La sconfitta di Frosinone (2-0) non rappresenta solo tre punti persi per il Catanzaro, ma un’occasione mancata nel chiudere il girone d’andata con una prestazione che avrebbe meritato un esito diverso. Allo stadio Stirpe, la squadra giallorossa ha dimostrato ancora una volta la sua capacità di competere contro avversari di qualità superiore, giocando a viso aperto e creando occasioni concrete, seppur pagando infine il prezzo degli episodi e della scarsa concretezza sotto porta.
Un risultato che brucia più per come è maturato
Il 2-0 inflitto dal Frosinone è arrivato attraverso i gol di Monterisi e Ghedjemis, in una gara giocata sul filo dell’equilibrio per buona parte dei novanta minuti. L’elemento più significativo della sconfitta è che il Catanzaro ha dovuto affrontare una lunga fase di gioco in inferiorità numerica a causa dell’espulsione diretta comminata a Frosinini, eppure ha mantenuto un assetto ordinato e ha continuato a rappresentare una minaccia per la difesa avversaria.
Nella riflessione post-partita, il tecnico Alberto Aquilani ha sottolineato esattamente questo aspetto: “Anche dopo l’espulsione non avevamo la percezione di correre grandi pericoli: la squadra era ordinata e dentro la partita. Poi abbiamo preso gol su palla inattiva. Per come si è sviluppata, non meritavamo di perdere”. Questo commento evidenzia come la squadra calabrese abbia sofferto soprattutto da episodi specifici e da una certa ingenuità nel capitalizzare le opportunità costruite durante la partita.
La lezione di una squadra giovane in crescita
Aquilani non ha nascosto l’amarezza per il risultato, ma ha saputo trarre una considerazione costruttiva dall’esperienza. “Sapevamo di incontrare una squadra molto forte, con valori superiori alla categoria. Contro squadre così devi alzare tutto: intensità, attenzione, lucidità. Noi, con umiltà e organizzazione, abbiamo giocato a viso aperto, senza alzare barricate. Mi dispiace per il risultato, però questa partita ci lascia esperienza e ci fa capire che in certe occasioni serve essere più concreti davanti alla porta”.
In questa affermazione risiede la chiave per interpretare il momento del Catanzaro: una squadra giovane, in evoluzione e ancora alle prese con l’apprendimento di come gestire le fasi cruciali delle partite contro top team. Il quinto posto in classifica con 31 punti, testimonia il percorso intrapreso dai giallorossi.
Uno sguardo al campionato atipico e imprevedibile
Con la conclusione del girone d’andata, Aquilani ha colto l’occasione per riflettere sulla natura anomala di questo campionato di Serie B. “È un campionato atipico, pieno di risultati inattesi. Dobbiamo pensare a noi stessi: siamo una squadra giovane, in crescita, ancora in evoluzione. Adesso arriva un ritorno complicato e mi auguro che ragioneremo di partita in partita, perché questo è un torneo davvero indecifrabile”.
Questa considerazione non è casuale: il Frosinone chiude il girone d’andata con 41 punti in testa alla classifica, seguito dal Venezia a quota 38, una situazione che comunque non garantisce certezze nel girone di ritorno. La volatilità del campionato rappresenta sia un rischio che un’opportunità per il Catanzaro, il quale avrà la possibilità di rientrare nei giochi se saprà trasformare le prestazioni — spesso convincenti — in risultati concreti.
La sfida al Venezia: una trasferta complicata
Dopo la delusione di Frosinone, il Catanzaro dovrà subito ritrovare equilibrio e concentrazione, perché davanti non c’è riposo. Sabato 17 gennaio, i giallorossi affronteranno il Venezia al Pierluigi Penzo, in quello che si prospetta come uno scontro diretto ad altissima quota nel campionato di Serie B. Il Venezia, reduce da quattro vittorie consecutive, ha occupato la seconda posizione con 38 punti e rappresenta una delle squadre più in forma della categoria attualmente.
La trasferta a Venezia arriva in un momento delicato, giacché il Catanzaro avrà ben poco tempo per elaborare la delusione di Frosinone. Tuttavia, proprio la necessità di reagire rapidamente potrebbe rappresentare uno stimolo mentale per la squadra di Aquilani, che ha dimostrato di possedere le qualità tecniche e tattiche per competere anche contro i migliori avversari. La chiave sarà riuscire a tramutare la performance costruttiva degli ultimi novanta minuti in efficacia concreta sotto porta, evitando gli errori episodici che hanno caratterizzato la sfida contro il Frosinone.
Il percorso prosegue: esigenze di crescita
Riassumendo il momento del Catanzaro, emerge un quadro di una squadra che possiede fondamenta solide ma che necessita di miglioramenti concreti nella fase offensiva e in quella della gestione dei dettagli. Il girone d’andata, seppur concluso con una sconfitta, non cancella la positiva progressione dimostrata dai giallorossi, che restano tra le squadre più interessanti della categoria per il loro approccio coraggioso e la qualità del gioco espresso.
Il girone di ritorno sarà risolutivo: il Catanzaro ha tutte le potenzialità per lottare per i playoff, ma dovrà dimostrare di aver metabolizzato le lezioni ricavate da partite come quella contro il Frosinone, trasformando le occasioni in gol e migliorando la gestione degli episodi che possono fare la differenza tra una vittoria e una sconfitta. La partita di sabato contro il Venezia avrà il valore di termometro circa la capacità della squadra di reagire e tornare sulla giusta rotta.
Redazione 24

