Ponte Bisantis

Sognare si deve

Scritto da Redazione
Dopo il terzo posto alla fine del girone d’andata, provare a raggiungere la B è doveroso. E serve uno stadio, amministratori permettendo

Catanzaro-LAquila_05

Quante stupidaggini si sentono durante le Feste di Natale! Ma una in particolare mi è sempre stata qui, “Anno nuovo, vita nuova, buttate tutte le cose vecchie!”. E perché mai? Se una cosa vecchia ti sta dentro il cuore, te lo fa allargare o rimpicciolire, e soprattutto se ti fa compagnia in ogni momento della giornata perché dobbiamo buttarla via? Il nostro caro, vecchio Catanzaro ha un anno di più. La nostra passione pure ed è vecchia nel senso migliore del termine, giovane perché si rinnova ogni volta.

Se n’è andato un 2013 di transizione, una salvezza con qualche palpitazione, un inizio di campionato al di là delle previsioni e da qui partiamo per un 2014 che deve, per forza, essere migliore. Noi siamo tifosi, non siamo addetti ai lavori e quindi le frasi di circostanza proprie di tecnici e giocatori non ci competono. Un tifoso che vede la squadra terza alla fine del girone d’andata, con due sole sconfitte al passivo e che non fa un pensiero alla promozione è come un naufrago che, dopo giorni di digiuno, davanti ad una tavola imbandita dice: “No, grazie, sono a dieta“.

Per questo il mio augurio parte proprio dai tifosi, cioè parte da noi. Il comportamento è stato ineccepibile. Durante le settimana si può dire qualsiasi cosa e criticare chiunque ma quando in campo ci sono le maglie giallorosse esistono solo quelle. L’obiettivo è comune. Il Direttore sportivo ci può piacere o no, lo stesso vale per l’allenatore o per qualche giocatore ma, fino a prova contraria, loro sono sulla nostra barca. Noi con la passione, loro da professionisti.  E l’obiettivo comune è quello di migliorare sempre.

madoniaIl Presidente è il Presidente. Il debito che abbiamo verso l’omino coi baffi è enorme e quindi non si sentono critiche nei suoi confronti. È giusto così. Il mio è solo un memorandum. L’uomo solo al comando, Presidente, ci piace ma attento alle promesse che, con il vento di Catanzaro, rischiano di volare lontanissimo. E fra poco capirete a chi e cosa mi riferisco. 

L’allenatore si gioca molto. È tutto sommato ancora giovane e, pur venendo da lontano, si sta facendo notare come un ottimo professionista. Sempre equilibrato, senza proclami o ruffianerie. Lui lavora con il materiale che ha a disposizione, ha creato un bellissimo gruppo, come tutti avrà fatto qualche errore ma i maghi nel calcio non esistono. Senza presidenti col portafoglio gonfio e senza una tifoseria unita e appassionata anche Mourinho sparirebbe come fa (molto bene) nella pubblicità della sambuca.

La squadra è quadrata. Finalmente un portiere continuo ed affidabile, una difesa che subisce pochissimo, un centrocampo volenteroso ma sicuramente carente nel ruolo di regista basso che forse, nei piani della società, doveva essere il giovanissimo Ridolfi fermato da pastoie burocratiche. L’attacco segna. Più fuori che al Ceravolo, è vero. Ma può andare bene così. Peppe Madonia è un buon acquisto. In Sicilia lo chiamano Ma(ra)donia e qui non mi sogno di scomodare gli Immensi. Dico solo che ho avuto modo di raccontare l’irripetibile Inter-Trapani di coppa Italia. E quando è entrato questo attaccante biondo che ha pure fatto un bel gol ho scambiato uno sguardo di piacevole sorpresa con il mio vicino di posto. Non basta solo lui ma l’inizio è promettente.

cz_pisaEd eccoci alle promesse e al vento. 2014 e lo stadio è ancora monco. Se non ho fatto male i calcoli è il quarto campionato consecutivo. Allora. I soldi adesso ci sono, l’appalto dovrebbe essere assegnato ma qui passa il tempo e i Distinti sono sempre chiusi e immobili. Devo dire che quando su questo sito mesi fa ho visto un ingegnere che misurava i gradini con il metro a mano, sono rimasto a metà tra il perplesso e…l’arrabbiato. Qualcuno dirà, e lo dice: “Ma con i problemi che ha Catanzaro figurati se possiamo pensare allo stadio!“.

Ecco, cari amministratori locali prodighi di promesse e dichiarazioni. Visto che i problemi seri non siete stati capaci di risolverli, cominciate con quelli più facili, come alle elementari. Date alla città lo stadio che si merita. Se si vuole si può fare già per l’inizio del prossimo campionato. Anche perché in B così non si va. E sarebbe il colmo, se davvero dovessimo farcela, di dover emigrare. Attualmente anche lo stadio di Lamezia ha le carte in regola più del nostro. Hanno messo a posto gli stadi di Lanciano, Carpi, Trapani, Latina e noi che siamo capoluogo di regione avanziamo come il gambero?

Cari amministratori, l’augurio di un buon 2014 va anche a voi, come a tutti quelli che hanno a che fare con il Catanzaro, ma fra un anno, di questi tempi, vorremmo farvi i complimenti non gli auguri.

Giuseppe Bisantis

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