Storie mondiali

Russia 2018: i numeri 1

Scritto da Davide Greco

Sono tanti i numeri 1 della kermesse mondiale di Russia 2018. Dentro e fuori dal campo troviamo tanti esempi positivi e qualcuno negativo. Dopo la caduta degli dei, sono i portieri i veri protagonisti di questo magnifico campionato del mondo

Holly e Benji hanno quasi sfiorato l’impresa, peccato! La squadra giapponese ha stupito tutti per la grande prova di maturità dimostrata dentro e fuori dal rettangolo verde. Da molti anni il Giappone è una vera palestra di vita e di sport che sforna giovani talenti. Ancora pochissime le presenze nei club professionistici europei con in testa la Bundesliga che ne annovera il maggior numero. spogliatoio giapponeDi certo non sono passati inosservati i vari Kagawa (Borussia Dortmund), Sakai (Amburgo), Shibasaki (Getafe), Nagatomo (Galatasaray), Okazaki (Leicester), Honda (Pachuca) e Kawashima (Metz).

Cosi, dopo la sconfitta contro il Belgio, mentre i tifosi ripulivano i seggiolini dello stadio, i calciatori hanno pensato di lasciare lo spogliatoio in perfetto ordine e con un cartello che recitava semplicemente la parola “grazie”. Ma grazie a voi di onorare questo sport con impegno e dedizione.

le simulazioni di neymar

È costata più di 14 miliardi di dollari la perfetta macchina organizzativa che ha consentito lo svolgimento dei mondiali in un clima sereno e gioviale, eppure c’è sempre chi cerca di rovinare la bellezza di questo sport con sceneggiate vergognose e ignobili tentativi di ingannare l’arbitro. Stiamo parlando di un altro numero 1, cioè di Neymar che a parte qualche giocata di puro talento, si è messo in mostra per le sue continue simulazioni.

L’ultima è stata proprio eclatante! Nella sfida contro il Messico, dopo aver ricevuto un colpetto, si è rotolato agonizzante sul terreno di gioco. Ha urlato talmente forte che sembrava quasi necessario l’intervento di un’eliambulanza per un ricovero urgente. Tutta scena. Una vergogna per il calcio.zhara nilsson

i mondiali sono una grande vetrina per gli sportivi, ma anche per i tifosi. Continua la guerra di selfie fra sexy top model, tifose occasionali e le inmancabili wags. La prorompente Zhara Nilsson, modella e blogger svedese, mostra il meglio di se mentre la sua Svezia prosegue il proprio cammino.

Non c’è stato nulla da fare per la “nostra” Michelle Hunziger che molti anni fa aveva incuriosito milioni di italiani con una pubblicità che mostrava unicamente il suo lato B. La Svizzera ha ceduto le armi a una Svezia più tonica e ordinata, capace di arrivare molto più lontano di quanto si potesse prevedere. E pensare che contro l’Italia non ha fatto un solo tiro in porta.

Senza freni sembrano anche gli inglesi che hanno finalmente sfatato il tabù dei rigori avendo ragione della Colombia in un match molto nervoso. Al termine della sfida non sono mancate le polemiche che hanno visto in testa il Pibe de Oro adirato per la conduzione arbitrale. Maradona che ha un vecchio conto aperto con gli inglesi, non ci ha pensato due volte a lanciare i propri strali verso l’arbitro Geiger, il designatore Collina e il presidente della federazione Infantino. Tutti colpevoli di aver ostacolato il cammino della nazionale colombiana.Subasic

Negli ottavi di finale è iniziata la lotteria dei rigori che ha premiato l’Inghilterra (contro la Colombia), la Russia (contro la Spagna) e la Croazia (contro la Danimarca), ma i veri vincitori sono stati i portieri che hanno infiammato gli animi dei tifosi con interventi superlativi.

Subasic, portiere della Croazia, è riuscito a parare ben 3 rigori nella stessa partita eguagliando il record di Ricardo in Portogallo Inghilterra del 2006. L’esperto portiere croato ha ipontizzato Modric nei 90 minuti regolamentari, salvando il risultato sul pari, per poi superarsi ai calci di rigore mandando a casa la Danimarca.Afinkeev

Non tutti sanno che Subasic sotto la divisa ufficiale porta una maglietta con la foto del suo ex compagno di squadra Custic, deceduto in tragiche circostanze molti anni prima. Da quel giorno il portiere croato non ha mai smesso di indossare la maglietta in ricordo del compagno scomparso e dopo la qualificazione l’ha mostrata orgogliosamente alle telecamere.

Anche il portierone danese Schmeichel ha fatto alcune bellissime parate sventando due rigori e tenendo in vita il sogno qualificazione. A fare il tifo per lui in tribuna c’era papà Peter, ex capitano e portiere della “dinamite danese” sul finire degli anni ’90.maria liman

L’intera Russia è esplosa di gioia quando Akinfeev ha parato il secondo e decisivo rigore, valevole per il passaggio del turno ai danni della Spagna. Per le furie rosse non c’è stato niente da fare, il muro difensivo eretto durante la partita ha retto bene, finché i calci di rigore hanno decretato la maggior voglia e convinzione di accedere ai quarti dei padroni di casa.

Per festeggiare l’epica impresa del portierone russo, la super modella Maria Liman si è lasciata andare ad una serie di scatti molti provocanti che si sono rivelati la classica ciliegina sulla torta.

È stata l’ultima presenza in nazionale di Don Andrès, lo storico capitano della Spagna ha lasciato la competizione e la divisa con l’amaro in bocca.

Iniesta

Dopo l’addio al Barcellona è stato lui stesso ad annunciare di aver chiuso con la nazionale.

Iniesta si ferma a 133 presenze in nazionale, con due titoli europei e un mondiale, oltre ai prestigiosi riconoscimenti ricevuti a livello personale. Un vero campione che mancherà ai suoi tifosi e a chi ama il calcio.

 

Il Brasile stellare

Difficile trovare un elemento non al top nella formazione verdeoro. La quasi totalità della rosa gioca nei più importanti club europei. Marquino Thiago Silva e Neymar nel Paris Saint Germain, Danilo Ferndandinho e Gabriel Jesus nel Manchester City, Paulinho e Coutinho nel Barcellona, Marcelo e Casemiro del Real Madrid. Ci sono anche tre “italiani”, il portiere Alisson della Roma, il difensore Miranda dell’Inter e l’attaccante Douglas Costa della Juventus.

Insomma una rosa di livello stellare che è partita favorita per la vittoria finale e che per il momento non ha incontrato particolari difficoltà.brasile

La formazione guidata da Tite è sempre scesa in campo la difesa a 4, ma alternando la disposizione dei giocatori dal centrocampo in su con vari moduli e spesso adattandosi alle diverse situazioni di gioco. Cosi abbiamo visto il 4-3-3, il 4-2-3-1 e anche il più classico 4-4-2.

La grande versatilità del centrocampo consente ai verdeoro di disporsi nella maniera ottimale, sfruttando le debolezze degli avversari e ovviamente trasformandole nei propri punti di forza grazie alla tecnica nettamente superiore.

Coutinho ad esempio si presta sia a giocare da esterno nel tridente d’attacco che da centrocampista offensivo e questo consente a Tite di schierare in avanti Willian oppure Douglas Costa. Se Gabriel Jesus sembra Re Mida che trasformava in oro tutto ciò che toccava, il suo sostituto è un certo Firmino (l’attaccante del Liverpool).

In mezzo al campo Casemiro Paulinho e Fernandinho sono tre pezzi da 90. Ai quarti Casemiro non ci sarà per via della squalifica, mentre dovrebbe rientrare Douglas coutinhoCosta reduce dall’infortunio patito nel match contro il Costa Rica.

In difesa poi non si scherza per niente con i centrali Thiago Silva e Miranda, i terzini Marcelo e Fagner, nonché il portiere Alisson della Roma.

L’ultimo campionato vinto dal Brasile risale al 2002, da allora sono passati 16 anni e nei tre precedenti campionati del mondo è sempre stata una formazione europea ad eliminare i verdeoro.

 

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Davide Greco

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