora chiuso per la mancanza degli spogliatoi e della tribuna stampa che, anche nel prossimo campionato, sarà allestita in quegli antiestetici container che abbiamo imparato a conoscere. Eppure i Distinti sono stati rifatti, almeno per quanto attiene agli spalti. Niente. Chiusi. Anche per questi lavori, spuntati come d’incanto, dovranno essere seguite le consuete e necessarie procedure. Dovrà essere presentato il progetto – sempre che non lo dimentichino anche questa volta – da sottoporre all’approvazione della Giunta Comunale e ai vari organi competenti che dovranno attestare l’agibilità della struttura.

Il rifacimento dei “Distinti” è ormai quasi completo. Dopo la posa del cemento rimarrà solo la ricollocazione dei seggiolini. Il settore non cambierà aspetto: rimarrà identico a prima con la scritta “Nicola Ceravolo” in bella mostra, offesa dalle baracche adibite a tribuna stampa e dalle tende dietro i gradoni che fungeranno da spogliatoi e sala stampa. Con le opere suddette si potrebbe richiedere l’agibilità per portare la capienza a 10.000 spettatori, utilizzando tutta la “tribuna est”. Per tutto il girone d’andata lo stadio sarà certamente monco. E a questo punto prevedere la riapertura totale del “Ceravolo” per il girone di ritorno è come indovinare un sei al superenalotto.

A fine campionato il problema era ufficialmente il rifacimento di “distinti”, spogliatoi e tribuna stampa. Adesso ci sono altre incognite, altre prescrizioni cui far fronte, altri lavori da effettuare (aree prefiltaggio e tornelli). La leggerezza con cui sono stati avviati i lavori senza un progetto è lampante. L’augurio è che stavolta si approvi un progetto completo con un cronoprogramma ben definito. E non spuntino fuori altri impedimenti, magari dovuti solo alla superficialità e all’incompetenza con cui è stata affrontata tutta la vicenda. È lecito chiederlo?

SF

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