Primarie PD e lottizzazione: le dure accuse di Ulixes

Durissimo articolo degli universitari tra lottizzazioni e Pd catanzarese

 

 

Il bisogno di starsene a casa. Questo sono le pseudo primarie di questa giornata di domenica. Ai cittadini catanzaresi suggeriamo vivamente di evitare di esprimere un proprio prezioso voto col rischio di legittimare l’ennesima costruzione perversa che, avrebbe potuto rappresentare un percorso anche interessante, ma la vergogna di un ceto politico sempre più indecoroso ha ridotto a colazione da tiffany. Vi sono innumerevoli serie di ragioni che ci spingono oggi a questa fortissima presa di posizione non per ultimo l’affare lottizzazioni che da mesi logora l’azione comunale. Ci sono due cose intollerabili che la società civile calabrese deve respingere in coro.

Primo. Il segnale che si doveva dare e non è stato dato. La rappresentatività e il ricambio. I partiti che facevano stuolo di polemiche e di appelli contro l’ultima irriverente legge elettorale non solo non ne hanno fatto motivo di primaria e immediata discussione in parlamento ma si sono permessi di riproporla nelle primarie del partito. Il che vuol dire che, cari trenta elettori del nuovo PD, voi non decidete nulla. Hanno già deciso per voi consumando una vergogna che si è aggiunta a tempi rapidissimi di campagna elettorale e candidature sottaciute o stilate nelle sedi di partito. Perché mai infatti rischiare che un dibattito pubblico sulle candidature degenerasse nella caduta dalle scale del signorotto o del funzionario di partito, fedele servitore da decine di anni?  I volti nuovi del PD, che di una sola cosa hanno il merito:essere gli oggettivi responsabili di una politica ferma che da oltre decenni ci regala abbandono e sottosviluppo cronico. Eccoli i capi-lista, i cervelli pregiati del nuovo partito. Persone catapultate e ricatapultate lungo parabole politiche che fanno invidia a Mastella e transfughi di ogni tipo e di ogni natura.. Ma perché, se avevano tanta fiducia nei giovani, non li hanno messi in cima alla lista cosi che fossero i vecchi a lavorare finalmente per loro e non viceversa? Punto importante di domanda. Li hanno illusi e sfruttati nei loro volti come nelle loro coscienze. Il punto è uno ed è forte è chiaro: o i giovani sono il presente o non ci raccontate stronzate. Perché siamo alla frutta.

Secondo. Grave quanto il primo. Questi nuovi cervelli in cerca dell’ennesimo decennale consenso, presi dalla spartizione di poltrone e giochetti interni hanno dimenticato la cosa più importante per la quale dovrebbero essere li a rappresentarci: la cosa pubblica. E’ da mesi che nella loro campagna elettorale hanno bloccato istituzioni, rallentatone i programmi, avviato confronti e vendette interne alle maggioranze, ma soprattutto sono stati assenti quando Catanzaro e la Calabria urlavano la rabbia e il senso di una rivolta. Noi raccoglievamo firme, ci sforzavamo da ogni angolo d’Italia a gridare la nostra rabbia per le scelte di Mastella e le intimidazioni al lavoro di Luigi De Magistris. E loro dove erano? Per carità non chiedevamo sostegno da loro ma almeno che fossero parte nel confronto. Dire la propria. Tessere, convegni, dibattiti, ascoltare e ascoltarsi su temi così importanti e loro non c’erano. E loro facevano banchetti nelle sedi di partito e si curavano unicamente di capire come sistemarsi per poter contare di meno o di più. A Catanzaro la piega è stata ancora peggiore. Perché la faccenda delle lottizzazione è  un nodo alla gola della cui importanza neppure ci si rende conto. Quale speranza potrebbe offrire quello stesso PD che invece di programmare coesamente un progetto di città è in pasto agli interessi dei costruttori, dei villettari e dei palazzinari, con l’appoggio della solita coalizione trasversale per i soliti interessi trasversali? Questo è il PD che programma, che ha le idee chiare, che strozza la città in una delle sue prospettive economiche e di sviluppo più importanti. Su una area a vocazione turistica meglio strutture ricettive e servizi o doppie case e colate di cemento? Ecco forse l’ultima opportunità di rilancio del capoluogo sfruttando la risorsa turismo. Nelle lottizzazioni, faccenda chiave, è chiara la presenza e il potere di un retrogrado partito del trasversalismo cui resiste solo una coalizione volenterosa, fatta solo e soprattutto di giovani o di neofiti della poltrona politica. L’opposizione di questa città è una minoranza della maggioranza che combatte contro le solite e poco chiare vecchie logiche. Ed è da questo quadro sociale, di scelte e di valori che sarebbe forse più sensato costruire partiti e aggregazione. Perchè così nascono partiti sensati il progetto per un territorio, la volontà di scegliere senza lasciare tutto a commissari, una azione da perseguire con cuore, cervello e gambe non con burattini e burattinai, servi e assistiti, al solo scopo di assicurarsi la certezza di condizionare coalizioni e maggioranze, tutelare interessi particolaristici e assolutamente scacciare lo spettro di un’amministrazione progettuale e collettiva. Il Pd fallisce prima di cominciare e lo fa in maniera volgare e vergognosa. E così il Comune che fa melina sulle lottizzazioni ha il senso di un fallimento dinanzi al quale forse il buon sindaco Olivo, cui va la stima più sincera per le fatiche quotidiane in cui s’imbatte, potrebbe meditare scelte forti, magari anche ventilando lo spettro delle dimissioni. Sapendo che i giovani sono dalla sua e sicuramente anche la maggioranza dei cittadini che vuole guardare al futuro di questa città. Una città ed una politica, infatti, che non progettano sui giovani e non decidono sul suo futuro sono una città ed una politica che puzza di morte. 

 

 

 

 

ASSOCIAZIONE UNIVERSITARIA CALABRESE ULIXES

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