TRASPORTI – NOTTE DELLA S.S. 106: Aderisce anche Patto per lo Jonio

Esiste on-line l’esperimento di Wikipedia l’enciclopedia libera, enciclopedia fai da te, in cui ciascuno può dare il suo contributo modificando a piacimento, aggiungendo o togliendo notizie e nozioni all’insieme di parole, fatti patrimonio del mondo.

Facendo attenzione, e con sorpresa, potrete anche leggere sotto il titolo “Strada Statale 106 Jonica”:
” La SS 106 Ionica è una strada statale. Percorre oltre 500 Km da Taranto a Reggio Calabria attraversando per pochi km la Puglia e percorrendo tutta la costa ionica di Lucania e Calabria. È stata negli ultimi anni definita una delle strade più pericolose d’Italia e addirittura spesso nominata come “strada della morte”, data l’alta percentuale di incidenti e scontri provocati dalla scarsa qualità della strada stessa che nei tratti lucano e calabrese, ora interessati da lavori di riammodernamento, è pericolosa in quanto il traffico, quasi sempre molto intenso, si trova a scorrere in due corsie senza spartitraffico…. Il tratto calabrese a differenza dei due precedenti presenta molte curve e differenze di livello data la conformazione rocciosa della costa calabra. Anche qui stanno venendo eseguiti lavori di riammodernamento in cui la statale sta praticamente venendo rifatta con un percorso in molte parti diverso e una sede spostata rispetto a quella attuale: è anche qui notevole il problema del superamento dei centri urbani sviluppatisi intorno alla statale; gli insediamenti in questione sono però molto numerosi e quindi si rende necessaria la costruzione di una “statale parallela” per separare traffico locale e traffico “interregionale”.”

Fin troppo evidente oramai per tutti che quello che sulla carta dovrebbe essere una strada a scorrimento veloce che collega Taranto con Reggio Calabria percorrendo i circa cinquecento chilometri che separano le due città e che interessa tre Regioni la cosiddetta “superstrada” si trasforma in un inesorabile “serial killer” che colpisce all’improvviso e che è in grado di rovinare occasioni festose, quale può essere un matrimonio o il tanto sognato ritorno nella terra natia dopo anni di emigrazione, o di rendere ancora più tragico quello che già di per se è un momento di intenso dolore, come un corteo funebre.

E’ poi superfluo parlare del ruolo strategico che le infrastrutture rivestono nel contesto socio-economico di un territorio. La 106 rappresenta l’unica via della dorsale jonica e figura al quarto posto tra le strade
statali italiane più pericolose, con 4 incidenti al chilometro e 4 morti ogni 100 incidenti.

La statale 106, paradossalmente, è definita ed inserita dal 1995 come itinerario internazionale E90 in quanto esplica (dovrebbe esplicare!) una fondamentale funzione di collegamento di sicuro interesse nazionale ed internazionale in direzione Sud-Nord: si tratta del famoso “Corridoio Jonico” Taranto-Sibari-Reggio Calabria compreso nel programma delle infrastrutture strategiche della legge obiettivo n. 443/01 deliberata dal CIPE. Il “corridoio jonico” dovrebbe interconnettere il sistema “Ponte sullo Stretto” con il corridoio transeuropeo N° 8. Considerata poi la configurazione geografica ed orografica delle aree attraversate dalla statale 106 e la distribuzione della restante rete stradale, un’autostrada sullo Ionio calabrese costituirebbe una connessione necessaria tra le diverse principali direttrici trasversali: le circa 25 trasversali Ionio-Tirreno testimoniano l’elevata valenza territoriale dell’asse jonico costituito dalla SS 106 e la valorizzazione che ne deriverebbe se si realizzasse un tratto autostradale.

La notte per la 106 potrà essere, con la sensibilità dimostrata da tutti e persino da Catanzaro nel cuore così distante dall’epicentro della lotta (badolato), una dimostrazione che la popolazione è matura anche per pretendere, e non più chiedere, cose che un moderno stato dovrebbe assicurare alla sua gente.
L’autostrada jonica della Magna Graecia sarebbe la risposta alle domande di un territorio che tanto ha da dare e nulla per farlo. Nel frattempo sembra fin troppo logico sostenere l’idea del Sindaco Mancini a favore della realizzazione di una metropolitana di superficie che colleghi le cittadine della fascia Jonica aumentado le potenzialità dei collegamenti con un’intermodalità dei trasporti che diminuisca anche la potenziale più alta mortalità di quello su gomma.

Patto per lo Jonio è nato per dare uno stimolo allo sviluppo della fascia Jonica Catanzarese con un’azione che prescinda dalle fazioni politiche. Non ha colore l’emergenza di questo territorio che deve cercare nella coesione ed unità d’intenti la via d’uscita. Per questi motivi Patto per lo Jonio si prefigge l’obiettivo di diventare riferimento istituzionale delle lotte portate avanti dai vari comitati sorti con lo scopo di sensibilizzare le popolazioni dello Jonio Catanzarese. E’ auspicabile che, dopo Soverato, anche in tutti gli altri consigli comunali dei centri interessati nascano gruppi consiliari “Pattisti” che portino avanti le battaglie comuni.

Così come accaduto nel Lamentino c’è bisogno di una rinnovata sensibilità territoriale non solo politico-sociale ma anche istituzionale. C’è bisogno di forme nuove di collaborazioni istituzionali che rafforzino la voce del Comprensorio facendo di tanti piccoli centri un’istituzione forte, per estensione e popolazione, capace di ottenere risposte adeguate alla sua emancipazione. Il Circondario del Basso Jonio Catanzarese sarebbe la risposta.
E’ con queste argomentazioni che il Patto per lo Jonio aderisce alla notte per la 106 ringraziando Franco Nisticò, estremo paladino, ed il Comitato Giovani 2006 per la passione che da sempre mettono in campo per gli obiettivi comuni ed il riscatto del Comprensorio.

Vittorio Sica
Capogruppo Patto per lo Jonio nel Consiglio Comunale di Soverato

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Tony Marchese

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