CONFINDUSTRIA- Callipo lascia a De Rose

Appello ai Giovani di non mollare

”E’ stata un’esperienza dal punto di vista umano assolutamente impagabile che mi ha consentito, di conoscere meglio i calabresi e la mia Calabria”.
E’ quanto sostiene il presidente degli industriali della Calabria, Filippo Callipo, che, allo scadere del suo mandato, lascia la guida di Confindustria.
”Ed ai calabresi – ha aggiunto – che mi hanno seguito per tutto questo tempo e che, tutt’ora, mi danno atto della passione con cui ho tentato di far valere nel Paese le ragioni della Calabria, va’ il mio piu’ sentito ringraziamento. Nel far valere la ragioni della nostra terra, naturalmente, ho anche indicato i nostri vizi e i guasti sociali piu’ gravi che frenano lo sviluppo e non ci aiutano a crescere. La condizione economica e sociale calabrese, oggi, non e’ migliorata, le speranze di cambiare pagina non si sono realizzate, ma quel che piu’ preoccupa e’ che, pur essendoci questa consapevolezza nel ceto dirigente, poco si fa’, in concreto, per cambiare le cose. Il nuovo presidente della Confindustria regionale sono sicuro fara’ meglio di me per indurre ogni livello di responsabilita’ in Calabria a fare la sua parte nell’interesse generale, percio’ a lui faccio i miei migliori auguri di buon lavoro. Io non credo che i ritardi della Calabria siano dovuti ad un difetto genetico del calabrese che vive in Calabria, bensi’ al cortocircuito che vi e’ tra ceto politico e societa’ calabrese”.
”Sono convinto – ha aggiunto – che la societa’ calabrese sia migliore del ceto dirigente e che, finche’ non vi sara’ un radicale mutamento di prospettiva, un nuovo orgoglio ed una nuova assunzione di responsabilita’ da parte del ceto dirigente, davvero poco potra’ cambiare. Oggi cio’ che mi preoccupa, in particolare, e’ il destino incerto dei fondi comunitari. Alle superficiali comunicazioni di qualche tempo fa’, succede, oggi, una preoccupazione non prevista che pero’ manda in tilt del tutto il sistema delle imprese. Dinanzi al fallimento di un impegno piu’ generale, servirebbero rimedi straordinari, ma noto che le risposte rientrano sempre in una normalita’ che trova un equilibrio nella mediocrita’. Esattamente l’opposto di cio’ che la Calabria chiede. Occorre non soltanto recuperare il senso della responsabilita’ istituzionale, finora assente, ma anche un’etica della politica che in Calabria si e’ quasi volatilizzata. Quello che sta capitando nella nostra regione e’ singolare, non si comprende qual e’ il progetto di sviluppo della Regione e mentre da un lato si fanno annunci su annunci, dall’altro si mette in piedi una manovra di assestamento del bilancio che, per poverta’ di contenuti e scollamento dai reali bisogni della Calabria, non ha eguali nella storia della regione”.
”Una parola ai giovani: non cedete – ha concluso – non vi arrendete; voi rappresentate la nostra proiezione nel futuro ma purtroppo avverto che proprio chi vorrebbe negare un futuro alla Calabria vi sbarra il passo. Pur non svolgendo piu’, da oggi, le funzioni di presidente della Confindustria Calabria, rimango a disposizione della parte sana della societa’ calabrese che ha ancora voglia di provare a mettere in discussione lo ”status quo” e un sistema politico ingessato e contrario ad ogni innovazione e ad ogni processo di rilancio della Calabria”.

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Redazione

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