Resilienza

Essere o avere

Redazione
Scritto da Redazione
Considerazioni sparse sul concetto di “transizione” e sul corto circuito ambientale dietro l’angolo
 

C’è una famosa frase latina che spiega la serie di insuccessi o la perdita di qualcuno di importante dopo aver vissuto anni di gloria.

Credo che la terminologia di transizione associata all’attuale stagione sportiva, sia stata per certi versi fuorviante.

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Ci ha messo nelle condizioni di dover per forza stendere fior di paragoni con il recente passato, che nel bene o nel male, ci ha lasciato in dote cose positive e negative.

La cosa importante, è che si stia creando oggi, un corto circuito ambientale che non va in sintonia con le dinamiche e i progetti che la società sta compiendo.

Credo che la comunicazione sia sempre fondamentale, e prima si interloquisce tra noi meglio è. La verità è che qui bisogna parlare nuovamente di costruzione, di rifondazione.

Le aspettative della tifoseria, sacrosante, sono mal alimentate dall’uso di termini come transizione, o passaggio, o salto in avanti.

Fa sempre più breccia il parallelismo con la vecchia proprietà che il primo anno davvero rifondò da zero e colse al primo colpo il suo unico successo più grande.

Si sa che molte parole se le porta via il vento, ma diciamocelo francamente, il vero collante, la cartina di tornasole di questa annata è solo il presidente Noto.

Altrimenti, visti i risultati, sarebbe stato l’ennesimo anno grigio, abulico e con la perenne emorragia di spettatori al Ceravolo.

Catanzaro ha delle doti innate, portatrici sane di un modo di vivere la squadra di calcio che non la porterà mai ad essere abbandonata al suo destino. Persino a Lecce, può sembrare scontato, ma la gente c’era, i suoi tifosi erano presenti sostenendo per 90 minuti e non temendo la moltitudine di avversari che hanno riempito lo stadio della capolista.

Il perché sta tutto in poche certezze. Andiamo lì per vincere. Una convinzione che non è scontata, che è frutto  di epiche battaglie sul campo e di malcapitati Golia passati sulla nostra strada.Ma è su questo che si gioca il progetto intrapreso.

Se la società vuole fare i passi giusti per costruire nel tempo, avrà bisogno che la sua gente lo comprenda. Noto ha fatto delle scelte, giuste o sbagliate che siano. Ma ha anche lanciato dei segnali.

Il Catanzaro di oggi ha necessità irrinunciabile di professionisti che lo amino, che abbiano cuore e anima da spendere per compensare le mancanze tecniche.

Questa squadra non ha carisma, non ha personalità. Non ha legami. C’è bisogno di uomini che ascoltino, odorino, percepiscano il senso di giocare a Catanzaro.

Mi piacerebbe sapere se a Letizia, per fare un esempio, interessino le storie che si raccontano al Baraccone. E se Maita sappia dove sia il Baraccone.

Purtroppo anche l’ ultima partita casalinga ha fatto denotare una certa propensione alla mediocrità. Perdere così, in malo modo, non è solo una questione tecnica. Questo Catanzaro ha in squadra giocatori molto più forti di una modesta squadra che, seppur in forma, ha stazionato sempre nella bassa classifica. Qui c’è ben altro.

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Non è solo tecnica il calcio in provincia, e so per certo che le aspirazioni di Noto, come di chiunque sta al timone, non sia un do ut des volgarmente economico.

Se la strada tracciata è quella della transizione, allora vuol dire che a giugno sfoceranno i fiumi dei milioni per inondare il mercato giallorosso di campioni.

Altrimenti, se la stessa è di costruzione, forse sarebbe il caso di trovare in quel fiume motivazioni, virtù carattere, passione e attaccamento.

Il peso onorevole del passato ci ha portato fino ad oggi, dopo 28 anni, a sentire ancora la voglia di rivalsa e  forse è proprio la maledizione che ci portiamo dietro, ovvero quella di voler ripercorrere immediatamente certe strade già fatte.

Lo comprendo, sembra un assillo, perché ogni volta che mi dico che ciò che è stato non può tornare, è lo stesso passato a ricordarmi chi siamo e da dove veniamo.

Altre strade non ne abbiamo.

Fare attenzione dunque, il carico che si sta mettendo sul prossimo futuro è troppo pesante. Forse sarebbe il caso che questo anno lo considerassimo il conto che si è pagato per non aver avuto in dote, o forse meglio, di aver creduto di avere quell’ossatura che oggi avrebbe dato il giusto contributo ed in futuro fatto la differenza.

Penso che se riflettessimo tutti su questi punti, forse riusciremmo a tutelare le Aquile da arie di tempesta e consolidare un futuro più roseo.

Sic transit gloria mundi. Non sia la transizione la nostra spada di Damocle. Sperando che qualcuno possa dichiarare “Sono arrivato, ho visto ed ho vinto”.

 

Giuseppe Bitonti

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19 Commenti

  • SIG. BITONTI: CI VONNU I SORDI, BISOGNA SPENDERE, TANTO, E FORSE SI COSTRUIRÀ QUALCOSA, SENNÒ ALTRI 20 ANNI DI SERIE C<br />
    TUTTO IL RESTO CHIACCHIERE E TABACCHERIA E LIGNU.<br />
    SALUTI

  • Complimenti Giuseppe condivido in toto il tuo pensiero……per ritornare ad essere IL CATANZARO ci vuole gente che oltre al grande presidente senta la maglia giallorossa aderente al corpo come una seconda pelle e sul campo abbia quel furore agonistico che fa tremare gli avversari…..saluti

  • Il limite del tifoso catanzarese è non avere pazienza, andare di fretta, perché noi siamo il Catanzaro, come se stessimo parlando della prima e unica realtà calcistica mondiale, neanche l’Inter e il Milan parlano di scudetto giacché hanno rifondato.<br />
    Ma d’altronde il TUTTO E SUBITO di Poggi e Parente e dello stesso Cosentino (DUE CAMPIONATI VINTI AL PRIMO COLPO) non è servito a nulla per capire che il calcio è un’altra cosa e che non ti servono undici campioni, ma una squadraa e una società E L’AMBIENTE. CIOE’ I TIFOSI, ma non certi tifosi.<br />

  • Quello che mi terrorizza ogni domenica sono le scelte a dir poco CERVELLOTICHE di Dionigi sugli uomini e i ruoli con cui farà scendere in campo il Catanzaro. Domenica prossima con l’Akragas sarà sicuramente l’ennesima formazione diversa dalle altre 20 già scese. Speriamo che abbia un minimo di lucidità e schieri, a prescindere dal modulo, la migliore e quella con gli uomini più in forma. God save the Catanzaro.

  • <br />
    "Lo comprendo, sembra un assillo, perché ogni volta che mi dico che ciò che è stato non può tornare, è lo stesso passato a ricordarmi chi siamo e da dove veniamo"……bravo Bitonti è qui la chiave di tutto hai primi sintomi negativi ci si gira indietro a ricordare gli anni non belli …..é si entra in un vortice vizioso difficile da estirpare…..mi auguro che Noto con la sua passione possa farlo non da solo …ma insieme con tutti noi.

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    "Lo comprendo, sembra un assillo, perché ogni volta che mi dico che ciò che è stato non può tornare, è lo stesso passato a ricordarmi chi siamo e da dove veniamo"……bravo Bitonti è qui la chiave di tutto hai primi sintomi negativi ci si gira indietro a ricordare gli anni non belli …..é si entra in un vortice vizioso difficile da estirpare…..mi auguro che Noto con la sua passione possa farlo non da solo …ma insieme con tutti noi.

  • sarao calabrese motivatissimo dopo averlo curato lo abbiamo lasciato andare al monopoli no al palermo!!!!!! sabato prima fuori rosa e adesso titolare fisso…..piccoli misteri…

  • "NOI SIAMO IL CATANZARO" E’ VERO NOI SIAMO IL CATANZARO, PROPRIO PER QUESTO DOBBIAMO DIMOSTRARE LA NOSTRA MATURITA’, TROPPI ANNI SONO PASSATI PER FARCI ESALTARE DA UNA BUONA PRESTAZIONE(E POI TORNI, COMUNQUE SCONFITTO VEDI LECCE), TROPPI ANNI SONO PASSATI PER FARCI CADERE DI NUOVO NEL BARATRO DEL NON RITORNO. NOI SIAMO IL CATANZARO, NOI VENIAMO DA UNA STORIA CALCISTICA ECCELLENTE, NONOSTANTE TUTTO, ED E’ QUESTO CHE CI DEVE DARE LA FORZA PER RITROVARE DI NUOVO FIDUCIA E SOSTENERE QUESTA NUOVA SOCIETA’, CHE E’ QUELLA CHE ABBIAMO VOLUTO FORTEMENTE DA ANNI E ANNI E CHE ORA INCREDIBILMENTE ABBIAMO. DOBBIAMO ESSERE FORTI E TRASMETTERE A QUESTA SOCIETA’, FATTA DA UOMINI CON LE PROPRIE INCERTEZZE E LE PROPRIE DEBOLEZZE, PASSIONE, FIDUCIA E SERENITA’. FORZA DUNQUE POPOLO GIALLOROSSO SOSTENIAMOLI, PERCHE FORSE E’ DI QUESTO CHE HANNO BISOGNO. FORZA SEMPRE GRANDE CUORE GIALLOROSSO.

  • Caro Giuseppe <br />
    BEN PENSATO<br />
    BEN SCRITTO<br />
    <br />
    la quoto …. è come se mi avesse letto nel pensiero, sono certo che queste sue sono il pensiero di molti di noi !<br />
    <br />
    <br />
    <br />

  • Concordo con l’opinionista, però a mio modesto parere ci sono troppo pensieri astratti, che ogni<br />
    qualvolta tiriamo in ballo quasi a giustificare l’ennesimo fallimento tecnico al quale assistiamo da ormai tantissimi anni fatto salvo qualche eccezione. Forse ci vorrà tanto tempo ancora affinché si riesca a costruire una squadra con uomini veri prima ancora che calciatori. Credo che noi tifosi dobbiamo far sentire ancora di più le nostre ragioni soprattutto cercando di non destabilizzare l’ambiente e di far sì che alcuni calciatori che abbiano dimostrato attaccamento alla maglia (Sarao, Giovinco ? ) ma ce ne sono sicuramente degli altri, non vengano ceduti o viceversa riscattati e dover sistematicamente ricominciare ogni anno daccapo nella ricerca di profili che possano sposare la causa Catanzaro.<br />
    Sono cambiati i tempi, bisogna avere molta fortuna nel trovare uomini che abbiano intuizioni e coraggio per esaltare e mantenere costante tutto il movimento.Comunque la nuova proprietà bisogna sostenerla e spronarla a farla compiere un salto di qualità che manca da troppo tempo.<br />
    Scusatemi se mi sono dilungato, ma la passione è dura a morire……..<br />

  • Domenica speriamo che questo mediocre incapace non faccia giocare marin LTRO INUTILE GIOCATORE VOTATO PIU’ AI FALLI E ALLE ESPULSIONE CHE A GIOCARE A PALLONE PERCHE’ A CALCI E’ IL NUMERO UNO

  • Io credo che la squadra stia attraversando un calo di tensione. Non voglio giustificare i ragazzi ma il regolamento di serie C non aiuta. abbiamo due retrocessioni su diciannove squadre: una (akragas) è praticamente retrocessa, la seconda retrocessione uscirà dai play-off dai quali siamo lontani cinque punti. se vediamo chi sale, ci saranno solo quattro promozioni su tutti e tre i gironi. nel nostro girone, il lecce ed il catania stanno facendo un campionato a parte: non c’è possibilità per alcuna squadra di intromettersi. mi dite quali motivazioni possono tirar fuori – già a febbraio – le squadre di metà classifica come la nostra? folle chi ha scritto queste regole ma praticamente gli esiti del campionato sono già quasi tutti scritti.

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