Resilienza

Sanguinis Effusione

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Scritto da Redazione
Il nostro è un destino scritto: la gloria va conquistata con sofferenza
 
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Quando ho accettato di dedicarmi a questa rubrica, il nome che le è stato dato mi ha sin da subito catturato. L’esordio per il derby incombente non mi ha permesso di scrivere quale sia lo spirito che Resilienza spero assuma.

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La necessità di raccontare ciò che significhi per me, e mi auguro per chi legge, la passione per i giallorossi credo sia un esercizio di resistenza alle controversie calcistiche che invadono ogni ambito dell’essere tifoso.

Curva Massimo CapraroSono certo che se avessimo veleggiato su palcoscenici più consoni al blasone che portiamo, parleremmo di ben altro, compiacendoci di ogni singola sfumatura giallorossa.

Le cose però sono andate diversamente. Eppure in noi resta sempre qualcosa di diverso, che non è strettamente legato alla passione. Si tratta di aggregazione. Un simbolo sociale che ci porta a fondere lo stato d’animo alla vita quotidiana.  

Un universo fatto di personaggi straordinari, di aneddoti che rimangono scolpiti, di vicende che hanno del romanzesco .

Un’alchimia tramandata da chi certi giorni felici li ha vissuti per davvero. E tu pensi che si tratta di storia passata. Ma quella storia è lì come un Colosseo, una torre Eiffel, un monumento con due ali, uno sguardo fiero ed un cartiglio che recita “Sangvinis Effvsione”.  

Un destino quasi scritto: la gloria va conquistata con sofferenza. Ma si cadrebbe nella retorica, e qualcuno azzarderebbe anche patetica.

Ma se ci fermassimo un solo attimo a ricordare ciò che il Catanzaro ha rappresentato, non avremmo dubbi sul perché questa squadra sia ancora in grado di suscitare interesse, rabbia, gioia. Emozioni autentiche.

Dopo le vicende degli ultimi anni, qualunque tifoseria avrebbe da tempo trovato altri modi per colmare le proprie passioni. Forse oggi si sta facendo di tutto perché ciò avvenga. È evidente come chi detiene quel patrimonio di emozioni, sia incapace di interpretarle. È avulso dal contesto, estraneo a quell’alchimia protetta da chi è stato prima di noi.

Curva Massimo CapraroForse l’errore che stiamo commettendo è proprio questo, aver smarrito il senso dell’essere tifoso del Catanzaro.

Che non è comune agli altri, ma si adegua ai tempi, si modifica a seconda dei risultati. Che si è rifugiato nella rassegnazione come dimensione da cui non uscirne più.

Negli anni bui della quarta serie lo stadio era stracolmo. Il Ceravolo brillava in un buio calcistico che non voleva abbandonarci. Una forma di resistenza alle contrarietà. Una forma di presenza che faceva a pugni col vuoto circostante.

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La resilienza è ciò che resta di quelle esperienze. Un modo per brillare di luce propria. Resilienza è il racconto di aneddoti. Una scia di emozioni che ci hanno portato ad essere ciò che siamo. Resilienza è la capacità di non abituarci al pensiero che l’Uesse sia destinato ad un presente mediocre e un futuro pessimo.

Tutto questo raccogliendo un filo dal passato che ci tenga legati gli uni con gli altri. Che non ci faccia perdere la strada percorsa. Che non ci lasci senza orizzonti.

Il Catanzaro è Catanzaro stessa, con le sue contraddizioni e le sue aspirazioni. È il nostro essere. Tocca a noi difenderlo. Le Aquile vivono per volare, altrimenti sono destinate all’estinzione.

Giuseppe Bitonti

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15 Commenti

  • Complimenti bellissimo articolo, ti dirò di più sono diventato un vero Tifoso delle aquile proprio per questo, per la sua storia e per il suo popolo che riempiva lo stadio anche in C, non ho purtroppo vissuto direttamente le glorie del Catanzaro ma lo tengo per tutti i motivi che hai così bene espresso. Per questo mi arrabbio così tanto per lo stadio vuoto. <br />
    Forza Catanzaro!!!!

  • PERFETTO .MA LA NOSTRA STORIA HA UN BOLLETTINO DA GUERRA TIFOSI CON LA T MAIUSCOLA MORTI PER QUESTI COLORI TANTI RAGAZZI NEL FIOR FIORE DELLA GIOVENTU’ DIFFIDATI ……………….E TANTE STORIA CHE PER DIFESA DI QUESTI COLORI ETERNI OGGI HANNO CREATO UN ALLONTANAMENTO CHE DOMANI SARA’ APOTEOSI ,BRAVO GIUSE’ .SPESSE VOLTE RACCONTO A TANTI SBARBATELLI ,QUANDO L’AVVOCATO CERAVOLO FECE ATTACCARE A UN CHIODO LE SCARPETTE A MONTICOLO GIOCATORE CHE FU DA NOI ACQUISTATO DAL NAPOLI ,,,,,,,,,,,,,,,,,,,MA DOPO NUMEROSI AVVISI FINALMENTE’ ACCETTO’ CATANZARO ,LA MATTINA CHE ARRIVO’ A CATANZARO SALA UNA FOLLA OCEANICA DI TIFOSI ,MIO PADRE ALLORA PORTALETTERE MI PORTO’ CON LUI ,APPENA SCESO DAL TRENO COME CAFFE’ I NOSTRI PADRI LO BUFFETUARONO E CON LE GUANCE ROSSE LO PORTARONO AL CERAVOLO ,,,,,,,,,,,,,,,QUESTI C’ERANO E CI SONO SEMPRE TIFOSI CON LA T MAIUSCOLA ,BRAVISSIMO .COMUNQUE FORZA SEMPRE CATANZAROOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO

  • È vero non siamo diversi dagli altri ….aspettando i risultati x riempire di nuovo lo stadio ….adesso i momenti di gloria sono lontanissimi perché negli ultimi 20 anni di gioie ne ricordo poche ….ma ricordo sempre una mezza curva piena e una tifoseria a sostegno dei nostri colori sempre e comunque. ..adesso non siamo nulla ….ho anche guardato il servizio sulla festa degli ultras. ..che tristezza erano in 23 ….hai ragione abbiamo smarrito quel senso di appartenenza che ci contraddistingueva anche in momenti non esaltanti. ..oppure ancora meglio non l abbiamo perso " perché ancora adesso mi accorgo che quando dIco sono tifoso del Catanzaro mi riempio di orgoglio …" forse l abbiamo messo solo in panchina …FORZA IL CATANZARO. ..

  • Penso che ci siano almeno due specie di sofferenza. Quella inevitabile di chi pur perdendo sette partite consecutive in serie A sa che in fondo gli avversari ti rispettano e speri sempre di riuscire a vincere la prossima, e quella dove ti mostrano il dito medio ed anche se vincerai la prossima non vedi prospettive serie per il futuro da qualsiasi parte lo si guardi. Non ci resta che aspettare a mani giunte perchè ormai di calcistico c’è rimasta solo la fede.

  • vero, resilienza…Catanzaro 10 -siracusa zero…si zero..campionato di serie c nazionale anno 1959-60 ,quattro reti di Gennarino Rambone ,ala dx napoletana e pooi del fornaretto di Pizzo Gianni Fanello, convocato per le olimpiadi di roma ’60 e poi ceduto al milan, il quale lo scambio a conguaglio con l’alessandria per un sedicenne, un certo gianni rivera.<br />
    La prima linea di fior di calciatori : Rambone, poi allenatore di cz e ct, Scroccaro, fanello, florio e ghersetich, triestino. Ora dobbiamo sentire dieci minuti di serie A!!!!!

    • Aeffe io non so quanti anni hai, forse sei mio coetaneo o quasi, ma mi facisti venire i brividi Rambone, Fanello, Ghersetich, mi fannu ridira chiri e oia Sarao, Di Bari, Prestia, ma vaf …….. ricojitavi alla casa.

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