Caro Puntonet

Ri-usciremo a riveder le stelle?

Tra Dante e il Portogruaro, speranze e recriminazioni dei lettori di Puntonet. In attesa delle elezioni e di un nuovo messia

Ciao catanzaresi, sono un tifoso del Foggia, quindi un amante del calcio. Sto seguendo la vostra situazione da parecchio tempo, e anche se non dovrebbe assolutamente tangermi, mi duole il cuore a vedervi sprofondare in Seconda Divisione. Mi chiedo e mi domando. Perché il Catanzaro, squadra dai grandi trascorsi, si trova in una situazione così deficitaria? Ma soprattutto qualcuno si rende conto che stanno distruggendo una delle realtà più affascinanti del panorama calcistico meridionale? E i tifosi, per i quali nutro una simpatia particolare, non meritano per nulla questo baratro. Vorrei scivere tante altre cose, ma forse entrerei in discorsi che non mi riguardano in prima persona. Quello che mi auguro è che questa situazione cambi il prima possibile, perché non è giusto che ci siano società come il Portogruaro che giocano in cadetteria e il Catanzaro ultima in Seconda Divisione. Forza ragazzi, non mollate! Un saluto affettuoso.

Alessandro da Foggia

Risponde Ivan Pugliese

Caro Alessandro da Zemanlandia, prendersela col Portogruaro non è giusto. Queste realtà – e ne potremmo citare tante altre in diverse categorie – costruiscono i loro meritati successi su fattori sempre più determinanti nel calcio “moderno”. A parte le grandi squadre e i ricchissimi presidenti-tifosi, le società di calcio senza proprietà e senza una sana e lungimirante gestione aziendale sono destinate a soccombere e a scomparire. Non bastano più il grande stadio, il bacino d’utenza, la tifoseria calda, il blasone. Le vittorie bisogna conquistarle sempre meno sul campo e sempre più dietro le scrivanie. E se ti dico, ad esempio, che l’ultimo presidente del Catanzaro pensava di gestire la società senza scucire soldi, solo con gli incassi del botteghino (ricordando la bolgia del Ceravolo d’un tempo), troverai una delle tante spiegazioni al nostro “zero” in classifica. Se poi ci aggiungi il menefreghismo della classe imprenditoriale, impegnata a garantirsi i propri affari con l’avallo colluso della classe politica, avrai una risposta anche alle tue domande. 

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Parafrasando il Catone dantesco, opportunamente sarebbe da dire “Il Catanzaro piacque agli occhi miei, or che di là dal mal fiume dimora…“. Ma la tenerezza elegiaca dei versi mal si accorda con il pensiero dei cittadini-contribuenti (stante la fattiva partecipazione degli Enti pubblici) che, ancora una volta, hanno assistito all’ennesimo “copione cabalistico-partenopeo…”. Che ha portato una città intera a sottostare alle Forche Caudine de “Il Fatto Quotidiano”.

Nessuna giustificazione può essere addotta. Ci sarebbe solo da trarre delle necessarie conclusioni, ma la memoria è come il migliore amico: “quando serve non c’è mai”. Stiamo entrando in periodo elettorale. Avremo il miracolo dell’ultim’ora?

In bocca al lupo Catanzaro!

Felice Bruni da Catanzaro

Risponde Ivan Pugliese

Dante, Travaglio e i miracoli divini nello stessa lettera. Forse un po’ troppo per questi quattro straccioni. Comunque noi ci siamo sempre, anche all’inferno. E quindi, alla fine, speriamo “di uscire a riveder le stelle”. 

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