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Questione di feeling

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Scritto da Giuseppe Bitonti

Quel che resta del derby e del momento giallorosso. L’analisi di ciò che è stato e di ciò che potrebbe essere.

Archiviare in fretta la partita di sabato. Questo è ciò che resta del derby di Reggio. Non prima di aver fatto alcune considerazioni che coinvolgono tutti. Quello che ha decretato il campo, rischiando di compromettere la serenità di questo campionato, non deve indurci ad essere cio’ che non siamo mai stati.

Il condensato di un sabato sera si puo’ quindi tradurre in alcuni episodi, posto che non solo non abbiamo demeritato, ma che addirittura avremmo potuto portare a casa la vittoria. Ciò che è accaduto in riva allo Stretto di Messina era preventivato da tutti. Tifosi, stampa e addetti ai lavori.

Ph credits: Romana Monteverde

Che ci sarebbero state pressioni fuori le righe era ben noto da tempo, ma mai e dico mai, dovremo aspirare a diventare tali. Pensare che quei metodi siano efficaci per un campionato non deve mai sfiorare i nostri pensieri. La storia che ci portiamo dietro parla di gesta epiche senza che nessuno abbia mai potuto annoverarci tra i fautori di minacce, azioni vili o pressioni materiali.

Ci accusarono al massimo di aver allagato il terreno di gioco, e vi giuro che me la sto ancora ridendo di gusto. Un’accusa terribile al cospetto di storie che annoverano i fortissimi cugini. Abbiamo messo in campo il nostro blasone, non siamo mai stati riconosciuti come prostitute di campionati fatti a tavolino da un condannato e radiato a vita dai campi di calcio. Quel calcio non ci appartiene e lo rifiutiamo. Non abbiamo bisogno, quantomeno noi, di lavarci la coscienza.

Ma questo non vuol dire essere dei distratti faciloni. Bisogna mettere in campo tutte le risorse che una società deve avere. Una società come l’Uesse non può pensare di avere titolarità in questo pantano della serie C se non si dota degli strumenti necessari per affrontare partite da categoria suburbana, come l’ ultima.

tifosi catanzaro

Ph credits: Romana Monteverde

Lo sapevamo tutti. Lo sapevano i tifosi che, consapevoli di non andare nella culla della civiltà, hanno mostrato carattere e si sono fatti rispettare come avviene in tutti gli stadi d’Italia, passeggiando per le vie della città che portano al “Granillo” nonostante le fantasiose pressioni che avrebbero voluto indurre a starcene a casa.

Sarebbe ora che ci si svegliasse da un certo immobilismo, perché a quanto pare tutte le componenti negative di questa terza serie producono effetti che non vengono mai stigmatizzati. Ma per fare ciò bisognerebbe vestirsi di una forte dose di autorità e spero che a  questo il presidente Noto ponga rimedio.

Intanto, senza fare nessuna polemica, aspetteremo il ritorno per farci spiegare il calcio secondo Gallo,Taibi e Patti. Magari riusciremo a prendere da esempio da veri professionisti.

Professionisti, i nostri stavolta, che continuano a sbagliare qualcosa e alimentare i malumori della piazza la quale, senza tanti giri di parole, si sta dividendo anch’essa in fazioni.

Al mister che, giustamente, ha fatto notare che la terna era in evidente difficoltà visti i “trattamenti” ricevuti negli spogliatoi, chiedo: ma forse mister anche lei si è fatto intimorire?

Auteri

Ph credits: Romana Monteverde

Perché a mio avviso sarebbe stato meglio giocarla a modo nostro e perderla con un fuorigioco di 3 metri (perché ci siamo salvati su questo prima della rete), o con un rigore inesistente, o magari finire la partita in 8 (perché questo era l’epilogo che ci aspettava). Quantomeno sarebbe stato un episodio eclatante come lei ha voluto rimarcare negli atteggiamenti del sottopassaggio nello stadio.

Purtroppo va scemando una certa fiducia e un credito che fino a qualche mese fa era inattaccabile. Molti rumoreggiano, persino alcuni giornali domenicali si schierano apertamente contro e omaggiano altre figure, convinti di un mercato di rafforzamento di primo livello. Non va bene, non fa bene.

Sarebbe il caso che certi pensieri striscianti vengano tirati fuori e possibilmente azzerati per non correre il rischio di buttare alle ortiche l’ennesimo campionato. Questione di scelte e di coraggio. Appunto.

È chiaro che questa squadra ha delle lacune, e che non tutto il possibile è stato fatto per innalzare il livello rispetto al precedente campionato.

I continui cambi ormai certificati danno la percezione di un’insicurezza profonda negli uomini a disposizione. Senza contare il paradosso di una rosa lunga quanto la fila dei carelli della Coop a fine giornata.

Gol Reggina

Ph credits: Romana Monteverde

Non è il momento di buttare la croce sui singoli, ma certi errori non sono più ripetibili. Mi domando se mister e ds si confrontino su tali problemi e sarebbe bello sapere dalle loro vive voci quali siano i correttivi per non continuare a fare la vittima di turno di ogni squadra che ci ospita.

So che è una pia illusione, ma non vedo altre strade per ricompattare un ambiente in crisi d’identità. Sta al Presidente prendere il timone e indicarci un orizzonte, prima che sia tardi, prima che si rovini oltremodo il feeling costruito nelle ultime due stagioni.

Magari potenziando la dirigenza con l’innesto di una figura dall’inequivocabile carisma umano e professionale che possa fare da filtro tra proprietà e squadra e riportare all’ordine tutti, quando necessario.

Siamo tutti sinceramente e comprensibilmente stanchi di navigare a vista in questa desolante Lega Pro. Domenica arriverà la capolista di Iuliano, sì la riserva a detta di molti, e Murano. Non possiamo permetterci passi falsi, ma sono certo che se la Società ha in serbo delle contromosse, il pubblico capirà che è tempo di aspettare che maturino gli eventi.

Questione di scelte e di coraggio. Questione di feeling.

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Giuseppe Bitonti

16 Commenti

  • A mio modesto avviso la prossima partita contro il Potenza potrebbe essere la piu importante del campionato fin qui giocato.
    Vi spiego il perché, innanzitutto giochiamo contro la capolista dopo un “derby” andato come è andato, quindi quale miglior modo di riprendere battendo appunto la capolista, cosi facendo dimostretemmo che siamo una grossa sqiadra con gli attributi.
    Secondo accorceremmo la classifica, sfruttando pure gli altri scontri diretti, vedi monopoli – reggina, restando attaccati al carro dei primissimi posti.
    Quindi lecchiamoci le ferite e torniamo piu incazzati che mai al Ceravolo, sostrniamoli come non mai, che i conti si faranno a maggio/giugno.
    PS per l amico reggino, non dire cazzate che a Reggio non sapete niente di quello che spetterà da qui a breve a quel gran signore del vostro presidente.
    Per lavoro frequento Reggio e ti posso assicurare che molti tuoi compaesani si stanno cagando addosso,

  • SOCIETA’

    AMMENDA
    € 7.500,00 REGGINA perché propri sostenitori, numerose volte durante la gara, intonavano cori di discriminazione territoriale nei confronti della squadra avversaria, approvati con applausi; gli stessi venivano ripetuti anche dopo gli annunci dissuasori dello speaker; perché persona non identificata ma riconducibile alla società proferiva frasi offensive nei confronti degli avversari

  • DIRIGENTI
    ESPULSI
    INIBIZIONE A SVOLGERE OGNI ATTIVITA’ IN SENO ALLA F.I.G.C. A RICOPRIRE CARICHE FEDERALI ED A RAPPRESENTARE LA SOCIETA’ NELL’AMBITO FEDERALE A TUTTO IL 3 DICEMBRE 2019 E AMMENDA € 1.000,00
    TAIBI MASSIMO (REGGINA) a seguito dell’ammonizione entrava sul terreno di gioco proferendo frasi offensive nei confronti dell’arbitro; al rientro negli spogliatoi al termine del primo tempo di gara avvicinava nuovamente l’arbitro proferendo ulteriori frasi offensive. Al termine della gara, nonostante l’espulsione, rientrava sul terreno di gioco per esultare. Il suo comportamento ha dato luogo a un generale parapiglia sedato da steward, delegati di lega e collaboratori della procura federale

  • INIBIZIONE A SVOLGERE OGNI ATTIVITA’ IN SENO ALLA F.I.G.C. A RICOPRIRE CARICHE FEDERALI ED A RAPPRESENTARE LA SOCIETA’ NELL’AMBITO FEDERALE A TUTTO IL 25 OTTOBRE 2019 E AMMENDA € 500,00
    GIANNI ANDREA (REGGINA) perché al termine della gara rivolgeva con frasi offensive nei confronti di un delegato di Lega (r.proc.fed., r.c.c., panchina aggiuntiva).

    INIBIZIONE A SVOLGERE OGNI ATTIVITA’ IN SENO ALLA F.I.G.C. A RICOPRIRE CARICHE FEDERALI ED A RAPPRESENTARE LA SOCIETA’ NELL’AMBITO FEDERALE A TUTTO IL 3 DICEMBRE 2019
    PATTI MATTEO (REGGINA) Perché, al rientro negli spogliatoi al termine del primo tempo, sferrava un calcio a un tesserato della squadra avversaria

  • Le dichiarazioni di Klaus Davi (fonte Tuttoreggina).

    «La Calabria non ha veramente bisogno di certi testimonial e il tifo calabrese poco ci azzecca con certe pseudo goliardate di pessimo gusto. Un gesto simile fa solo dei danni di immagine e quando la sua penosa foto è circolata sui network nazionali mi sono vergognato per lui». Lo ha dichiarato Klaus Davi, imprenditore della comunicazione e consigliere comunale di San Luca (RC), in merito alla foto del presidente della Reggina Luca Gallo in occasione del derby vinto col Catanzaro, in cui ha sfoggiato una maglietta con scritto “Lavati i pedi e va’ curcati” come sfottò verso gli avversari battuti.

    «Ieri sera, guardando il bel programma ‘Fuorigioco’ condotto egregiamente da Andrea Ripepi su Reggio Tv, ho visto che qualche collega lo difendeva. Tra me e me dicevo: ‘povera Calabria, povero sud. Di questi gesti non abbiamo proprio bisogno…’», ha concluso Davi.

    Adesso è veramente necessario chiudere questa pagina, nefasta per lo sport (e non solo per lo sport) calabrese.

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