Comunque vada, sarà un insuccesso

Un derby all’insegna della monocromia, per una sconfitta che appartiene a tutti.

di Giuseppe Mangialavori

Con il Cosenza abbiamo fatto tante di quelle battaglie indimenticabili, quindi era un bene venire a trovare tanti di quegli amici con i quali abbiamo combattuto nel nome dello sport calabrese… E’ semplicemente meraviglioso, sono entusiasta di questo pubblico, siete riusciti a portare tutto questo pubblico ed è un vostro grande merito… difficilmente sui nostri campi si vede questo pubblico così entusiasta e così numeroso.
E’ un peccato che manchi l’altra parte.

Tra corregionali non ci dovrebbe essere questo. Tra corregionali ci dovrebbe essere amicizia, fraternità e mirare tutti al raggiungimento di traguardi nel bene della Calabria stessa.

 

Parole che pesano come un macigno per la coscienza di chi volutamente non ha permesso ai tifosi giallorossi di partecipare alla gara contro il Cosenza di lunedì prossimo. Parole proferite da un certo… Nicola Ceravolo in occasione dell’ottava giornata del campionato nazionale di serie C1 girone B 1986/87 che alla fine vide concretizzarsi la seguente classifica con il Catanzaro ed il Barletta che conquistavano la promozione in serie B.

 

1. CATANZARO 45
2. BARLETTA 44
3. Casertana 40
4. Cosenza 38
5. Monopoli 37
6. Campania-Puteolana 36
6. Reggina 36
8. Foggia [1] 35
8. Teramo 35
10. Nocerina 33
10. Brindisi 33
12. Livorno 32
13. Licata 31
13. Salernitana 31
15. Martina 28
15. Benevento 28
17. Siena 24
18. Sorrento 21

 
 

Dicevamo, parole pronunciate al San Vito da quel gigante di intelligenza e signorilità che portava il nome di Nicola Ceravolo. Con quel dire che è patrimonio di chi conosce le cose della vita (oltre a quelle dello sport) e le fa proprie e tenta con il suo dire di trasmettere al prossimo. Sono trascorsi più di venti anni e non è cambiato nulla. La Calabria è rimasta fotocopia involuta di se stessa, i forum e le tavole rotonde dell’intellighenzia calabrese raggiungono livelli inflattivi proseguendo all’impazzata nell’esternare narcisismi fine a se stessi. I Problemi, se possibile aumentano e la produttività regionale raggiunge livelli algebrici. In compenso le fratture sono aumentate e grazie al battesimo delle nuove province, si sono diversificate. Nicola Ceravolo ogni qualvolta parlava, lo faceva con il sorriso sulle labbra, un sorriso condito di paternità e da quel tremolio della voce dal quale trasudava tutto il patos di quel grande Uomo e tutto il suo modo di sentire le cose. Forse era un sorriso di pianto, nella consapevolezza di come sarebbe andata a finire… di come sarebbe rimasta al palo la “sua” Calabria.

 

Ed oggi assistiamo ai discorsi mielosi di coloro che avrebbero potuto (e dovuto) ed invece si rammaricano per il fatto che a Cosenza il prossimo 8 dicembre non ci sarà neanche un vessillo che al rosso alterni il giallo anziché il blu. Un rammarico falso e menzognero, figlio di un distillato di ipocrisia che mal si cela e prende a supporto lettere e dichiarazioni di questo o di quel politico gettate al vento. Non ho paura di dire a tutti i fantocci, protagonisti di questa commedia dai tratti ridicoli: vergognatevi, non siete degni di essere Calabresi.

 

Non si vuole in questa sede trovare colpevoli, né conferire un peso alle responsabilità.

Analizziamo la realtà dei fatti e constatiamo che mentre a Milano sponda Inter-Juventus, nel cosiddetto “derby d’Italia” ( e non mi si venga a raccontare che non c’è astio o qualcosa di peggio… tra le tifoserie) la multicromia del tifo è stata possibile e si è realizzata al meglio, nel derby di Calabria Cosentini e Catanzaresi sono stati giudicati da chi doveva decidere (o avrebbe potuto decidere diversamente solo se avesse ottenuto assist adeguati o buona volontà e sincera motivazione da chi di dovere…) come paesanotti allo sbando, delinquenti armati di sciabole e fucili, ndranghetisti (si dice così?) con la lupara pronti ad annientarsi. E la stessa considerazione, per una sorta di proprietà transitiva, si farà alla gara di ritorno…

 

Vergogna, vergogna ed ancora vergogna. Avete offeso la dignità di due Popoli figli della stessa “T”erra. Onore a chi almeno ha tentato di porre un argine all’odio e disonore per chi non si è battuto per innaffiare quel seme di nuovo che era stato proposto da qualcuno…

In questa occasione hanno perso tutti, comunque vada a finire il derby. Hanno perso tutti, anche coloro che da portatori di pace…, se non proprio per vocazione, almeno per “dovere professionale”… avrebbero potuto farsi parte in causa per correggere l’obbrobrio.

Voi: Direttori…vari, Politicanti, Grand’Uff. Dott. Prof. Lup. Mann. Din Don Dan dei miei stivali, che utilizzate lo specchio solo come faceva la matrigna di Biancaneve, cercate di guardarvi meglio… siete i più brutti del reame. Vergognatevi, siete il disonore di Calabria.

 

Giuseppe Mangialavori

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Giuseppe Mangialavori

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