Una questione di orgoglio
Data: Gio, 18 mag 2017 20:00 CEST
Argomento: Catanzaro News


La salvezza passa dai tifosi. Dimenticare tutto e pensare solo alla maglia giallorossa
 
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Entro in punta di piedi al cospetto dei grandi del passato che ci hanno fatto sognare e versare lacrime, tante lacrime, ma di gioia per il nostro Catanzaro.

Bella l'iniziativa di UsCatanzaro.net e spero che da qui alla doppia sfida con la Vibonese se ne aggiungano tanti altri di ex calciatori ma anche di semplici tifosi come me, come voi tutti, accomunati da due parole magiche: noi giallorossi.

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Siamo arrivati al punto che non avremmo mai voluto toccare e che, dopo il pericolo dell'anno scorso, sembrava non potesse essere più possibile. Ci arriviamo male, svantaggiati dalla posizione di classifica e dalla condizione fisica, tecnica e psicologica.

Per questo motivo loro, da soli, non ce la possono fare.

Non ce la può fare questa società che evidentemente non merita neanche la Lega Pro. Non ce la può fare la direzione tecnica che, da quanto visto, è buona per le categorie minori. Non ce la possono fare staff tecnico e giocatori che hanno dimostrato di mancare nei momenti decisivi. Non parlo nemmeno delle istituzioni cittadine.

Ma un modo per vincere, per stravincere, c'è.

Questa doppia sfida la possono vincere solo i tifosi. Se la gente di  Catanzaro ricoprirà il proprio ruolo, Catanzaro-Vibonese diventerebbe Real Madrid-Sgurgola, nome non inventato ma corrispondente ad un ameno comune della Ciociaria.

L'ex arbitro Paolo Casarin, recentemente, mi ha confidato che ogni volta che veniva a dirigere al Militare il suo primo pensiero era se reggesse la recinzione del campo.

Per questo mi permetto di esprimere il mio desiderio. Vorrei che da qui al 28 maggio ci dimenticassimo di Cosentino, delle figlie, del mago Preiti, della palazzina dei Distinti e pensassimo solo alle maglie giallorosse.

Dobbiamo pensare come se in campo ci andassero Palanca, Bivi, Mauro, Ranieri, Zaninelli, Pellizzaro, Silipo, Improta, Borghi e mi fermo solo per motivi di spazio.

Se riempiamo il Ceravolo e poi invadiamo Vibo, annulleremmo il gap del doppio confronto perché le giocheremmo entrambe in casa dove Erra ha saputo conquistare risultati positivi diversamente dal disastroso rendimento esterno.

Sono sicuro che alla fine ci applaudirebbero anche gli amici vibonesi che non hanno mai smesso di essere tifosi del Catanzaro. D'altronde, se dovessimo fare un risultato ottimo in casa, al ritorno si potrebbe gestire. Perché in campionato, fino all'idiozia del capitano,  la Vibonese non era sembrata lo spauracchio che aleggia ora su di noi.

Non deve nemmeno sfiorarci l'ipotesi del ripescaggio. Ma davvero volete vivere un'estate in attesa di notizie che poi magari non diventerebbero fatti  vista l'allegra, e mi limito a questo termine, gestione del calcio in Italia? Dov’è finita l'esemplare condanna del Messina che si è iscritto al campionato coi soldi del Monopoli? E non mi riferisco alla squadra pugliese...

Ma non vi siete sentiti umiliati come me quando, dopo Fondi-Catanzaro, l'allenatore Pochesci (il nuovo Mourinho?) appena saputo dell'accoppiamento con la Vibonese, ha detto "Tanto vi ripescheranno"?

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Capito? Da uno che allena una squadra che gioca nel campetto della parrocchia e che forse ha dimenticato i suoi trascorsi da calciatore quando venire a giocare a  Catanzaro faceva davvero paura. E in quegli anni a Vibo si andava a fare la partitella del giovedì.

E poi vogliamo dare un altro alibi alla società (questa abbiamo) che si troverebbe a programmare (si fa per dire) una serie D e poi trovarsi svantaggiata in Lega Pro?

Domenica scorsa ero a San Siro. Ho commentato Inter-Sassuolo. Doppietta di Iemmello. E più volte ho gridato dai microfoni di Radiouno "l'attaccante di Catanzaro", scandendo il nome della città.

E non è stata una forzatura, ma l'orgoglio che ognuno di noi ha dentro. Se riusciremo a trasferirlo a chi ha in mano le sorti del nostro futuro, avremo già vinto.

Giuseppe Bisantis







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