COMUNE – Un Anno indecoroso secondo CNC

L’anno appena trascorso può considerarsi uno dei peggiori in tema di decoro. Lo diciamo senza mezzi termini. E se da un lato, con la nuova azienda per la pulizia urbana, l’Aimeri del gruppo Biancamano, si è iniziato a ripulire la città, dall’altro, invece, quello che si nota è il degrado inerente il decoro in cui versa il Capoluogo. Le motivazioni sono certamente ataviche e complesse. Fatto sta, che ancora oggi, quella che a nostro modo di vedere è una piaga sociale che affligge la nostra città, ossia il problema delle scritte sui muri cittadini e del manifesto selvaggio non è stato debellato. In questo campo, paradossalmente, tutto il territorio cittadino nei suoi 25 km è unificato e reso omogeneo, un grande scarabocchio che da Sant’Elia arriva fino alla marina passando per il centro storico. Tutto questo comunque è la punta di un iceberg che travolge la nostra Catanzaro” che, certamente, non con continue infruttuose riunioni sarà risolto. Oggi ci ritroviamo in uno stato di piena anarchia, infatti, basta girare in centro e il museo dell’orrore e sotto gli occhi di tutti. Muri “allordati” da scritte di ogni senso, da quelle politiche a quelle sportive, senza dimenticare quelle contro le forze dell’ordine che ormai “decorano” diverse vie cittadine; manifesti di ogni tipo, da quelli pubblicitari (soprattutto relativi a veglioni e feste in discoteche) a quelli funerari, affissi dovunque: nelle pensiline dei pullman, nelle cabine dei telefoni, su quelle dell’Enel, sulle vetrine dei negozi chiusi, sui palazzi storici appena ristrutturati e persino sulle chiese. La colpa di tutto questo non la diamo solamente a chi si sente libero di comportarsi così, ma soprattutto alle istituzioni e a chi dovrebbe vigilare e prevenire atti vandalici di ogni tipo. Quello che è successo al “parco dei folletti”, non è un fenomeno casuale, ma il risultato dell’anarchia che regna in città. Pertanto, le istituzioni e gli enti si devono mettere in testa di fare rispettare la “cosa pubblica”. In questo contesto non possiamo dimenticare la “Catanzaro servizi”. A cosa serve? Perché non utilizzare queste risorse per istituire un’apposita squadra per il decoro? E per tornare all’Aimeri: è davvero difficile sistemare per bene i nuovi cestini dei rifiuti (al di là del discutibile gusto estetico della commissione ad hoc… sic!) che invece vengono “addobbati” con delle orrende buste nere che fuoriescono dai contenitori stessi? E ancora – non è possibile, che mentre negli altri centri storici italiani i cassettoni dell’immondizia sono “nascosti”, “camuffati” alla vista dei passati, dei cittadini e dei turisti, a Catanzaro, purtroppo, fanno brutta mostra su corso Mazzini e nelle vie limitrofe. E a proposito del nuovo arredo urbano, nemmeno il tempo di sistemarlo che è stato “preda” di manifesti di ogni genere, affissi in pieno centro senza che nessuno dica o faccia nulla. Ma i vigili urbani segnalano all’ufficio affissioni i nominativi delle aziende “titolari” dei manifesti? E di conseguenza, l’ufficio affissioni, oltre ad erogare le multe, chiede il risarcimento danni, in quanto con il collante che viene usato per affiggere i manifesti si corrode la patina dei lampioni in ghisa e dei divesri arredi urbani? Ma chi è deputato al controllo del territorio, ha mai segnalato questi fatti? Gli operatori ecologici che ramazzano corso Mazzini, hanno bisogno di mezzi speciali o di conseguire degli straordinari per strappare via i manifesti affissi su: lampioni, cestini, cartelli stradali e su ogni superficie utile ad essere utilizzata? L’auspicio è che, l’anno appena trascorso, segni la fine di questa indecenza, e quello che sta per iniziare sia quello della svolta in tema di decoro urbano. Ci auguriamo che finisca presto questo stato di anarchia che regna ovunque. E che le regole vengano, finalmente, fatte rispettare da chi di dovere.   

Movimento Civico “Catanzaro nel Cuore

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Redazione

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