U pinnularu

N’annu e pallona a Catanzaru. Carotando, carotando

Riviviamo il 2014 della squadra giallorossa attraverso il racconto di un anno in cui la tifoseria ha sognato, ma soprattutto ha potuto parlare di calcio

Voglio dedicare questo racconto all’amico “DisconnessoczGaetano Nicotera, con la speranza che vegli su di noi, sul nostro Catanzaro, e con la certezza che gli strapperò un sorriso anche dove si trova adesso.
Ripercorriamo in modo goliardico, con un gioco “iermito” e italiano, un anno di calcio a Catanzaro. Viviamo così in una sorta di viaggio indietro nel tempo, tutte le sensazioni, i sentimenti, le aspettative e le delusioni degli impagabili tifosi “do Catanzaru”.

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Dopo la scoppola in casa con l’Aquila arrivata prima di Natale il Catanzaro e i suoi tifosi si rituffano nel campionato e nel mercato di riparazione.
A inizio anno, l’occasione sprecata contro la squadra abruzzese è ancora troppo fresca per essere dimenticata e la consapevolezza di aver perso un’opportunità per agganciare  i primi posti della classifica è lampante.

Da qui iniziano i primi commenti e il nostro racconto.
U sapìa, quando u stadiu è chinu perdimu sempra, tornaru l’emigranti ppè i festi e Natala e dda’ menzu voi ma ‘nda vidi gufi
Altri ancora, “Vidi tu si haiu ma viu festeggiara chiddhu cazzu e nanu” (Corapi n.d.r.).
Altri, più lungimiranti, archiviano la sconfitta con una frase che sarà profetica “Ma duva cazzu avimu e ira cu Brevi ca mi para u sacrestanu do Viscuvu, chiddu cchi munta i catini alu Duomo nomma fa parcheggiara i machini”.
Chi ha poca fantasia liquida invece la sconfitta con la classica frase storica nata nel lontano 15/18: “Guagliò, ci vo a punta”.
E la punta effettivamente arriva: è Madonia che fa il suo esordio a Viareggio. Pareggiamo 1 a 1 e la prestazione non è proprio da incorniciare. Il nuovo centravanti entra a metà ripresa e invece ma attaccamu nui attacca u Viareggiu che liscia nu rigora all’ultimu secondo.
Come avete visto Madonia? Chiedono i tifosi a chi si era sobbarcato la trasferta. “Si deve ancora inserire negli schemi, si deve ambientare e deve trovare l’intesa” dicono i più tecnici e capisciatori di pallone. Chi invece è drastico risponde “E si, a verità i schemi e Brevi, tutti l’undici arretu, Germinale stopper, liberu e centravanti, poi Ferraro ietta a palla avanti e iendu videndu”.
Quelli invece più arguti (che alla fine avranno ragione) sull’attaccante arrivato dopo i caddi alu culu fatti a Trapani nella serie cadetta, rispondono con un semplice “Aiaddìna cessu”.
Archiviata la prima del 2014 il Catanzaro si ritrova ad inseguire le battistrada Perugia e Frosinone insieme a Lecce, Benevento e la sorprendente L’Aquila.
A rinforzare la compagine di Cosentino, oltre a Madonia arrivano Morosini e Vacca e poi un certo Rosania cchi fa rima ccu Madonia.

Sul primo c’è la garanzia dell’esperienza ad Ascoli in B, sul secondo, tanti sono i dubbi, non per le qualità tecniche ma a causa del carattere fumantino.
Morosini è forta cu i cazzi” scrive qualcuno sul forum di puntonet con tanto di link di youtube, “Mi para a Zidane e subba facebuk c’è puru na pagina i fans e Morosini”.
Quando qualcuno chiede notizie su come sembrava Morosini in allenamento la risposta è secca “Nenta, ingiudicabile” sono le risposte in generale “Comu ficia nu giru e campu si fermau e si toccava a coscia”. Sarà così per i restanti undici mesi e alora qualcuno si chiederà, se chiddi chi ficianu u “Morosini fans club” subba facebuk nella realtà on sunnu che massaggiatori e fisioterapisti chi ci futtanu i dinari.

A proposito di mesi e tempi, nel frattempo si attendono gli inizi dei lavori allo stadio.
Dopo svariati comunicati dal tenore, a pila c’è (cu a domanda de tifosi si su sani o spicci) mo comincianu i lavori, si aspetta sulu u parere do geniu civile, a riunione da commissione, è un messaggio sul forum del puntonet, che finalmente chiarisce il dilemma  “Guagliò, stanno carotando”.
Tornando al lato tecnico, su Vacca invece si sposta l’attenzione sulla discussione che il napoletano aveva avuto con i suoi ex tifosi del Benevento “Eu haiu u Rolex e tu no” c’iavia dittu Vacca a un tifoso che l’accusava di scarso impegno.

Chi lo vede invece allenarsi e si ricorda che era il numero 4 del Benevento affrontato a inizio stagione, e non può che tessere lodi “Sapa iocara e si vida, a Madonna ma s’aggiusta a capu e ma si caccia ncunu tatuaggiu”.
Al “Ceravolo” arriva il Prato, i tre punti sarebbero importantissimi ma arriva l’ennesimo pareggio per 0 a 0.
Tutti cu nui caccianu a scienza” qualcuno cerca di giustificare la prestazione incolore dei giallorossi.
I più scettici invece sono dell’avviso “Cu Brevi si ti iochi l’under è na certezza comu u ventu chi mina alu spitala”.
Insieme per la prima volta, contro il Prato esordiscono Madonia e Russotto. “On valia a pena ma Maurizio (la buonanima scomparsa di recente e che ricordiamo con affetto) minta i pali da bandierina e l’angulu, ca ci pensau Brevi”.
Questo il sunto del commento tecnico della gara fra Catanzaro e Prato.
Ora il campionato entra nel vivo, ci toccherà il Frosinone e solo con un risultato positivo si potrà ambire al primo posto.
Serve un terzino sinistro al Catanzaro, perché Sabatino non da garanzie e arriva Di Chiara che sarà subito impiegato in terra laziale.
Agli allenamenti quando lo si vede giocare per la prima volta di lui si dice un gran bene “Crossa cu i cazzi, scinda na bellezza, ma ava certi capiddi e merda chi facera megghiu ma si conza”.

Nel frattempo perdiamo Morosini che non sarà convocato per Frosinone. “Vabbò, po sempra fara u torneu amatoriala cu u Ciacciu – Pugliese” è la frase più ricorrente che accompagnerà la sua permanenaza a Catanzaro.
A Frosinone partiamo tutti speranzosi e ninda tornamu caddi caddi.
Chiova e a ietta cati cati, si entra in campo e nella curva ospiti ci sono tanti tifosi catanzaresi. “Oia avimu e vincira” gli gridiamo al riscaldamento. U solitu gufu e turnu dicia “Eu a viu nigura“.

A nulla varrà a classica toccatina e palli di gruppu, pecchì u gufu è gufu originala.
Il Catanzaro schiera tutti i tre nuovi acquisti, Di Chiara e Vacca spiccano giocano bene, Madonia come al solito è piombo a nu palu.
Non è il solito Catanzaro, questa volta giochiamo davvero bene, ma nu sbattimu natichi natichi, il Frosinone con un calcio semplice e soprattutto con attaccanti cattivi (Fioretti si era divorato un paio di goal) vince 3 a 0.
Addio sogni da primato e spazio ai commenti.
Vacca mi para a Pirlu” dice qualcuno,  “Mu futtimu, avimu a Fioretti chi assumigghia a Michesi” (un Silva Reis del 2014, per capirci) rispondono gli altri.

Pensando invece al tecnico, questa è una delle discussioni più in voga nei commenti dei tifosi. “A curpa si nda pigghiammi tri è a vostra ca ci dicistuvu a Brevi ma fa a Zeman, on era megghiu n’atru 0 a 0?”. 

Si commenta e si discute ma un solo dato è certo e la voce è unanine “U primu postu sinda iu all’acitu, sbundamu sti play off”.
Purtroppo, come vedremo alla fine, ni sbundaru…come al solito e in questo caso i caddi i ficimu nui e non Madonia.

Ora ci aspetta il Lecce in casa, il Catanzaro è in crisi però per non perdere terreno bisogna assolutamente fare risultato. Brevi in settimana avvisa “Il Catanzaro non molla” i tifosi sperano invece ma si molla iddu con uno schieramento più spregiudicato.
La partita Catanzaro Lecce vede un Catanzaro schierato con uno schema stile i catanzaresi dell’epoca che dovevano difendersi dagli attacchi dei Saraceni.
Commentare la partita Catanzaro Lecce è facile, il titolo della nostra striscia d’allora fu: “Fermiamo la noia, fermiamo la crisi” noi potevamo racchiuderlo semplicemente con l’esternazione dei circa cinquemila presenti al “Ceravolo” Mamma mia uffiamentu e palli”.
Bisogna adesso andare a Pisa dove ci aspetta l’ex mister Cozza. Ormai si punta solo ai play off, cediamo Fiore al Teramo e fra i dispiaciuti per la cessione c’è il solito commento realistico che tanti approvano “E ja ca è peiu e l’ovu alu focu”.
A Pisa ci aspetta Cozza, qualcuno teme on ma caccia a scienza contru e nui, altri sperano che s’inventi qualcosa di strategico, tipo Catanzaro Perugia dell’anno prima, quando Camplone si preoccupava che il Catanzaro gli bloccasse le ali e iddu invece “mancu ppò cazz, c’iapariu n’autostrada”.
Siamo a Febbraio e dalla Toscana arriviamo con un altro 0 a 0. “Na partita e merda” ascoltano all’altro capo del telefono i tifosi che chiamavano i presenti all’Arena Garibaldi.

Cozza in sala stampa dichiara a solita frase “la partita l’abbiamo fatta noi” Brevi dice invece “simu ddà” e nella settimana prima della partita aveva dichiarato che puntiamo a migliorare la fase offensiva “Sta fungia migliorammi” dicono i tifosi dopo la partita nella città della torre.

Giummo dichiara “Non mi ricordu chiù come si grida RRETEEEE
Incombe “Contrattopoli” vabbò, ccà sa vida l’Avv.Rondinelli che si sparerà una serie di comunicati prima di spararsi quelli per la sua candidatura alle regionali.
Nel mentre a Morosini vengono esclusi danni importanti al quadricipite ed è convocato per Ascoli (“miraculu” è il titolo di un messaggio do forum e puntonet) insieme all’altro colpo del mercato di riparazione, tale Rosania, che forse era stato preso ma fatica ma iza a palazzina de distinti c’è ancora polemica sui lavori allo stadio. “Mo pigghiativilla cu a società si pigghiau a Rosania, ccà a società on cintra nenta si i lavori on cuminciaru”. Il solito messaggio però tranquillizza tutti: “Guagliò, stanno carotando.
In sofferenza prendiamo i tre punti con il goal di Madonia. “U vidisti ca è forta” ed “è focu e pagghia” sono i commenti disparati, l’unica certezza è che anche al Del Duca il Catanzaro non brilla.
Un inguardabile primo tempo malgrado il vantaggio e una ripresa dove l’Ascoli attacca è la cronaca della partita, ma noi cu u muru izatu simu tranquilli, on ni signanu mancu si in attaccu in coppia iocheranu Messi e Ronaldo.
Si rivede Sabatino, dopo che per tutta l’andata aveva fatto calare tutti i Santi del calendario ad abbonati e paganti del “Ceravolo”. Di Chiara si rumpiu na spadda, “U culu nostru” è il commento generale dei tifosi.  

Ora aspettiamo il forte Perugia, c’è la giornata giallorossa e il Catanzaro sfodera una prestazione che forse è fra le migliori di tutto il campionato.
Quando il Catanzaro per emergenza si schiera in campo con la difesa a tre (sono molti gli assenti) con Vitiello centrale di difesa, si dice “Guagliò stanotta u mister catta do lettu e vattiu cu a capu”.
La nuova predisposizione tattica del Catanzaro proseguirà per tutto il resto del campionato, vinciamo per uno a zero contro i grifoni e segna Marchi e Sabatino fa un’ottima partita. “Stu cazzuna, on potia ma ioca bonu prima, ni ficia iettara i sordi m’accattamu a Di Chiara” gridano i tifosi preoccupati dallo “scanigghiamento” invernale nel mercato di riparazione del presidente, che purgheremo alla prossima campagna abbonamenti.
Abbiamo consolidato i play off e si vola a Pontedera, indovinare il risultato non è difficile, palla al centro, muru arretu e 0 a 0.
In Toscana i tifosi come al solito ci sono, c’è chi parte un giorno prima e va e paparia nella ridente Viareggio dove si festeggia il Carnevale. Ncunu ali discotechi do litorala viareggino, fra tanto pelo, si presenta vestutu e Di Chiara.
Allo stadio di Pontedera la panchina è sul lato opposto, dove si sistemano i tifosi giallorossi. Il Catanzaro come al solito “è accorto” insomma iettatu arretu, per capirci.

Nella ripresa quando tentiamo qualche attacco, dalla gradinata i circa trecento aiutano Sabatino che giocava dalla nostra parte, invitandolo ad andare avanti “Va va, vai, vafanculu tu e cu non tu dicia, supera sta cazza e linea e centrucampu, baaanculu tu e cu t’allena” è l’incitamento principale, il Catanzaro proprio con un suo cross crea un pericolo che Fioretti spreca “Nu mbutuuu mi pari, sulu a Gavorrano potivi mpilara” si sente dallo stadio della città dove fanno le Vespe, ca non su chiddi da Juve Stabia..
Siamo in piena corsa play off, bisogna battere il Grosseto in casa.
Il Catanzaro gioca bene e spreca molte occasioni da goal, ma proprio allo scadere è Sabatino su azione d’angolo a incornare di testa il colpo vincente. “On ti potivi rivigghiara prima, almenu rispamiavamu ncunu euru e pigghiavamu na punta invece e chiddu mortu in vacanza” (n.d.r Madonia).
Andiamo a Salerno e siamo in seicento in trasferta. Ogni tifoso ha con se una sciarpa e una bolletta, c’è chi si gioca il risultato esatto (0 a 0) chi l’under, chi l’X e non sbaglieranno.

Quei pochi che giocano l’over vengono additati con una classica frase di “Undenzu” (personaggio della vecchia Catanzaro) “Ma si scemu?”.
A chi gioca invece gioca il due l’over, gli tocca l’altra frase “Ma allora si propiu scemu do tuttu”.

E’ 0 a 0, il Catanzaro erge il muro della copertina di The Wall e a Salernitana vatta alu Wall, ai tifosi invece come al solito ci watta n’atra cosa.
Con il Gubbio in casa si pareggia per uno a uno e segna Germinale che di ruolo è tutto, poi pareggerà Radi cu na lignata subba punizione, che mi ricorda i gollazzi chi ammaccavamu in B nei due anni e P&P duva n’impilavanu puru i massaggiatori avversari.
E’ un buon Catanzaro ma come al solito i goal latitano. Il quarto posto è quasi conquistato e qualcuno comincia a chiedere lumi sul regolamento play off.

Se, ma si pareggiamu sempra, si nchiana” No, rispondono gli esperti del regolamento, e qua interviene Thin (un nick del forum) “Ti dirò, ammesso che, appurato che, e tutto ciò premesso, mi permetto di dirti che ad esempio la prima devi vincerla e poi basta il pareggio se giochi solo con una che in campionato si è piazzata sotto di te. Ti chedo venia e spero che hai compreso

Allora iamu alu cazzu” rispondono quei tifosi dalla vista lunga.
A Benevento vogliono batterci per effettuare il sorpasso, ma come al solito è 0 a 0. Gli avversari ce la mettono tutta per cercare di arrivare dalle parti di Bindi ma on c’è nenta, Vacca cugghiunia i tifosi avversari cu ncunu giochettu e chiddu do rolex s’imbunna sicuramente, nui non superamu u centrocampu ma tu si voi ma signi hai ma ti vesti e pacchiana, in poche parole riassumiamo così la partita del “Vigorito”. Ma i sanniti c’impileranno quando servirà, purtroppo.
Prima d’andare alla scampagnata di Barletta (scampagnata anche perché nella città della disfida i barlettani ci offrono panino e sazizza) muore l’ing.Romeo che aveva fatto il progetto stadio, ci associamo tutti alle condoglianze ma anche qua non può passare inosservata qualche esternazione “E chissà quantu sa cuperannu prima ma vidimu u stadiu finutu”. La solita frase però tranquillizza tutti, Guagliò, stanno carotando.
A Barletta si vince a sciogliere per tre a zero ed è il secondo tre a zero dopo quello virtuale con la Nocerina esclusa da campionato.

Finalmente segna di nuovo Fioretti “Era ura ma mpili” Vabbò cu i scarsi signa sempra” dicono altri.
Con il tre a zero alla Paganese le previsioni pre partita si sprecano “Oia vidi ca signa Fioretti” aveva predetto qualcuno prima, il Catanzaro si assicura un posto nei play off.
A L’Aquila all’ultima ni spartimu u puntu, noi quarti e loro quinti, sembra quasi che gli abruzzesi e i gialllorossi si scegliessero l’avversario a secondo dei risultati che arrivavano dagli altri campi.

Comunque scelta o non scelta, ala fine tutti i due a pigghiammi in quel posto, a nui ni pulizza u Beneventu e a iddi u Pisa, logicamente senza Cozza ca si l’avianu pulizzatu in tempu.
Si dissaru li missi a Palermiti” e arrivederci al prossimo campionato. Perdiamo 2 a 1 in casa meritatamente, lo stadio senza distinti è bello pieno, si esce delusi ma dicendola tutta alla fine non è un “pruno”.

La speranza di arrivare in alto c’era sicuramente, però la frase più realistica al 90° è “Ma duva cazzu aviamu e ira cu Brevi”. Riproviamoci.
La delusione del Presidente è tanta, si scopre che qualcuno vuole farlo fuori andando a cercare nuovi proprietari nella vicina Vibo Valentia, Cosentino, addirittura pone dubbi sul futuro della squadra e sull’iscrizione.
Mentre le altre cominciano a programmare il Catanzaro è fermo al palo.
Sarà Brevi il prossimo allenatore del Catanzaro? C’è chi lo spera, c’è chi invece no.
La società comunica di SI con una nota, ncunu  scanta e teme che assistendo alle partite possano gonfiarsi i cosiddetti gioielli del basso ventre.

Per fortuna o per sfortuna, non lo sapremo mai vista com’è andato il seguito,  Brevi non sarà più l’allenatore del Catanzaro. Lui dice che non aveva più stimoli “Averi ma vidi nui” ci respundanu i tifosi che lo amavano per la sua spregiudicatezza.
Di colpo il Catanzaro si desta. Cosentino ritrova energia e riparte da Moriero.

Chi guarda al curriculum del tecnico sarà purtroppo per noi un buon profeta. Chi invece è positivo dice “Vai Moriè, futtatinda” i wawi adesso si sprecano, “nchianamu, ni facimu na caminata” gli stessi ricredendosi, pochi mesi dopo diranno “Vai Moriè, va pigghialu in quel posto e ricogghiati a Lecce”.
Sta nascendo comunque un Catanzaro ambizioso, dopo qualche acquisto poco appariscente cominciano ad arrivare colpi importanti, conditi dalla ciliegina sulla torta che si chiama Kamara. Si riconferma Russotto e ci si prepara per il ritiro d’Assisi.

Man mano che arrivano gli acquisti il Catanzaro si assembla e somiglia una corazzata, lo diventerà sulla carta quando a fine Luglio in un incontro a Roma,  firma Kamara.
L’entusiasmo è evidente, Cosentino vuole la B e all’aeroporto di Lamezia Terme quando atterra il senegalese è un tripudio.

Qualche lametino chiede cosa stesse succedendo e qualche battuta ci sta “Nennta, atterrau Mangiapane”.
La società presenta campagna abbonamenti e prezzo dei biglietti “Aiaddi copanata” commentano in tanti, altri dicono “A volistuvu a bicicletta e mo scanigghiatevi”.
Moriero in conferenza stampa si presenta raggiante, Ortoli è abbronzato ma lo è per tutto l’annu, infatti mo chi i cosi vannu mala u sfuttanu cu a storia ca si fa a lampada. 

Il tecnico vuole fare calcio spettacolo, il Diesse dice che abbiamo preso calciatori motivati e vogliosi di riscatto. “Cu i cazzi” si dice in giro e si aggiunge se per caso i calciatori “i ricogghiu alu Postal Market“.

Cosentino è anche raggiante ma appena ci venanu in mente politici e imprenditori locali che non l’aiutanu esterna tutte le sue amarezze e quandu attacca on si ferma chiù. Parra a rota libera e diventa prolisso e lungo comu u cosu che si dice abbia Fofana. Sindafutta si ietta palazzi, tantu a palazzina de distinti ancora non c’è. “Guagliò, stanno carotando”.

I tifosi gli dicono “Presidè futtatinda” lui non risponde, si ricogghia l’appalusi quandu fa u giru e campu, s’imbelena cu chiddi quattru ubriaconi (parole sue) da tribuna chi cià fannu a puré, ma il suo pensiero al futtatinda, possiamo interpretarlo in poche parole “E si, para ca i sordi i cacci tu

Il Catanzaro nelle prime amichevoli stenta ma è ancora in rodaggio. Qualcuno si ietta avanti (purtroppo indovinerà) che con questo modulo non faremo strada.

Gli stessi però dopo le prime due partite di campionato si autosmentiscono “Aiaddina parimu u Brasile e l’82”. I più riflessivi ricordano “Si, ma vidi ca chiddu Brasila on vinciu na fungia”. Altri ancora “Sagghimmi” e altri ancora “Scindimma“.
Ad Agosto si paventa anche la possibilità di un ripescaggio in B, il Catanzaro fa domanda.
Ai più sembra na pigghiata ppè fissa, invece a momenti la B sembrava cosa fatta, poi cambiano i criteri e sarà ripescato il Vicenza.
Un sospiro di sollievo lo tira il Comune che dice che non è che non siamo stati ripescati per lo stadio, infatti, dicono i tifosi “Si venia a truppa e Sky , i consavamu subba a terrazza do Roks Bar cu Mirabellu, ali iocaturi i faciamu spogghiara alu Benny e poi cu u purmina e l’Amc i portavamu alu centru campu ppò calcio d’inizio, A fine partita a doccia sa fannu duva Giacintu, chi invece do the caldo, comu dicia Caressa, ci dava n’arancinu caddu”.
Il campionato prosegue e cominciamo a soffrire, le prestazioni non sono più brillanti come all’inizio, soffriamo in casa e dilapidiamo punti importanti in trasferta.

L’attacco latita, Silva Reis e Fofana para ca i pigghiammi da Pozzi Ginori, Kamara non ngrana, Barraco è a fotocopia e chiddu chi era a Latina e Pagano fu daveru focu e pagghia. Simu Russotto dipendenti, infatti ala tribuna invece di Gia LLo Ro Ssi si grida Ru sso tto, parimu a Russottese a tratti.

Moriero commette errori che io commetto alla play station quandu m’imbulicu cu i tasti e mintu u portera in attacco.

La farsa della partita di coppa Italia con il Cosenza fa rompere di colpo quell’equilibrio che c’era fra squadra, società e ambiente. Si perde anche a Lamezia e ormai la sorte di Moriero è segnata. Tira qualche altra partita e poi ala casa con un sospiro di sollievo per tanti tifosi.
A Lecce va in panca D’Urso che con uno schema semplice e senza tante alchimie tattiche, conquista un insperato e meritato pareggio con un goal di Maiorano in zona Cesarini.
Arriverà Sanderra, il Catanzaro per sapere adesso dov’è, basta guardare la classifica. Noi saremo sempre qua, “Ppè mo tornau Giampà ma non sapimu si resta Kamara” è un enigma che si svelerà presto.
Speriamo di raccontare un nuovo anno in giallorosso, con la speranza che sia sempre un anno migliore per tutti.
Buon Anno e tutti. Forza Giallorossi e Forza Puntonet.

Ciao Disconnesso

Salvatore Ferragina

A proposito dell’autore

Salvatore Ferragina

7 Commenti

  • AUGURI DI BUONA FINE E BUON PRINCIPIO ……………..E UN MESSAGGIO PER LA SOCIETA’ CHE MALGRADO SIA DIFFICILE ORGANIZZARE DETERMINATE CIRCOSTANZE VINCENTI ,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,TRADUCO .SE ARRIVANO I RISULTATI IL SULTANO LO RIVOLTIAMO CAPUSUTTA ALTRIMENTI DIAMO ADITO AGLI AVVOLTOI DI FARSI I GARGARISMI ………………….E BENVENUTO A GIAMPA’ COLONNA PORTANTE SEMPRE DI UNO SPOGLIATOIO OSE’ ,,,,,,,,,,,,,,,,,BUON ANNO….

  • Complimenti Salvatore per il riassunto di un anno, uno dei tantissimi purtroppo,che non sarà certo da ricordare…ma carotando..carotando..prima o poi .. u trovamu puru nui u jolly sutterratu….

  • Oe Salvato’ un vidi ma selezioni si utenti pemma carotammi puru nua. Aiiaddina su straniero un sapa ma minta na vocala e vo ma parra di pallona. Auguri a tutto .net

  • L’anno che verrá: Promozione diretta in serie B, Stadio completamente ristrutturato, Città al primo posto nelle classifiche come Qualitá della vita , Affari e Lavoro. E ciascuno aggiunga la sua. I desideri non mancano! <br />
    Per tutti un Buon 2015!

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