La Striscia

“Comu ni pottimu renducira”

Un venerdì al Ceravolo: cronaca di una chiacchierata tra i tifosi e Malù

Pomeriggio di venerdì e, come non più di consueto, ci rechiamo al “Nicola Ceravolo” per incontrare gli amici che da anni assistono agli allenamenti del Catanzaro Calcio.

Prima di entrare nel tempio violentato ci rechiamo al “Roks” per il caffettino e incontriamo un tifoso doc, uno di quelli che questo Catanzaro non vuole vederlo.

Gli chiediamo come mai si trovi da quelle parti e se sta andando all’allenamento. Per poco non ci manda a quel paese. Dialoghiamo per un poco e il discorso si chiude con l’ormai classico “ma comu ni pottimu renducira”.

Ci salutiamo con la speranza che tutto questo incubo al più presto finisca e ci rechiamo verso lo stadio, ma tutto a un tratto incontriamo “Nuvoloso” che ci dice: “duva jati, ca u Real Madrid s’allena a porti chiusi”.

Vabbé, ci fermiamo davanti al cancello principale e man mano arrivano i soliti tifosi…facinorosi e sfaccendati.

I commenti e le discussioni di oggi riguardavano la grande novità. Il socio di minoranza Soluri, ex presidente, ex socio al 10%, al 12%, al 3%, radiocronista, vista l’ennesima squalifica dell’amministratore Aiello da Cuneo – quello del non sarete più umiliati – ha momentaneamente preso le redini per rappresentare la società in Lega.

“Incarico puramente onorifico, delegato del tutto marginale e legato ad un arco temporale preciso e breve”, scrive nel comunicato che riportiamo in calce all’articolo.

Tralasciando gli epiteti volgari espressi, possiamo tranquillamente affermare che la gioia fra i tifosi era immensa. Meno male che a tutti è stato ricordato che dal 1995 al 2000 era stato eletto con i voti di novanta società, di cui almeno il 50% ora navigano fra C1, B e A. Mentre noi…anzi lui, ha fatto il callo in questa categoria dei record, con ben quattro play off persi da presidente o dirigente.  

Si commenta anche l’intervista a Daniele Rossi del Gruppo Guglielmo, apparsa da poco sulla nostra testata. “A madonna”, intesa come un’esclamazione di speranza, è l’espressione che esce fuori, non appena uno dei presenti riferisce del “sogno di diventare Presidente del Catanzaro”.

Con un motorino passa anche un cinese. “Li Ning, Lining veni ccà”, gli gridano, “duva vai, ca u stadiu è ccà”. Lui non capisce e non si ferma. Lo aspettiamo, aveva anche un pallone.

Sul tardi arrivano i più focosi del gruppo e allora si decide di girare dietro ai distinti per andare a salutare la squadra. Non ci sono dirigenti. In campo, quando arriviamo, solo Vono e Scerbo sdraiati a terra. L’allenamento è finito ma partono subito i primi incitamenti per Ze Maria.

“Ze Maria ci facisti l’aguri alu presidenta?”, ridono Scerbo e Vono. L’ex terzino di Inter e Perugia sorride pure. Amorevolmente qualcuno gli dice “e ridati u …”. L’allenatore brasiliano capisce la delusione che c’è nel volto della gente e dialoga tranquillamente sapendo benissimo che nessuno ce l’ha con lui.

C’è anche Malù che parla con i tifosi e ci dice di aspettarlo fuori. Quando esce dallo spogliatoio il direttore sportivo arriva con uno zaino e la battuta che esce è spontanea: “chi c’è, ti ficia già a valigia Soluri?

Poi seriamente si dialoga e si capisce che il Ds di colore ha nel suo cuore la speranza che qualcosa prima o poi cambi. Diciamo che ha quella speranza che noi abbiamo avuto per tanti lunghi anni ma che oggi sta scomparendo insieme a questo Catanzaro. Lui parla del Catanzaro ed è orgoglioso che nelle Tv nazionali dove lui collabora se ne parli. Ci dice di Palanca, di Kamarà e racconta che in Africa il Catanzaro è conosciuto e che tanti calciatori vorrebbero seguire la carriera intrapresa dal colored senegalese che ora milita nel Celtic. Ricorda di aver visto un Torino-Catanzaro con cinquemila tifosi al seguito e ci dice che tanti verrebbero anche a piedi a Catanzaro…ma avendo una società.

Ci parla di calcio e apprezziamo la sua conoscenza e competenza, riconosce che questo campionato con mezza squadra lo vincevi a sciogliere, ma allo stesso tempo ammette tutte le note difficoltà, comprese quella della trattativa saltata con gli sponsor. 

Per domenica ci saranno i tre acquisti, Morello, Ngrandira e Martinez che sono ufficialmente giocatori del Catanzaro.

Finita la discussione salutiamo Malu, Ze Maria e qualche altro calciatore e ci avviamo verso l’uscita. A qualcuno viene in mente però di bloccare di nuovo Malù che sta uscendo in macchina insieme a Ze Maria.

Lui si ferma, abbassa il finestrino e qualcuno gli butta dentro la stampa dell’articolo di Giuseppe Bisantis pubblicato da Puntonet e gli dice:” leia ccà e vidi chi dinnu do principala toi”. Lui ci risponde: “leggerò”; “E leia, leia e vidi ma ti motichi ma trovi a ncunu prima ma ti pulizzanu”. E la macchina con a bordo Di Pierro, Ze Maria e Malu se ne va.

SF

 —————————————-

Riportiamo integralmente il comunicato del socio di minoranza Giuseppe Soluri:

Al fine di evitare la pubblicazione di notizie imprecise o distorte, comunico di essere, a tutt’oggi, un semplice socio di minoranza del F. C. Catanzaro. Come d’altronde sono sempre stato da quando (marzo 2008) sono entrato nell’azionariato del Catanzaro assieme a Pasquale Bove che deteneva il 90%. Da allora, e per mia precisa scelta, non ho ricoperto ruoli operativi e decisionali di alcun tipo, né di natura amministrativa né di altra natura. Nell’assemblea dei soci tenutasi ieri sera mi è stato solo chiesto, vista anche la squalifica di circa un mese comminata dalla Figc all’Amministratore Unico Antonio Aiello, di tenere direttamente i collegamenti con la Figc e con la Lega Pro, anche in ragione dei rapporti personali di vecchia data intrattenuti con vari esponenti della Federazione e della Lega sin dai tempi in cui (dal 1995 al 2000) ho avuto l’onore di essere eletto, grazie al voto di 90 società, Consigliere Nazionale della Lega stessa. Nulla ha a che vedere, detto “incarico” (puramente onorifico, delegato, del tutto marginale e legato ad un arco temporale preciso e breve) con compiti di natura amministrativa, organizzativa, o gestionale che appartenevano ed appartengono ad altri. Colgo l’occasione per ribadire quanto varie volte pubblicamente esplicitato nel corso dei mesi passati: vale a dire che la mia quota azionaria (che è del 12%) resta a disposizione, a costo zero, di chiunque (già azionista o aspirante azionista che sia) voglia rilevarla per poter dare alla società giallorossa, in futuro, il concreto contributo percentuale sin qui assicurato dal sottoscritto.                

Autore

Salvatore Ferragina

Scrivi un commento