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25 aprile 2004: Catanzaro batte Acireale 1-0 in una gara ‘infinita’

Decide un gol di Re Giorgio Corona. Nel finale succede di tutto. Il Crotone perde a Viterbo ed i giallorossi sono da soli in vetta a quattro giornate dalla fine

Nel corso dell’intervista esclusiva che, noi di Puntonet, abbiamo effettuato al “sindaco” Fabrizio Ferrigno, è venuto spontaneo ricordare che il 25 aprile di sedici anni fa il Catanzaro vinceva una partita difficilissima e significativa nel cammino verso la promozione in Serie B.

Così, abbiamo deciso di proseguire con il treno dei ricordi, in questo periodo di emergenza dettata dal Coronavirus che ha tolto un po’ a tutti la quotidianità, tra cui la gioia di assistere ad una partita di pallone. Per tutta l’Italia è la Festa della Liberazione. Per i tifosi del Catanzaro è anche un giorno particolare. Il 25 aprile 2004 si giocava Catanzaro-Acireale.

La classifica non è adatta ai deboli di cuore. A quattro giornate dalla fine ci sono Catanzaro e Crotone a quota 58, Acireale a 55. I giallorossi sono avanti ai rossoblu per gli scontri diretti per effetto del 3-2 del “Ceravolo” e dell’1-1 dello “Scida”. I rossoblu fanno visita alla Viterbese che è quarta con 51 punti.

In quasi tutte le partite di campionato giocate in casa, i giallorossi hanno giocato con il sole. In quel 25 aprile minaccia pioggia. Ciononostante ci sono 18mila persone di cui 800 provenienti dalla Sicilia.

È fresco ancora il ricordo di quel 15 giugno del 2003 quando gli acesi vinsero 0-2 a Catanzaro la finale dei playoff in una partita tragica per l’US. Le aquile, dopo una fantastica rimonta, arrivarono a giocare da favorita e con due risultati su tre l’ultimo atto della stagione. Il vento che aiutò Russo a segnare il vantaggio su un tiro-cross balordo, Moscelli sbagliò il rigore a fine primo tempo, l’espulsione di Toledo ad inizio ripresa e lo 0-2 su una punizione capolavoro di Suriano al 76’. Il risultato fu che il Catanzaro fallì l’aggancio alla promozione per l’ennesima volta a cui seguì un’estate culminata con il ripescaggio.

Entrambe le compagini, nella stagione successiva, si contendono la promozione in B.

Mister Braglia si affida al solito 4-4-2. Davanti a Lafuenti ci sono Dei ed Ascoli terzini con Zappella e Pastore in mezzo; Briano e De Simone a centrocampo con Toledo e Ferrigno sugli esterni; Corona e Morello davanti. Risponde il tecnico Costantino con un 4-3-3. In porta c’è Polito; Di Salvatore, Lo Monaco, Paschetta e Suriano in difesa; Garzon, Cardinale e Delle Vedove a centrocampo; Russo, Mastrolilli e Pagana in avanti.

Come nella consuetudine i giallorossi attaccano il primo tempo sotto la “Capraro”. L’Acireale, che in trasferta gioca meglio, vuole i 3 punti e lo fa intendere immediatamente con una conclusione a volo di Russo che non va lontano dalla traversa. Rispondono i giallorossi con Corona che mette in mezzo per Morello; la girata dell’11 va fuori. Il pubblico incita le aquile. Al 23’, lancio in profondità per Corona che si incunea in mezzo ai difensori acesi, vince il rimpallo, supera e Polito e mette dentro. Esplodono di gioia i tifosi delle aquile ma il direttore di gara, il signor Luca Marelli di Como annulla per presunto fallo di mano dell’attaccante principe dell’US.

Al 32’ ci prova capitan Ferrigno con un tentativo dalla distanza che termina fuori. Due minuti dopo sempre il “sindaco” riceve palla sulla sinistra, finge di convergere sulla trequarti e libera Ascoli con un colpo di tacco; cross del terzino, Paschetta impenna la sfera di testa, Corona si coordina, guarda solo la palla che, lentamente scende in area di rigore e, decentrato un po’ sulla destra, colpisce a volo con un diagonale dritto all’angolino alla destra del portiere, Polito non è perfetto…RE GIORGIO CORONA! 1-0, “IL CERAVOLO” ESPLODE CON UN BOATO . Stavolta è gol. Le aquile sono avanti. Per Corona è una vendetta personale. Nella stagione precedente i siciliani lo avevano sbattuto fuori dai playoff con una rete al 93’ quando vestiva la maglia del Brindisi. L’Acireale non demorde, si getta davanti ed al 38’ Lafuenti è prodigioso su Pagana con i piedi. Finisce il primo tempo sull’1-0. Intanto a Viterbo il punteggio è sull’1-1 per effetto delle reti di Sibilano per i padroni di casa ed il solito Tarantino per gli ospiti.

La ripresa inizia con una punizione dal limite di Ferrigno che termina a lato sul secondo palo alla sinistra di Polito. La gara è tesa, nervosa, si gioca sul filo del rasoio. Non è la prima, anzi è una consuetudine per i giallorossi difendere sotto la “Capraro” un vantaggio di una rete. Di fronte c’è una squadra che vuole il gol. Gli uomini di “Pierino la peste” si chiudono serrano le fila. Al 69’, ancora Lafuenti, ancora il portiere giallorosso nega il gol, stavolta a Mastrolilli. L’US si fa vedere dalle parti di Polito con Morello che non va lontano dal sette con una conclusione da fuori area. Si resta sull’1-0. Piove. Partita drammatica. Intanto giunge la notizia da Viterbo: i laziali sono avanti per 2-1, ha segnato Martinetti. L’US è da solo in testa alla classifica.

Al 79’ il signor Droghetti, il guardalinee appostato sotto la Tribuna Ovest,  richiama l’attenzione dell’arbitro per un infortunio. Gara sospesa per 10 minuti. Catanzaro-Acireale sembra non finire più. Si riprende al 90’ e ci sarà ancora molto da giocare. Doppio giallo per Dei per un fallo su Russo. Catanzaro in dieci. Braglia inserisce Milone per Briano ed Alfieri per De Simone. Rientro in campo per il centrocampista dopo un grave infortunio che lo ha tenuto lontano dai campi per qualche mese.

Proprio Milone commette un fallo ingenuo al limite dell’area. Batte Suriano, sì, il terzino che aveva chiuso le speranze definitive nel 15 giugno. Punizione velenosa e bassa che Lafuenti respinge come può, ribattuta e gol. Pareggio dell’Acireale. No. Fermi tutti. Proprio Droghetti alza la bandierina. È fuorigioco. ANNULLATA LA RETE AI SICILIANI. Il “Ceravolo” esulta come se fosse un gol. Succede di tutto. Furiosa protesta degli acesi. La panchina si riversa in campo. Marelli fa fatica a contenere gli animi accesi tanto che deve intervenire anche la polizia. Uno dei più “caldi” nelle proteste è l’ex con il dente avvelenato Delle Vedove. Il presidente Pulvirenti,  mette le mani addosso all’arbitro. Rosso per lui e per Anastasi entrato nella ripresa. Si riprende a giocare. Andrisani fa il suo ingresso in campo per Morello. Tre minuti dopo, Marelli, forse l’unico a capire realmente che minuto fosse, decreta la fine dell’incontro.

È FINITA! È FINITA! Il CATANZARO HA VINTO! I giallorossi si sono presi una bella vendetta nei confronti dei siciliani spediti a -6 e costretti a dire addio alla corsa promozione diretta. Il Crotone ha perso per 2-1. L’US è da solo in vetta alla classifica.

Finisce con il coro ormai consueto da un paio di settimane: “SERIE B, SERIE B”.

Ed è quello che tutti noi speriamo anche nel futuro prossimo dei giallorossi guidati dal presidente Noto. Catanzaro merita una categoria superiore al purgatorio della Serie C

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Ferdinando Capicotto

Ferdinando Capicotto

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