Resilienza

Qualcuno volò sul nido delle Aquile

Redazione
Scritto da Redazione
Viaggio ideale all’interno del Ceravolo, luogo dell’anima giallorossa
 
stadio ceravolo

Curva Massimo Capraro, già Curva Ovest. È il luogo naturale dove iniziare la propria storia di amore e passione verso la squadra del cuore.

Generazioni di catanzaresi e di calabresi da ogni dove, hanno calcato quei gradini, quasi mai da seduti, protetti da un pino maestoso, unico.

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Per decenni stipati uno sull’altro, e ogni rete era una cascata. Un tripudio di abbracci, di salti sulle spalle, di urla di gioia. Al centro i gruppi organizzati. Bandieroni, fumogeni, sciarpe sul viso e all’entrata delle squadre un moto automatico che riempiva di urla e colori lo stadio. I tamburi segnavano il ritmo, davano un passo ai cori, battevano le pulsazioni del tifo. Sono certo mancano a tutti.

Le tribune, luogo della classe media per antonomasia, con una visuale dall’alto che ha il suo fascino ma che per difetto di costruzione ha nei piloni che sostengono la copertura un impedimento per larghi tratti del settore.

La sua gente è da sempre caratterizzata da una notevole dose di conoscenza del calcio, accompagnata anche da sporadici bestemmiatori che hanno il loro indiscutibile fascino . Il coro perenne Gia-llo-ro-ssi ha un valore inestimabile, segna i momenti di difficoltà per dare fiducia alla squadra o nei momenti topici per far spingere sull’acceleratore.  

Angelo MammìCurva Angelo Mammì, la Curva Est, è il settore ospiti. Luogo di una delle immagini più celebri del Catanzaro in serie A. Davide che batte Golia e un omino che incredulo sfila sotto quella curva, con le braccia al cielo, toccandolo con un dito e prendendo per mano l’orgoglio di mezza Italia.

Una strana virgola di cemento fa si che non abbia la consueta forma semicircolare, dovuta a lavori di ampliamento , ma che tradiscono l’approssimazione con cui si è intervenuti.

Alla fine, ma non meno importante, è il settore Distinti, di cui per scelta non dirò nulla in proposito. Chiusi da tempo immemore, sembra quasi che non siano mai esistiti se non fosse che sono un raccoglitore di aneddoti e di figure storiche del tifo giallorosso.

Hanno ricevuto una denominazione che nessuno sente sua, frutto di scelte più cervellotiche che di buon senso. Da parte nostra, della redazione di UsCatanzaro.net, ci faremo promotori affinché questo settore venga intitolato ad un tifoso speciale, che andandosene ha voluto dare dimostrazione di amore puro verso questi colori. Ma avremo tempi e modi per raccontare l’ennesima bella storia e siamo certi che non saremo soli in questa scelta. I Distinti “La Forza” saranno ancora luogo di passione. Potete crederci.

Stadio Nicola Ceravolo. Eccolo tutto qui. Parafrasando un titolo di un celebre film, luogo di matti, ma per amore di due colori.

A ripeterlo a voce alta sembra quasi una nuova assonanza. Lo stadio, “u stadiu”, è nel gergo quotidiano come se dicessimo caffè.

Se dovessi pensarlo animato e giustamente chiamarlo per nome, Don Nicola lo immagino una volta senza una gamba, una volta senza un braccio, un’altra con la testa fasciata. Fosse un uomo, sarebbe un vecchio centenario decrepito. Fosse un luogo simbolico, un castello diroccato.

Lo stadio Ceravolo è ridotto male ma non per questo ha smesso di evocare grandi imprese. Luogo di emozioni, di rivalsa, di battaglie sportive, ha finito col dividere la stessa sorte della città. Monco, senza un idea globale, senza una funzione più ampia. Si salva, ma neanche tanto, solo il manto erboso, che per fortuna è rimasto intatto e naturale.

Non credo che ci sia una sola persona in Catanzaro che pensasse veramente che ai proclami ci avrebbero consegnato un gioiellino, eppure  esistono e sono tra di noi. Sta di fatto che più il tempo passa, più la vicenda assume toni grotteschi.

Mi riferisco esattamente alla creatura che ne sta venendo fuori dopo una serie infinita di date di consegna, lavori fatti e da ultimare, di avanti tutta e contrordini, di pioggia e di sole, di vento e arcobaleni. Insomma un romanzo degno del miglior Kafka.

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Deve esserci un motivo se tutto ciò accade da queste parti. Chi parla di epiche sventure, pare ci fosse un cimitero normanno sotto, chi crede invece che il cimitero sia nelle coscienze di chi amministra. Fatto sta che Nicola Ceravolo, essere animato o luogo immaginario, resterà sempre incompleto, magari con un testone enorme quasi a voler raffigurare il paradosso eterno che vige da queste parti.

Un’apparente grandezza che vista da lontano ha anche il suo impatto, ma quando ti avvicini ti accorgi delle sue forme, delle sue sfumature. Ed è allora che comprendi che qualcosa di veritiero sta dietro ai miti e alle voci di popolo.

Il gioiellino sì, ha la sua forma, ma più che di carati e di metallo prezioso direi che sia la latta il suo elemento. Avete presente i tappi delle lattine con cui da piccoli si facevano anelli? Ecco, credo proprio che questa palazzina sia venuta su come un rutto dopo la coca-cola.

Giuseppe Bitonti

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6 Commenti

  • …Grandi sembra voglia andar via…dispiace per lui ma il calcio è questo, quando cali di concentrazione ne paghi le conseguenze!!!…gli auguro una carriera di grandi soddisfazioni!!…

    • Non so perchè, ma il suo rendimento era calato molto, ci ha fatto perdere 2 punti determinanti con la reggina e forse altri nelle partite precedenti. È triste ma ha molte colpe per l’attuale situazione, siccome penso che sia bravo, non riesco a capire cosa sia successo. Il problema è che leone si è fatto male, de Lucia è bravino speriamo regga con la sfiga che abbiamo..

      • Ma sai che De Lucia mi piace più degli altri due?!?!…lo vedo furbetto…sveglio, e denota una forte personalità…non sembra proprio un terzo portiere…anzi!!…riguardo Grandi ha fatto il suo tempo, è un buon portiere, però è meglio per lui se cambia aria…non ha lo spirito dello scorso anno…buona giornata!!

  • Ottimo articolo…..stadio che non è stadio.Ho visto Le immagini della palazzina ormai completata…..mi sembra il Titanic arenato nel deserto…..ma dove è andato a finire il settore distinti …..4 gradini sono rimasti!!<br />
    Forse quando lo vedrò dal vivo mi convincero’ che non è così??<br />
    Torino giollorossa.

  • fa proprio schifo,,,,,,sempre detto ,,,in questo momento la priorita’ dei miei pensieri e’ al ;che ne sara’ di noi ,,,,ma se anche il calcio a catanzaro dovesse continuare come ho sempre sostenuto continueremo sempre con uno stadio monco il motivo e’ semplicissimo ,,Distinti dopo 7 anni forse saranno pronti ,,inguardabili ma pronti ,,,dopodiche per altri 5 anni avremo inagibile la tribuna e subito dopo le curve ,,a menoche che diventino inagibili nello stesso tempo curve e tribune allora si che ci godremo i Distinti ,,,,RIMANE IL FATTO CHE SE MI DICESSERO DISTINTI FERMI UN ALTRO ANNO IN CAMBIO DEI 3 PUNTI DOMENICA ACCETTO SUBITO ,,,AI DISTINTI INAGIBILI MI SONO ABITUATO AI 3 PUNTI ORMAI SONO DIVENTATI UN OSSESSIONE ….FORZA IL CATANZARO….GRANDI UN GRAZIE PER AVER FATTO PARTE DELLA MIA SQUADRA DEL CUORE E IN BOCCA AL LUPO,,,,

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