Intervistiamo

Prestia: «Ho detto subito sì al Catanzaro»

Francesco Panza
Scritto da Francesco Panza
La stima di Preiti. La voglia di ricominciare. Intervista all’ultimo acquisto del Catanzaro
 
Intervista a Giuseppe Prestia del Catanzaro

Giuseppe Prestia, professione difensore. Ventidue anni, una compagna, un figlio e un cane. Da Palermo a Ploiești. Dall’Europa League alla Liga I. Ora una nuova vita calcistica con la maglia giallorossa.

Lui non lo ammette, si capisce subito di avere davanti un ragazzo umile, ma da questa stagione si aspetta qualcosa. Probabilmente un segno, quello del definitivo recupero.  

Preiti lo definisce ‘un colpo’. Lui risponde che la stima bisogna guadagnarsela con il lavoro quotidiano. Chissà che questo non sia l’inizio di un nuovo capitolo.

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Giuseppe, intanto benvenuto a Catanzaro. Sei già stato in città per le visite mediche e la firma sul contratto. Prime impressioni sulla piazza e la società. 

Grazie per il benvenuto. Le mie prime impressioni sono più che positive. La società punta in alto con grandi ambizioni e la piazza è affamata di vittorie. Si tratta di un mix perfetto per chi vuol raggiungere un grande obiettivo.

Che tipo di calciatore sei? Quale credi sia un punto di forza e su quale invece pensi di dover lavorare per migliorarti?

La mia principale caratteristica è sicuramente la prestanza fisica (1,90m per 80kg, ndr). Credo di dover migliorare partendo proprio dal mio pregio perché sono convinto che qualsiasi aspetto vada sempre migliorato con l’allenamento quotidiano.

 

(Prestia con la maglia del Palermo in Europa League nel 2011)

 

Partiamo dalla fine. Sei reduce da un anno all’estero, per l’esattezza nella massima serie rumena con il Petrolul Ploiesti. Si è trattato della seconda volta in Romania dopo i sei mesi con l’Otelul Galati. Cosa ti resta di quest’esperienza? Quali le differenza con il calcio italiano?

Il calcio rumeno mi ha dato tantissimo sia al livello umano che calcistico. Ho trovato persone fantastiche che mi hanno accolto benissimo e han fatto stare bene anche la mia famiglia. Non posso dirgli altro che grazie. A livello calcistico c’è molta differenza con l’Italia. Lì è tutto agonismo e poca tattica, si corre per 90 minuti e se non sei preparato a livello fisico fai molta fatica.

Torni in Calabria dopo la parentesi, non proprio fortunata, con il Crotone. Da uomo del Sud cosa pensi del calcio a queste latitudini e del modo di viverlo da parte della gente?

Sono nato e cresciuto a Palermo, e da uomo del Sud credo che da Roma in giù si viva un calcio splendido, di cuore. La gente è attaccata alla maglia in modo particolare e credo sia proprio questo il bello del calcio.

Dal possibile accordo con il Chelsea all’età di 14 anni, alla Lega Pro. In mezzo una serie di infortuni che hanno rallentato la tua carriera. Oggi come stai e soprattutto cosa ti aspetti da questo nuovo inizio?

Oggi sto bene. Mi sto allenando per farmi trovare subito pronto per il ritiro. Da questo nuovo inizio non mi aspetto nulla in particolare. Credo che il lavoro paghi sempre  e quindi far bene il ritiro significa arrivare al campionato pronti per dire che ci siamo anche noi.

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La trattativa che ti ha portato a Catanzaro è stata abbastanza veloce. Cosa ti ha convinto ad accettare?

Semplicemente non c’è stata alcuna trattativa. Mi è bastato sentire il direttore Preiti. Ho risposto subito “arrivo”.

Secondo te che Catanzaro sta nascendo e quali potrebbero essere, realisticamente, gli obiettivi per il prossimo torneo?

Il Catanzaro che sta nascendo sarà competitivo ma soprattutto affamato. Per gli  obiettivi ancora è presto, sarà il tempo e il lavoro a dirlo.

Conosci mister Erra? Hai avuto modo di incontralo o parlargli?

Ho conosciuto il mister settimana scorsa. Ho visto in lui determinazione e voglia di cominciare

Il tuo rapporto con il ds Preiti.

Il direttore è una persona che tutti i presidenti vorrebbero avere. Mi ritengo fortunato di avere la sua stima ma questa deve essere ripagata nei migliori dei modi.

 

 

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