L'emigrante

Parole che pesano come macigni

Dopo l’addio, il mister rimpiangerà la nostra piazza?
“Che giorno è oggi, giovedi/venerdi? Non ho ancora trovato una cosa sensata da dire. Non riesco a mettere in ordine le parole, almeno non senza un 99 percento di cose irripetibili”.
Eh no, cosi non va. L’emigrante è sgomento! Ma come? ti abbiamo criticato, ti abbiamo fischiato, ma ti abbiamo anche ammirato e quando finalmente siamo arrivati quasi ad amarti… tinda veni cu sta sparata?

E il “progetto” Catanzaro? E la fiducia incondizionata di Cosentino? E quel famoso nuovo corso fatto di determinazione e risultati strappati con i denti? Taaac, otto gol in due partite …e l’amara constatazione che con il Perugia l’anno scorso si viaggiava allo stesso ritmo. Oggi le cose stanno diversamente, ma il paragone non ci piace. Non lo si è cercato, anzi si è sempre detto che gli obiettivi erano altri. Ma a quel traguardo salvezza bisogna arrivarci, e di sicuro quelle parole non aiutano. Non aiutano l’ambiente, la squadra e lo stesso presidente che magari non fischia, ma non può dirsi certamente sereno.

Ma allora perchè? Boh! L’emigrante si è sempre tenuto ben lontano dall’usare quel trasformismo lessicale che faceva di ogni gesto di Antonio una cassanata. Noi ce l’avevamo su un piatto d’argento e non ne abbiamo mai goduto, eppure di cozzate ne abbiamo viste… e sentite. Sarà la stata la foga del momento? Chissà, forse Ciccio cercava nei tifosi un alleato e quando ha capito che nè la stampa nè la tifoseria gli avrebbero più fatto credito, ha gettato la spugna.

La stagione si avvia al termine. Di cosa parleremo fra qualche settimana, di vergognosi flop o dignitosi epiloghi? L’emigrante non trascura l’importanza delle strutture, per carità se c’è uno che proprio non dovrebbe parlare di strutture è proprio l’emigrante. Te l’immagini che Vitaliano andava a Milano e si lamentava del tapis roulant con il televisore e le cuffiette?

Ortoli ha detto quello che la tifoseria voleva sentirsi dire, Cozza ha detto quello che una parte (e sottolineo una parte) della tifoseria voleva sentirsi dire, ora tocca al presidente. E dopo questo fiume di parole avanti un altro, nuovi moduli, nuovi schemi, il calcio per fortuna non finisce qui. Però è anche vero che in situazioni come la nostra resta l’amaro in bocca per tutto quello che si poteva fare… e non si è fatto (con tutte le giustificazioni di questo mondo).

L’emigrante al 99 per cento è sicuro di una cosa: in futuro Cozza avrà più di un rimpianto pensando al Catanzaro.

Davide Greco

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