A Reggio diciotto arresti sulle tracce del boss

Sono 18 i provvedimenti di fermo eseguiti stamani dai carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Reggio Calabria nell’ambito dell’operazione denominata “Lancio”. Resta latitante Domenico Condello, 56 anni, ricercato dal 1990, e riuscito nuovamente a non farsi catturare. Condello, tra l’altro, deve scontare una condanna dell’ergastolo. 

I fermati sono accusati, a vario titolo, di aver agevolato il latitante – inserito nell’elenco dei latitanti di massima pericolosità che fanno parte del Programma speciale di ricerca – di essere affiliati alla cosca Condello, operante a Reggio Calabria e di intestazione fittizia di beni aggravata dalle modalità mafiose. L’operazione di oggi costituisce la prosecuzione dell’operazione Reggio-Nord, condotta dai carabinieri il 5 ottobre 2011, nel corso della quale furono individuati una parte degli interessi economici della cosca ed in particolare quelli relativi all’acquisizione del villaggio-discoteca Il Limoneto, una delle strutture turistiche più importanti dell’hinterland reggino, che secondo l’accusa sarebbe stato riconducibile allo stesso Condello anche se intestato a soggetti «puliti».

 

Chi è Domenico Condello

Con l’arresto di Pasquale ‘u supremu Condello, nel febbraio dell’anno scorso, la guida della potente ‘ndrina é passata sotto il controllo di Domenico Mico ‘u pacciu Condello.


Nato il 4 novembre del 1956, è ricercato dal 1993 per omicidio, associazione di tipo mafioso, traffico di sostanze stupefacenti, rapina, armi, ed altro.

Deve espiare la pena dell’ ergastolo.

Problemi della latitanza: Ha avuto due figli da Margherita Tegano, 41 anni, a cui non risulta ufficialmente sposato.

Per evitare a lei una possibile imputazione di favoreggiamento, i figli sono stati riconosciuti dal nonno, Francesco Condello, di 78 anni.

Red

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Redazione

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