Alla vigilia della sfida di campionato, Alberto Aquilani apre la conferenza stampa con un messaggio che va oltre il campo, toccando corde profonde e personali.
Il tecnico giallorosso ha voluto innanzitutto esprimere vicinanza alle persone e alle attività colpite dai gravi eventi degli ultimi giorni, sottolineando come la fortuna più grande sia stata l’assenza di conseguenze per le persone, pur a fronte di danni importanti per il quartiere e per le attività commerciali coinvolte.
Subito dopo, un pensiero carico di emozione: un abbraccio pubblico alla famiglia Commisso e al popolo fiorentino, per una perdita che Aquilani ha definito “molto dolorosa” anche sul piano personale, ricordando il rapporto umano e professionale che lo legava al presidente.
Il momento della squadra
Venendo al campo, Aquilani analizza le due sconfitte consecutive maturate contro Frosinone e Venezia, chiarendo come si tratti di partite molto diverse tra loro.
A Frosinone, l’amarezza di tornare a casa con la sensazione di aver meritato di più.
A Venezia, contro una squadra con qualcosa in più sul piano della qualità individuale e degli obiettivi, la consapevolezza di essere rimasti in partita fino all’86’, pur senza offrire la miglior prestazione stagionale.
«Sono due sconfitte che danno rabbia – spiega – ma anche la consapevolezza che possiamo giocarcela con chiunque».
La prossima gara e l’emergenza difensiva
La partita in arrivo, nonostante l’avversario sia in difficoltà di classifica, viene definita “da prendere assolutamente con le pinze”. Per Aquilani non esistono gare semplici: servirà aggredire la partita dal primo minuto, sfruttando il fattore campo come valore aggiunto.
Sul tema dell’emergenza difensiva, il tecnico chiarisce anche la situazione Bettella, raccontando come la decisione di separarsi sia nata da un confronto diretto e da una mancanza di serenità del calciatore. «Per me il discorso lì è chiuso», taglia corto Aquilani, ribadendo però la piena fiducia nei giocatori rimasti.
Mercato e valori
Il mercato, ammette il mister, “dà fastidio a prescindere”, perché crea dinamiche che possono incidere sulla concentrazione. Da qui, due principi non negoziabili:
Rispetto assoluto per chi è a Catanzaro, per i giocatori che stanno portando alto il nome del club con qualità tecniche e umane di altissimo livello.
Chi non ha entusiasmo e attitudine per giocare nel Catanzaro deve andare via, chiunque esso sia.
Un messaggio chiaro, ribadito anche parlando dei casi Pandolfi, Oudin e delle voci su Cisse, definite tali finché non supportate da fatti concreti. Sul centrocampista, Aquilani è netto: nessun calo evidente e massima professionalità mostrata quotidianamente in allenamento.
Pompetti e la gestione della rosa
Capitolo Pompetti: il rientro è vicino ma senza forzature. «Sta meglio, molto meglio – spiega Aquilani – ma ha bisogno di tempo. Sarà il campo a decidere se e quanto utilizzarlo».
Quanto alla rosa ideale, il tecnico preferisce meno calciatori ma tutti pienamente coinvolti, piuttosto che un gruppo numeroso con elementi difficili da gestire: «Meglio andare in guerra con pochi uomini, ma tutti focalizzati sullo stesso obiettivo».
Uno “nuovo campionato”
Guardando avanti, Aquilani parla apertamente di sensazione di ripartenza, quasi fosse un nuovo campionato. Le squadre stanno cambiando volto, soprattutto quelle in fondo alla classifica, e il girone di ritorno – concentrato in pochi mesi – sarà durissimo.
«Quello che abbiamo fatto finora – conclude – ce lo dobbiamo portare come consapevolezza. I cavalli si vedono all’arrivo, e ci aspettano quattro-cinque mesi davvero impegnativi».
Parole chiare, forti, che fotografano perfettamente il momento del Catanzaro tra difficoltà, mercato e responsabilità, ma con una linea guida precisa fatta di rispetto, attitudine ed entusiasmo.
Foto e video Us Catanzaro 1929
Redazione 24

