AMBIENTE – Bandiera nera consegnata e non ritirata a Tallini (Udeur)

Ore 13.00, coordinate 38° 37’ 521N –115° 48’ 393W. On. Domenico Tallini (Udeur): ASSENTE. L’assegnatario dell’unica Bandiera Nera calabrese non si è presentato a ritirare il vessillo a bordo della Goletta Verde.

Probabilmente – riferisce una nota di Legambiente Calabria – perché non d’accordo con la motivazione dell’assegnazione: l’aver interpretato istanze trasversali presenti all’interno del Consiglio regionale della Calabria, ed essersi distinto per lo stralcio dell’art. 58 bis della modifica della legge urbanistica regionale che prevedeva il vincolo di inedificabilità sulla costa.

Emblematico teatro dell’assegnazione, il mare antistante la “Costa degli Dei”, il bellissimo promontorio di Capo Vaticano, uno dei tanti tratti di costa calabrese massacrati dal cemento selvaggio.

1.737 infrazioni, 2,4 per ognuno dei 715 chilometri di costa. 380 sequestri effettuati dalle forze dell’ordine e 243 persone denunciate nell’arco dell’ultimo anno.

Questi i numeri del mare illegale della Regione Calabria, che si attesta al quarto posto della classifica nazionale, preceduta dalle altre tre Regioni a tradizionale presenza mafiosa: nell’ordine Campania, Puglia e Sicilia.

Un non invidiabile terzo posto per quanto riguarda, invece, la classifica dell’abusivismo edilizio: gli oltre 700 chilometri di costa calabrese, indifesa preda di speculatori e palazzinari, sono schiacciati da anni dal ciclo del cemento abusivo. Qualche segnale positivo negli ultimi tempi: dall’abbattimento dell’ecomostro di Copanello alla presa di posizione della Giunta regionale contro il megavillaggio Europaradiso di Crotone. Ma restano tanti i casi emblematici di mattone selvaggio, di speculazione edilizia e di estorsioni: dall’albergo a 4 stelle di Saline Joniche, costruito con fondi pubblici e mai inaugurato, a diversi impianti sportivi, autodromi e crossodromi.

La Calabria nella top five stilata da Legambiente conta ben due ecomostri: “la palafitta” e “il trenino” a Falerna Scalo, esempi eclatanti quanto scellerati di cemento in spiaggia…Per non parlare della nuovissima Aviosuperfice di Scalea: un aeroporto di terza categoria a 100 metri dal mare, ai piedi del Monte Pollino, nonché adiacente al SIC “Valle del fiumi Lao”. Aspettiamo fine anno per contare gli aeroplanini che saranno decollati e atterrati all’aeroporto di Scalea. E ancora, i due ecomostri di Fiuzzi, Praia a Mare, su cui incombe lo spettro del terzo superHotel al quale proprio ieri abbiamo voluto dire “No” con l’ennesimo Blitz.

“Abusivismo edilizio legalizzato e mancata cura del territorio, – ha dichiarato Franco Saragò, membro del coordinamento regionale di Legambiente Calabria – sono un connubio che denunciamo da anni, che ha provocato e continua a provocare danni e morti inutili: il 90% dei Comuni conta ancora abitazioni in aree di esondazione, e appena il 13% realizza un lavoro di prevenzione per contrastare le alluvioni. Vogliamo che le nostre denunce si trasformino in fatti. Vogliamo che si spezzi una volta per tutte questa catena di scempi atti a depredare il territorio dalla sua naturale bellezza a vantaggio di pochi. Abbiamo scelto come teatro della assegnazione della Bandiera Nera all’On. Tallini, la “Costa degli Dei”, in maniera simbolica, per denunciare l’eccessiva edificazione delle coste a pochi metri dal mare. Ci sono Comuni, come quello di Ricadi che, in seguito alla modifica di una norma del piano regolatore, hanno consentito l’edificazione a soli 30 metri dalla spiaggia, deturpando le coste e impedendo in più parti l’accesso alla spiaggia, danneggiando così l’economia del territorio. Come Legambiente – ha concluso Franco Saragò – promuoviamo il turismo sostenibile e la cura del territorio. Scelte, queste, che possono migliorare la gestione della costa calabrese. Il nostro intervento di oggi vuole essere un primo passo proprio in questo senso”.

“Questi gli obiettivi di Goletta Verde, campagna storica di monitoraggio delle coste e dei fondali italiani. Battaglie antiecomostri, lotta agli scarichi illegali, alla cementificazione selvaggia e ai pirati del mare. – Sostiene Rina Guadagnini, portavoce di Goletta Verde di Legambiente – Ma anche promozione del territorio e delle aree marine protette e tutela della biodiversità. Siamo di passaggio in Calabria – ha continuato Rina Guadagnini – terra che dovrebbe e potrebbe vivere di turismo sostenibile ed eco – compatibile soffocata da cemento e illegalità. Il quarto posto conquistato dalla Calabria nella classifica nazionale del mare illegale sottrae futuro alla sua gente e Legambiente continua a battersi perché questo non avvenga”.

(DNA)

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Redazione

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