Catanzaro-Monopoli 1-1: le pagelle
Data: Lun, 20 mar 2017 20:39 CET
Argomento: Catanzaro News


Ancora una scialba prestazione, dal grigiore generale si salvano solo Giovinco, Prestia e Sirri
 


22) DE LUCIA – Un intervento nel primo tempo e uno scatto di reni nella ripresa per respingere una conclusione aiutata dal vento che stava andando nel sette. Discutibile ed irritante la sua lentezza nella ripresa del gioco nella ripresa. C’era vento, ma il ritardo nel riprendere l’azione è inconcepibile in una squadra che doveva vincere a tutti i costi. Dettami tecnici? Crediamo di si, ma in ogni caso merita mezzo voto in meno per tale atteggiamento. Sul rigore di Nadarevic può fare poco. Neutralizzandolo avrebbe cancellato Melfi, ma i miracoli e il “mai na gioia” a Catanzaro da tre anni a questa parte, non sono di casa. VOTO 5, 5

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2)PASQUALONI – Solita sofferenza nella fase difensiva, in particolare nel primo tempo, per il resto della partita il terzino si limita al compitino senza andare oltre. L’azione del rigore arriva dalla zona di sua competenza e come al solito l’avversario entra facile nell’area sacra. VOTO 5

15) PRESTIA – Prestazione di calciatore ritrovato, sia nella testa (vedi intervista) sia sul piano prettamente tecnico. Non commette nessun errore, sia di piede che di testa c’è sempre. E’anche presente nelle poche azioni offensive del Catanzaro. Su di lui c’era un netto rigore non concesso e un incrocio dei pali che grida ancora vendetta. Bravo ma sfortunato. VOTO 6,5

21) SIRRI – Non concede nulla agli avversari, interpreta la partita con la giusta grinta che a tanti dei suoi compagni è sconosciuta. E’ l’esempio emblematico della campagna di rafforzamento dei giallorossi nel mercato di gennaio. Un acquisto azzeccato, esperto e di categoria, quello che serviva per sistemare un reparto colabrodo come lo era la difesa giallorossa. Se il DS avesse operato in tal modo anche negli altri reparti, oggi parleremmo d’altro, invece dobbiamo certificare il fallimento di una stagione comunque andrà a finire. VOTO 6,5

13) SABATO – Non è il Sabato delle prime partite ma da lui e dalla sua esperienza ci si aspettava molto ma molto di più. Cerca di proporsi sulla fascia ed effettua un buon cross nella prima frazione. Poi, senza il supporto di Cunzi e dei centrocampisti che mai propongono il passaggio filtrante per aggredire le fasce, è una delle cause perché il terzino sparisce dalla scena senza colpo ferire. VOTO 5,5

4) ICARDI – La peggiore partita da quando è a Catanzaro. Inconsistente nel primo tempo, confusionario e impacciato nella ripresa. Polemico al momento della sostituzione proprio davanti al suo presidente. L’adrenalina e la grinta bisogna metterla in campo non nelle sceneggiate dopo un goal o dopo un cambio per una prestazione deficitaria. VOTO 4

5) CARCIONE – Dopo due calci piazzati a favore di vento sparati su Via Schipani e Via Plutino, dopo l’ammonizione beccata, andava tolto immediatamente dal campo. Rimane invece per tutti i novanta minuti e nella ripresa delizia i pochi spettatori presenti con una conclusione al volo ciabattata al limite dell’area, quando invece serviva allargare il gioco e tentare un mini assedio. Prestazione apatica e costretto al ruolo d’interdittore che non gli si addice. VOTO 4

20) MAITA – Primo tempo nascosto dietro Carcione e nessuna iniziativa degna di nota. Si fa vedere di più nella ripresa ma controvento non è facile. Non verticalizza mai e si limita a giochicchiare. Bisognerebbe giocare palla a terra visto il forte vento ma lui fa il contrario. Soffre la presenza di Carcione e lui sembra adeguarsi quasi come fosse un'attenunate. Per fare carriera e farsi rispettare anche in categorie superiori, bisogna avere personalità. VOTO 5

7) CUNZI – Corre tanto come al solito ma in particolare per svolgere la fase difensiva in una partita che doveva essere d’attacco. Solo nel primo tempo ha uno spunto degno di nota quando fa ammonire un avversario. Sparisce col passare dei minuti e nessuna si accorge della sua presenza, eppure vaga nella ripresa nella zona di terreno dove c’è la panchina giallorossa. Sostituzione tardiva. VOTO 5

14) SARAO – S’impegna cercando di fare a sportellate con gli avversari. Con i piedi non è un fenomeno ma sull’impegno non si discute. Suo un pericoloso colpo di testa nel primo tempo e da lui parte l’azione che genera il rigore di Giovinco. Nella ripresa si vede pochissimo, la sua troppa generosità genera il fallo che provoca il penalty a favore dei pugliesi. VOTO 5,5

10) GIOVINCO - E' l’unico che cerca di accendere la luce, si procura il rigore e lo realizza con freddezza in un non facile contesto. Vederlo recuperare palloni in difesa e sulla linea di centrocampo e la contraddizione di questo Catanzaro. VOTO 6,5

9) GOMEZ – Entra per Sarao, non cambia nulla, anzi sembra un difensore aggiunto per gli avversari, visti i falli che provoca a loro favore. Dei pochi palloni ricevuti non riesce ad intercettarne neanche uno. Un acquisto troppo acerbo per questo Catanzaro, attualmente il giudizio non può essere positivo. VOTO 4

11) MANCOSU – Tira in porta senza esito quando entra, prova iniziative personali cercando di saltare l’uomo, eppure è relegato in panchina, lascia i pugliesi in dieci quando la partita è ormai ai titoli di coda. La verità che il suo ingresso è tardivo e fa rabbia perché gli allenamenti settimanali lo segnalavano voglioso e in forma. VOTO 6

19) BASRAK – Può davvero fare poco negli scampoli di minuti che Erra gli regala. Rispetto a Gomez e Sarao controlla qualche pallone in più andando incontro ai compagni aiutando almeno la squadra a salire. Entrare in un contesto del genere non è facile mai per nessuno. Il serbo è giovane ma gestirlo così è deleterio perché non essere tenuto in considerazione, in una squadra che al massimo fa due tiri in porta a partita e con attaccanti che non tirano mai in porta, è davvero un sacrilegio S.V.

MISTER ERRA – Ancora una volta in una sfida decisiva si fida dell’esperienza di qualcuno a discapito di altri calciatori che sembrano più in forma e potrebbero a nostro modesto avviso, almeno per l’impegno e la voglia dare di più. Insistere nella coesistenza fra Carcione e Maita in una squadra che non ha cursori o incontristi è un’arma che si dimostra deleteria e perdente.

Il mister avrà sempre le attenuanti generiche per via di tutto quello che è accaduto in questa stagione, ma questo non significa adagiarsi.

Perché rinunciare a calciatori che sicuramente non saranno campioni, come Mancosu capace di saltare l’uomo e Basrak che vede la porta e sa dare la profondità, nel Catanzaro attuale è una scelta deleteria. L’approccio della partita con un vento forte come spirava nel primo tempo doveva essere all’arma bianca. Un solo tiro in porta (Sarao di testa) e l’azione personale di Giovinco che si procura il rigore, non possono giustificare la prestazione di una squadra che deve vincere a tutti i costi per salvarsi. Nella ripresa controvento le difficoltà sono logicamente aumentate.

La paura di mantenere il possesso del pallone che scotta fra i piedi è evidente, basti pensare che De Lucia era costretto a rinviare all’inutile e classico “palla fai tu” proprio perché la volontà di giocare era sopraffatta dalla paura di perdere. Il cambio Sarao-Gomez non ha sortito nessun effetto, forse era meglio evitarlo, lasciando Sarao che almeno qualcuna la prendeva e sfruttare Basrak che è un attaccante con altre caratteristiche, inserendolo in luogo di uno spento Cunzi, senza aspettare il 33esimo della ripresa. Carcione ha giocato per novanta minuti vagando in campo e svolgendo anche un ruolo che non gli compete.

Il giovane Bensaja che forse potrebbe dare di più almeno per la freschezza non è neanche tenuto in considerazione. La società è assente ma la sensazione che nell’organico ci sia qualcuno che debba giocare a ogni costo è un dubbio che in tanti abbiamo. Il mister è stato richiamato al capezzale del Catanzaro per cercare di dare una scossa e una svolta che ancora nessuno ha visto se non a sprazzi. Accantonare chi non ha voglia di dare il cuore oltre all’ostacolo e cercare di dare convinzione anche a calciatori che non sono fenomeni, dipende anche dalla volontà del mister. VOTO 5

Salvatore Ferragina

 







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