Rassegna stampa

Nel Catanzaro un Corona incontenibile

Il bomber contro L’Aquila segna un gran gol (dribbla difensori, portiere e deposita nella porta vuota) e si procura due rigori
da Gazzetta del Sud

Quando si dice agguantare per i capelli un risultato… C’erano musi lunghi in campo e sugli spalti, per via di quella “cosa” cominciata bene – il solito gol fulminante in avvio – ma che strada facendo s’era ammosciata: il gol del pareggio incassato poco dopo, una prestazione sconnessa, un rigore gettato al vento, “quelli” – gli avversari cioé – che sono ultimi in classifica ma che macinano gioco meglio di tanti altri, una superiorità numerica che non si traduce in vantaggio reale … Insomma, si stava sistemando tutto in archivio come un brutto pareggio quando Giorgio Corona il Guerriero ha rimesso le cose a posto. Lui che già aveva segnato e s’era pure procurato un rigore, e dunque avrebbe potuto legittimamente tirare i remi in barca, ci ha provato fino all’ultimo; e quel secondo calcio di rigore se l’è guadagnato gettando l’anima dietro al pallone per l’ultimo bruciante scatto che un avversario ha potuto contenere solo con le cattive. L’arbitro Fiori – bisogna dargliene atto – ha avuto coraggio a fischiare per la seconda volta il penalty, tra l’altro ad una manciata di secondi dalla fine. Biancone l’ha voluto calciare (mentre Braglia dalla panchina si sbracciava per indicare Corona) ed i tre punti si sono materializzati scacciando fantasmi e paure. Il fischio d’inizio è preceduto dal bel gesto (il volto stampato su una maglietta indossata sulla casacca) con cui i giocatori del Catanzaro hanno voluto ricordare Mirko, lo sfortunato dodicenne morto mentre giocava al pallone, e dal minuto di silenzio per ricordare la scomparsa del presidente del Lanciano. I padroni di casa al 7′ hanno la prima opportunità, ed è sempre Corona il protagonista: riceve – spalle alla porta – la sfera servitagli da Briano, stoppa di sinistro, si gira e di destra con un rasoterra costringe il portiere avversario a salvarsi in tuffo. È solo il preludio del gol, che arriva un minuto dopo, ed è un piccolo gioiello di freddezza e lucidità del bomber giallorosso: Toledo serve Ferrigno che cede sulla sinistra a Corona il quale avanza in area, mette a sedere il portiere e realizza (da posizione decentrata) a porta vuota. Sotto d’un gol abruzzesi cercano di spingere con maggiore continuità, in ciò agevolati da alcune incertezze che si avvertono tra i padroni di casa, e al 13′ De Palma, dalla distanza, costringe Lafuenti al difficile intervento per alzare sopra la traversa la sua forte conclusione. Ed è sugli sviluppi del conseguente corner che Vidallè pareggia i conti: c’è una mischia in area, un corto disimpegno di Pastore, ed il centravanti aquilano ha il guizzo giusto. Per i padroni di casa è una doccia fredda dalla quale si riprendono solo al 27′ quando Ferrigno, su passaggio all’indietro di Corona, cerca la conclusione di prima intenzione; la sfera sfiora il palo e si perde sul fondo. Al 34′ invece, sugli sviluppi del primo angolo assegnato al Catanzaro e calciato da Alfieri, Zappella di testa conclude di poco a lato. Qualcosa di veramente apprezzabile il Catanzaro la costruisce al 37′ in contropiede: Alfieri, lanciato sulla corsia di sinistra, conclude la sgroppata con un preciso cross verso Corona che irrompe in area dall’altra parte. La sua conclusione, potente, è splendida come esecuzione ma imprecisa, e la sfera si perde sul fondo dopo aver sorvolato la traversa. I giallorossi potrebbero tornare a sorridere al 43′, quando Corona viene sgambettato all’ingresso dell’area e l’arbitro fischia il rigore. Ferrigno s’incarica della conclusione ma, complice la sua brutta esecuzione, si fa parare il tiro non molto angolato diretto alla destra del portiere. Nel secondo tempo la partita, non bella, scema ancora in quanto a contenuti tecnici. I padroni di casa non riescono ad imporre il proprio gioco, mentre gli abruzzesi, con una tattica ostruzionistica, sapientemente condita da una quantità incredibili di fatti tattici, spezzettano il gioco ed innervosiscono i giallorossi, i quali non riescono a recuperare quella freddezza che sarebbe stata necessaria. Ed anzi al 30′ tocca a Lafuenti salvare il risultato deviando in angolo il colpo di testa di Vidallé, pescato in area da un lungo traversone. E sono brividi quanto, sugli sviluppi del corner battuto dagli aquilani, Dei, nel tentativo di allontanare il pallone, colpisce male di testa e rischia l’autogol. La traversa salva i padroni di casa. Al 35′ Vidallé viene espulso per aver dato una gomitata a gioco fermo a Biancone, ma il vantaggio numerico non sembra conferire ai padroni di casa particolari vantaggi. Al 43′ però Giorgio il Guerriero, lanciato in contropiede, si trascina dietro mezza difesa avversaria; per fermarlo Chionna non può far altro che allungare la gamba, ed il fallo da rigore è netto. Biancone insacca ed i giallorossi in campionato riprendono a correre.

Paolo Cannizzaro

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Redazione

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