Slow-foodball

Una piana per amica.

Il consueto tour di Beppe Luglio, per passare un giorno diverso dagli altri, stavolta nella città della piana. Fra sport, enogastronomia e cultura. Per conoscere meglio tutti gli angoli della nostra provincia…

Domani la banda Cittadino, sodalizio in questo periodo di madre certa e padre incerto, si reca a Lamezia Terme, caratteristico e operoso centro della provincia di Catanzaro. Uno dei più operosi, diremmo. Nata nell’anno 1968 dall’unificazione di Nicastro, Sambiase e Sant’Eufemia Lamezia, festeggia quest’anno il suo quarantennale.

La Città deve il nome della più antica comunità politica attestata nel territorio già in età protostorica, i Lametìnoi, insediati presso il fiume Làmetos (Amato) e richiama la presenza di sorgenti di acqua termale nel corso del torrente Bagni, in località Caronte.  Nicastro è il naturale sbocco sul tirreno della provincia di Catanzaro, come lo jonio lo è dell’industriosa piana fra i de centri. L’idea di unirli e farne una grande area urbana, di cui si parla da tempo, non è affatto peregrina, e l’amicizia fra i due centri ne sarebbe il naturale cemento.

Caratteristico il suo centro storico, che prende il nome di san Teodoro, adagiato su un poggio in cima al quale si conservano i ruderi del Castello Normanno-Svevo. Sambiase mantiene la sua originaria peculiarità di insediamento rurale, con tracce di antichi splendori nei palazzi nobiliari ancora presenti. S.Eufemia Lamezia, centro industriale e produttivo, si è sviluppata dopo l’opera di bonifica della piana durante il fascismo e con la costruzione della stazione ferroviaria sul versante tirrenico e, successivamente, dell’aeroporto internazionale, importante nodo logistico della provincia di Catanzaro.
E’ anche uno strategico nodo ferroviario, stradale ed autostradale. Lamezia Terme oltre al celebre  svincolo sull’A3 attualmente in lavorazione per aumentarne la funzionalità annovera notevoli vestigia del passato. Al periodo greco risalgono gli importanti resti rinvenuti presso Sant’Eufemia Vetere ed attribuibili all’antica città magno-greca di Terina, fondata dai crotoniani intorno al 500 a.c. Al medioevo risalgono invece il Castello di Nicastro e i resti dell’Abbazia Benedettina di S.Eufemia, entrambi di fondazione normanna mentre, di stampo spagnolo ( seconda metà del XVI ) è invece il Bastione dei Cavalieri di Malta. Testimonianze di questi siti storici e monumentali sono conservate nel Museo Archeologico Lametino.
Altre istituzioni culturali presenti sul territorio sono: il Museo Diocesano; la Biblioteca Comunale; la Casa del Libro Antico con il “fondo librario” dei Cappuccini e la Biblioteca Diocesana. Per le testimonianze religiose sono da segnalare: la Cattedrale; la Chiesa Madre di Sambiase; la Chiesa e il Convento di S. Domenico (sec.XVIII); la Chiesa e il Convento di Sant’Antonio di Padova (sec.XVII); la Chiesa del Carmine (sec. XVII) e la Chiesa dell’Annunziata (sec.XVII).Di particolare interesse anche i numerosi palazzi e case nobiliari, tra cui: Palazzo D’Aquino (inizi XVII sec.) e Palazzo D’Ippolito (sec.XVIII).
Impianti sportivi sono lo stadio d’Ippolito e l’avveniristico Stadio Provinciale Carlei, vero monumento all’inutilità in cui le Aquile giocarono alcune partite (memorabile un pareggio interne col Catania nell’anno di ristrutturazione del Ceravolo.

Ottimi i vini lametini, tra l’altro con denominazione di origine controllate, e celebri alcune cantine locali (Statti e Lento per fare solo alcuni esempi).

Raggiungere Lamezia è facile. Si può andare n auto o in moto (SS 280, 35 km), in treno (da Catanzaro sala) o anche a piedi, come fecero gli Ultras nel lontano 1993 quando a seguito di uno sciopero 500 tifosi si incamminarono indomiti sulla strada verso il successo, regalato da Bertozzi con una doppietta fotocopia.
E’ la tipologia di viaggio, ampiamente catartica, che  auspicheremmo per Ferrigno e Compagni qualora ci dovessero regalare un altro pomeriggio a base di sguaiate capriole a fine gara da parte del vulcanico e simpaticissimo Cantafio…

Giannantonio Cuomo

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