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L’argomento è lo stadio Ceravolo e i necessari lavori di ristrutturazione. A cura di Ivan Pugliese

Nota della Redazione

Unadomandauna cambia veste, e cambia obiettivo. Fino ad oggi si lanciava una domanda senza fornire alcuna risposta, o meglio lasciando che il lettore, riflettendo, ne fornisse una. E magari ne discutesse sul forum.
Da oggi la questione posta (dall’autore o dai lettori, all’indirizzo
ivan@uscatanzaro.net) trova una risposta speriamo esauriente da parte dello  stesso autore, il bravo Ivan Pugliese. Al fine di fornire un approfondimento a questioni molto spesso lasciate in sospeso o lette in superficie, e sempre come base per una proficua discussione, con gli strumenti supplementari che il buon Pugliese si propone di offrirci.
Buona lettura e buona discussione.

G.Cuomo

Perché la Giunta Comunale di Catanzaro, su proposta del Sindaco Olivo, chiederà al Governo un finanziamento straordinario di 2 milioni e 600 mila euro per l’adeguamento dello Stadio “Ceravolo”?

Dopo l’uccisione a Catania dell’ispettore Raciti, il Governo ha varato un pacchetto di norme che inaspriscono la Legge Pisanu sulla violenza negli stadi del 2005. La legge prevedeva l’obbligo dell’installazione dei tornelli all’ingresso degli stadi, la video-sorveglianza all’esterno degli impianti e i biglietti nominativi, ma solo per le strutture in grado di ospitare più di 10.000 spettatori. Non essendo gli stadi di proprietà delle società (come ad esempio in Inghilterra), è iniziato un rimpallo di responsabilità tra società stesse e comuni che, di fatto, ha rallentato l’adeguamento degli impianti alle nuove normative. Spesso si è giocato in stadi non a norma di legge grazie alle deroghe dei prefetti. In molti casi – tra cui Catanzaro – la legge è stata “aggirata”, abbassando la capienza massima sotto i 10.000 spettatori.
Dopo lo stop ai campionati per i fatti di Catania, l’ulteriore stretta imposta dalla Legge Amato-Melandri ha costretto le società ad adeguare gli impianti (a loro spese), pena lo svolgimento delle partite a porte chiuse. A metà luglio, dopo un ulteriore esame dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, il “Ceravolo” risultava inserito nell’elenco degli stadi non ancora a norma. La chiusura per la stagione calcistica 2007/08 del settore Distinti dello stadio di Catanzaro (con conseguente riduzione della capienza a 7.499 posti) rinvia ma non risolve il problema. Entro la fine dell’anno calcistico il mancato adeguamento dell’impianto di via Paglia costringerebbe i giallorossi all’esilio dalla città o, più probabilmente, porterebbe alla mancata iscrizione al prossimo campionato. La Lega di Serie C ha infatti ribadito alle società di calcio che l’acquisizione della disponibilità del campo di gioco nel Comune in cui hanno sede è un requisito essenziale per l’iscrizione ai campionati.
Un motivo più che valido perché il Comune di Catanzaro e la società del Presidente Pittelli si muovano celermente per trovare una soluzione ed evitare l’ennesimo disastro per la città. Anche perché, in caso di rifiuto da parte del Governo alla concessione del finanziamento, le strade percorribili rimarrebbero poche. Una è quella del Credito Sportivo che finanzia a tassi agevolati la costruzione, l’ampliamento o la ristrutturazione degli impianti sportivi. Ma si tornerebbe alla necessità di raggiungere un difficile accordo tra Comune e società per far fronte a un simile esborso.

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