Calcio & Diritto

Una farsa tutta italiana

Nicola Mazzuca
Scritto da Nicola Mazzuca

La vicenda ripescaggi non è ancora conclusa, mentre i campionati sono regolarmente iniziati tranne che per i club coinvolti. C’è bisogno di chiarezza e trasparenza, di regole chiare.

Nell’estate che sta volgendo al termine, dopo il Mondiale vinto (con merito) dalla Francia, è giunto in Italia il calciatore più forte del pianeta. Cristiano Ronaldo. Il cosiddetto Bel Paese ha riottenuto quattro formazioni in Champions League, e peccato per l’Atalanta, eliminata nei preliminari della competizione europea di minor importanza.

La stagione del solleone, però, non sarà ricordata soltanto per tali eventi, più o meno eclatanti, ma soprattutto per altre vicende, che con il calcio giocato,ben poco , anzi nulla, hanno da spartire.

Chi più chi meno, quelle vicende le conosciamo tutti. Il possibile ripescaggio in Serie B di Catania, Novara e Robur Siena, di Pro Vercelli, Ternana e Virtus Entella (senza dimenticare quello del Crotone in Serie A o del Como in Serie C), i provvedimenti dei Giudici sportivi, la modifica delle NOIF da parte del Commissario Fabbricini, la Serie B con diciannove formazioni, le roboanti dichiarazioni, gli ostruzionismi ed i trionfalismi di Mauro Balata, hanno riempito per due mesi le pagine dei media.

Probabilmente, anche chi preferisce il cricket al calcio sarà stato investito, negli ultimi sessanta o settanta giorni, dal torrido vento dell’estate da qualcuno argutamente definita del tutti contro tutti.

Molto di recente (anche questo è noto), il Collegio di Garanzia ha confermato la legittimità del Campionato di Serie B come pretesa dalla Lega relativa. I ricorsi di Pro Vercelli, Robur Siena e Ternana sono stati dichiarati inammissibili. Mentre quello del Novara è stato tacciato di inefficacia in ragione, appunto, della pronuncia principale.

Finita qui? Macché! Il Catania è ancora in attesa della decisione del Tribunale Federale, al quale si era rivolto. Correttamente, in base a quanto risulta dal provvedimento del Collegio di Garanzia. Soprattutto, però, Le Società escluse dal ripescaggio in Serie B hanno presentato ricorso al TAR del Lazio, il quale ha sospeso l’efficacia della pronuncia di inammissibilità, poc’anzi accennata, rinviando per la trattazione al 9 ottobre prossimo.

Sulla scorta di tale decisione, sono state sospese le gare che vedevano impegnate Catania, Novara, Pro Vercelli, Robur Siena e Ternana (evidentemente, tutte incluse nei calendari di Serie C).

Come se non bastasse, son state sospese pure le gare in cui era impegnata la Viterbese Castrense, il cui patron aveva espresso disappunto per l’inserimento nel girone meridionale della Serie C. In ipotesi di ripescaggio della Ternana, la Società laziale sarebbe sistemata nel raggruppamento B.

Qualcuno si è adirato, tanti hanno sorriso, altri ancora hanno sghignazzato di fronte a queste ulteriori pieghe della vicenda. Stati d’animo diversi, ma tutti ampiamente giustificabili: l’Italia è la patria del diritto moderno, ma metà del mese di settembre è trascorso, ed ancora non è dato conoscere i format definitivi di due tornei professionistici. Appunto, non si sa se piangere o ridere.

A modesta opinione di chi scrive, sarà estremamente difficile che il Giudice amministrativo conceda alle istanti una via per l’ammissione al torneo cadetto. Difatti, fino alla pronuncia definitiva, saranno davvero tanti i turni in esso consumati. La sentenza, appunto, potrebbe essere, per così dire, di opportunità, anche a salvaguardia dei diritti quesiti, aprendo forse la strada per un cospicuo risarcimento.

In ogni modo, queste sono soltanto ipotesi. Che, magari, saranno smentite dai fatti. Fra l’altro, non è mio costume anticipare le pronunce dei Magistrati. Quel che è certo è che la vicenda di cui si discute ha evidenziato la grande precarietà e confusione del corpus normativo che regola il calcio italiano.

Alcune fattispecie sono disciplinate in maniera estremamente farraginosa, ma – quel che è peggio – molte delle Norme Organizzative Interne della Federazione (tralasciando, per questa volta, il Codice di Giustizia Sportiva) appaiono facilmente derogabili, con la conseguenza che manca una vera e propria certezza del diritto.

Ad esempio, il Commissario Fabbricini, nel mese di luglio, nel Comunicato Ufficiale numero 18, riferendosi alla vacanza di organico in Serie B, scriveva testualmente «eventuale ripescaggio». Ma come eventuale? Esiste una norma (l’art. 49 NOIF) che prevede un organico di ventidue formazioni al via, in quel torneo! Se ne manca una, di tali formazioni, se ne mancano due, tre e così via, il ripescaggio, appunto, non può (non potrebbe) essere eventuale. Anche perché la normativa non prevede meccanismi diversi.

Il calcio è il gioco più bello del mondo. All’interno di esso circolano somme di denaro che un qualsiasi onesto lavoratore della Penisola non riuscirebbe ad accumulare neppure se campasse un paio di millenni. Per tali ragioni, le regole che lo disciplinano dovrebbero essere chiare.

Per un giurista serio e preparato (in Italia non mancano), non sarebbe poi così difficile predisporre un codice, breve e rigido, che disciplini, con semplicità, le varie fattispecie astratte. Inclusa, naturalmente, quella della eventuale deficienza di organico in uno o più Campionati. Incluso, naturalmente, il destino di Società che, per ragioni economiche, son purtroppo costrette a chiudere bottega. A nessuno può essere consentito di avanzare pretese di immediato rientro nel professionismo a seguito di procedura concorsuale od altro motivo che abbia comportato cancellazione di un club dalle mappe relative.

E’ l’auspicio di chi scrive, ma soprattutto di tanta autorevolissima dottrina che si è occupata della questione. Fra i tanti esempi, i Professori Francesco Napolitano e Enrico Lubrano hanno sottolineato la criticità del processo sportivo, soffermandosi su possibili prospettive future.

Come sempre, il tempo darà le risposte. E molte aspettative sono riposte nel Presidente Federale, che sarà eletto fra circa un mese e mezzo.

La speranza, s’intende, è che mai più debbano ripetersi gli avvenimenti ai quali si è assistito e si continua ad assistere. Anzi, più che di avvenimenti, sarebbe probabilmente il caso di parlare di farsa. Una farsa tutta italiana.

Il 1 ottobre il Tribunale Federale Nazionale si è espresso, dopo la sentenza del Tar Lazio della settimana precedente, giudicando inammissibili i ricorsi sull’annullamento delle delibere di Fabbricini, che avevano ridotto a 19 il format della categoria. Confermate dunque tutte le precedenti sentenze dalla fine di agosto in poi, la linea già adottata anche dal Collegio di Garanzia presieduto dall’ex ministro Frattini era corretta. Catania, Siena, Ternana, Pro Vercelli e Novara dovranno disputare il campionato di Serie C. Da ora in poi, qualunque tribunale verrà adito potrà solo stabilire un eventuale risarcimento per i danni subiti, ma non potrà in ogni caso modificare il format della serie B a 19 squadre.

 

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