Rewind

I dolci ricordi di un tempo…
di Giuseppe Mangialavori

Si era piccini e tra un marciapiede e l’altro, prima di andare a scuola, si giocava con le figurine della Panini. Mani arrossate e nasi come ghiaccioli. Quelle più ambite a Vibo? Neanche a parlarne! I baffoni di Palanca, il Sig. Ranieri (con le sembianze del lord inglese), Giorgio Pellizzaro di quest’ultimo famosa quella in cui l’estremo difensore si esibiva in un tuffo plastico ai confini della realtà, la “coppola” di Mattolini. Ma per giocare si prendevano le figurine della Juve, Inter, Milan, Roma. Si “schiaffeggiavano” i vari Pulici, Rivera, Capello, Platini &C. ma mai Mammì, Banelli, Braca, Improta, Vignando, Maldera ecc.! Quelle del Catanzaro, anche se doppie, triple, si riponevano gelosamente in “cassaforte”, per gustarsele e rigustarsele in tutta sacralità. Quel giallo e quel rosso? Unici, altro che quell’amaranto-arancio della Roma!

 

Dalle medie (con intermittenze tra serie “A” e “B”), al Liceo con cinque anni consecutivi nella massima serie, il Nicola Ceravolo (allora “Militare”) e la curva Massimo Capraro (allora curva “Ovest”), l’ambita meta da raggiungere per le gite domenicali di chi, sprovvisto di auto a causa dell’ancora tenera età, partiva dalla stazione di Vibo Pizzo per poi cambiare a Lamezia e infine, arrivare a Catanzaro Sala carico di striscione, bandiere e panini oramai non più freschissimi e pronti ad essere fagocitati in tutta fretta perché giocava nientepopodimenochè il Catanzaro!

 

Ricordi di amici e dei loro padri (alcuni dei quali ora in paradiso) e abbracci, urla e ritorni in quel di Vibo spossati dalla fisiologica stanchezza che faceva spazio alle preoccupazioni che iniziavano ad affiorare in merito al lunedì scolastico e alla rischiosa possibilità delle interrogazioni con voce fioca. Quante volte al professore di turno si esternavano malcelati (falsi) sintomi influenzali… Si sperava di fare in tempo a tornare. Giacoia e Paolo Valenti si “perdevano” sempre. Si faceva in tempo a rivedere le stesse immagini in TV (in bianco e nero poi a colori) per rivivere velocemente ancora quelle magie con la DS. I format televisivi dell’epoca non prevedevano poi così tanto tempo da dedicare in confronto a quelli attuali.

 

Il diario scolastico? Neanche a dirlo. La parte completa era quella che si riferiva alla “domenica”, guarda caso, proprio il settimo giorno, tutto addobbato a festa con: partita, risultato, marcatori e foto in bianco e nero (di volta in volta ritagliate) della Gazzetta del Sud.

Nei bar vibonesi, nicoteresi, limbadesi ed in quelli di Pizzo, Serra S. Bruno e Tropea (ecc.) il giorno dopo sembrava essere a Catanzaro. Non ci si fermava mai. Ricordo il recupero contro la Roma di Falcao (1-1 gol di Edy Bivi e Sebino Nela entrambe lato C.M.C.). Dietro richiesta del sottoscritto, il Preside concesse addirittura di anticipare l’uscita del Liceo, e lo stesso avvenne per altre scuole vibonesi.

 

A Vibo torna il surrogato lontano e già strapazzato di quel Catanzaro. Si chiama sempre “Catanzaro” e perciò, è sempre una festa.
A differenza di altri posti, il capoluogo di provincia Vibo Valentia, accoglierà fraternamente coloro che hanno per anni e anni fornito uno strumento di riscatto ad un’intera regione. Figli della stessa terra, bagnati da diversi mari, uniti da grande fratellanza, storia e civiltà. Il passato non si dimentica se si vuole edificare un futuro migliore, soprattutto se si tratta di un passato calcisticamente nobile come quello del Catanzaro. Forse di questo ne hanno più contezza coloro che hanno vissuto questa passione nell’ex territorio provinciale (molte carte d’identità tutt’oggi conservano la sigla “CZ”!!! Misteri del mondo informatico made in Italy) che i Catanzaresi stessi.

 

Vibo Valentia, con un importante tessuto imprenditoriale in netta espansione e con risultati sportivi che vanno oltre il calcio (vedi serie A1 della Tonno Callipo), dopo la promozione a provincia ha esternato in tutte le sue componenti la massima dignità condita di signorile umiltà. Calcisticamente parlando, bisogna dare atto anche alla società di Gurzillo, di avere svolto un ottimo lavoro.

Domenica dunque, Vibo è pronta ad ospitare i Fratelli Catanzaresi per sottolineare ancora una volta la stima e l’affetto che da sempre hanno legato e legano le due popolazioni di questa nostra ahimè molte volte divisa Calabria.

 

Giuseppe Mangialavori

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Giuseppe Mangialavori

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