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Pagellone fallimentare

Redazione
Scritto da Redazione
Oggi diamo i voti. Non si accettano querele, assegni postdatati o emessi dalla banca del glorioso Regno d’Albania

 

Antonio Aiello, Giuseppe Soluri, Pasquale Bove, Filippo Catalano, Giuseppe Santaguida (soci), Voto -2 

 A fallire sono innanzitutto loro, i degni eredi dell’ex presidente Pittelli. Nessun distinguo è possibile in una situazione del genere. L’ex capo ultrà, l’editore presidente dell’ordine dei giornalisti, l’emigrato di Cuneo e i due benestanti della provincia meritano tutti l’ultima posizione, meritano zero. Anzi meno 2, come i punti in classifica dell’Effeccì. E purtroppo chi è in grado di far rimpiangere il peggio non fa neanche ridere. FALLITI

 

Rosario Olivo (sindaco), Voto 17

Durante il suo mandato falliscono US, FC e Phonemedia, arriva la crisi economica globale e crolla un pezzo di città. Se la sua responsabilità diretta (per almeno quattro di questi eventi) è pari allo zero, di sicuro non sarà ricordato dai posteri come il Gastone della politica catanzarese. Coadiuvato dalle menti più brillanti della sua giunta crea l’associazione di scopo Tribuna Gianna. Lo scopo? Sostenere lo “sport cittadino”. E lo sport cittadino tocca il punto più basso di sempre, arrivando fin quasi a ridefinire il concetto di “basso”. Giudica “immorale” l’ipotesi di fallimento pilotato e allora fallisce così, “all’ammuzzo”.  Ha governato bene (ipse dixit). Se investe il Cavatore in retromarcia, ha fatto tutto. COME IL VOTO

 

Michele Traversa (parlamentare e futuro sindaco), Voto alle comunali

In vista delle elezioni di primavera incassa il sostegno di operatori economici che tutti insieme – solo rinunciando a un caffè al giorno – potrebbero garantire una serie B di medio livello per il prossimo ventennio. Diventerà sindaco ma con una tripla macchia: aver parlato di Harmont&Blaine ai tempi dell’Uesse, essersi spiegato male lasciando intendere che il Coppola interessato al Lodo fosse un celebre immobiliarista romano multimilionario ed essersi eclissato (per calcoli politici?) nel bel mezzo della crisi di questi mesi. Omonimia, piccole distrazioni, cose che possono capitare…come scrivere Ciaversa sulla scheda elettorale. MACCHIATO

 

Franco Quartaroli (creativo), Voto 4567,39 ma ci sono dubbi sull’autenticità

Non esistono triestini che tengano. Il Quarta è passato come una cometa sopra una città spenta, triste e depressa. Era dai tempi di Benny Carbone che il Catanzaro non vedeva un uomo copertina di questo livello. Ieratico, spigliato, senza peli sulla lingua e credibile quanto una riffa della vecchia Uesse, si presenta allo stadio come il salvatore della patria. Si fa fotografare sugli spalti in classiche pose da uomo della provvidenza; stringe mani, allaccia rapporti. Gli imprenditori che dovrebbero accompagnarlo nell’avventura catanzarese smentiscono qualsiasi coinvolgimento coprendolo di fango sui quotidiani di ogni parte d’Italia; perfino il figlio dichiara di non vederlo più (e di non volerlo vedere) da almeno 15 anni. Ma lui si scrolla lo sporco di dosso e tira avanti. Al momento di trattare chiede al Comune il pagamento dei debiti verso i privati, fissa un tetto per stipendi che lui non pagherà e auspica ulteriori contributi per il mantenimento della squadra. Condizioni queste, che fanno addirittura vacillare Aiello fino ad allora convinto di lasciare la società… perfino Bove per un attimo quasi ritorna sui suoi passi (scalzo). E il Quarta? Beh, lui porterebbe il pallone. Ovviamente la massoneria – vera piaga della città dopo il morzello preconfezionato – non ci sta e condanna l’orafo del nord al ruolo di meteora catanzarese. RIMPIANTO

 

Maurizio Ferrara (stimato professionista), Voto in pectore

Faccia da buono, cognome importante e ottima reputazione. Tutte cose che rischia di perdere nel giro di qualche mese. L’ultimo numero? Chiedere sessantamila euro ai tifosi per evitare la radiazione. La risposta di un anonimo giallorosso la dice tutta “i voliti sani o spicci?” EXPECTORANTE

 

Enzo Duilio Di Vincenz (comunista, candidato della Lega Nord, manager di Suisse Bank), Voto in arrivo su jet privato

Lo scherzo più riuscito degli ultimi anni ha il nome di questo signore giuliano e il volto adorabile di un  orsacchiotto a pelo bianco. Prenota camere d’albergo e jet privati come fosse Abramovich in vacanza premio. Più social di Obama, più democratico di Veltroni, per un po’ la sua pagina facebook diventa il ritrovo dei catanzaresi nella Rete. Lui parla con tutti – nessuno escluso – di progetti, trattative e piani di rilancio. Si fa chiamare per nome (Enzo, preferito a Duilio) e, sicuro dei capitali messi a disposizione dagli investitori che rappresenta, promette: “l’aquila tornerà a volare”.  Ma i giorni passano ed è innanzitutto il Di Vincenz a non prendere il volo buono a portarlo a Catanzaro. Istrione un po’ matto un po’ mago, scompare nel nulla così come dal nulla era arrivato. CAMICIA DI FORZA

 

Vincenzo D’Ambrosio (Direttore Generale squalificato), Voto 7

A causa di una vecchia questione non può firmare in Lega o entrare negli spogliatoi di una qualunque squadra di calcio. E nonostante ciò sfiora il colpo risultando perfettamente credibile nel ruolo di Direttore Generale in pectore dell’ FC guidato da Di Vincenz. “Ho chiamato Londra anch’io per avere rassicurazioni sulla cordata“, dirà in una conferenza stampa tenuta nella sala da pranzo dell’assessore Gatto “e mi hanno chiesto la serie B in tre anni“. Esiste un Dio? Perchè siamo qui? Chi cazz’ avrà mai chiamato a Londra il signor D’Ambrosio? Domande alle quali non ci sarà risposta per un bel pezzo, temiamo. RASSICURATO

 

Floriano Noto (operatore economico e figura retorica che sta per “manna dal cielo”), Voto a San Vitaliano

C’è chi lo tira dalla giacchetta Fay e chi non gli dà tregua sull’ Iphone. Lui non molla, apre la pagina su Facebook “Sidis ca no è no” e fa sapere in conferenza stampa che al massimo – ma proprio se non se ne può fare a meno e solo in caso di fallimento – è disposto ad impegnarsi ripartendo da una categoria inferiore. Quando Olivo pensa di far valere il primato della politica sull’economia lui chiama la Saclà e lo rimette a posto nello scaffale. Ora che il Catanzaro è fallito, si tratta solo di creare le condizioni per un suo deciso ingresso in campo. Quali? Il Gmf ne propone alcune:

– I tifosi dovranno fare la spesa di Natale almeno una volta al mese;

– Il parco delle biodiversità, per evitare di far concorrenza al parco “Le Fontane” dovrà essere rinominato” Macchiatiefaciticanonvipotitiaccattaranenta“;

– Il Santo patrono della città, tale Vitaliano, dopo la tradizionale processione negli storici vicoli del centro  -e prima del rientro in teca – dovrà fare un salto al Mediaworld

Nel frattempo, dentro la chiesa del suo Parco commerciale, Simmacocapostorico organizza gruppi di preghiera quotidiani che neanche a Medjugorie….Lo supplicano in tanti, praticamente tutti, ma lui si diverte con il Soverato e da quell’orecchio proprio non ci sente. NOTORINO

Fabrizio Scarfone

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