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Quando il cuore supera le divisioni

Scritto da Redazione

Ultras come identità e solidarietà: una mentalità che merita rispetto e comprensione

Cosenza–Catanzaro è uno dei tanti derby che animano l’Italia dei campanili: partite sentite, ricche di passione e significato. Talvolta, però, episodi estranei al calcio giocato finiscono per attirare un’attenzione sproporzionata, anche a causa di letture frettolose o poco approfondite.
In questi momenti emerge però il cuore degli Ultras, un cuore che non conosce davvero confini di colori o campanili e che, in qualunque petto batta, sa riconoscere il valore della fratellanza e della vicinanza a chi soffre.

Non si tratta di esaltare la violenza – che respingiamo con fermezza – ma di valorizzare quel rispetto che da sempre esiste tra molte tifoserie verso chi vive situazioni di difficoltà. Anche l’avversario sportivo può essere riconosciuto come un fratello, diverso solo per i colori che porta nel cuore.

È lo spirito che stiamo vedendo in queste settimane, dopo il passaggio del ciclone Harry, che ha causato gravi danni a Catanzaro, in Calabria e in diverse aree della Sicilia.
A livello nazionale l’attenzione mediatica è stata contenuta, mentre i media locali hanno svolto un ruolo fondamentale nel raccontare ciò che stava accadendo e nel dare voce ai territori colpiti. Il Sud Italia, spesso raccontato in modo parziale o stereotipato, dimostra ancora una volta di condividere gli stessi sentimenti, la stessa capacità di solidarietà e di reazione che appartengono a tutto il Paese.

Accanto ai danni causati dalla natura, c’è stata infatti una risposta immediata della comunità. Numerosi volontari di Catanzaro e provincia, appena le condizioni lo hanno permesso, si sono rimboccati le maniche per aiutare commercianti e residenti del quartiere Lido, così come in molti comuni del litorale ionico. Ripulire dal fango, dall’acqua e dalla sabbia, svuotare i locali, rimuovere auto ormai inutilizzabili: gesti concreti, silenziosi, ma fondamentali.

Importante anche il contributo degli emigrati calabresi, che da ogni parte d’Italia stanno partecipando con raccolte fondi e iniziative di sostegno. Anche da lontano, il legame con la propria terra resta forte e supera ogni distinzione di colori o provenienza.

Un segnale particolarmente significativo arriva dal mondo del tifo organizzato: la Curva Sud di Cosenza ha promosso l’iniziativa “SOS Catanzaro”, una raccolta fondi a sostegno della città rivale. Un gesto che va riconosciuto e ringraziato, così come le tante manifestazioni di solidarietà giunte da altre tifoserie, comprese quelle viola, recentemente colpite da un grave lutto , la scomparsa del Presidente Rocco Commisso. Un calabrese dal profondo senso umano e dal respiro internazionale.

In questo mese di gennaio complesso, non sono mancati però anche spiragli positivi provenienti dal fronte della giustizia. Vogliamo ricordare la recente sentenza che ha assolto con formula piena i nove tifosi del Catanzaro imputati per i fatti legati al pre-derby Cosenza–Catanzaro del 3 marzo 2024, stabilendo che “il fatto non sussiste” e respingendo anche le richieste di risarcimento.

Ribadiamo la nostra ferma condanna verso qualsiasi lancio di oggetti o atto di violenza, da qualunque parte provenga. Allo stesso tempo, è legittimo interrogarsi sulle condizioni che hanno favorito quegli episodi. La sentenza chiarisce come il danneggiamento del gate d’ingresso del settore ospiti sia stato conseguenza di una situazione di forte sovraffollamento, con migliaia di tifosi indirizzati verso un varco non adeguato a gestire numeri simili. Una dinamica che, come sottolineato, ha generato una calca e il conseguente danneggiamento del cancello.

Restano atti censurabili che non dovevano verificarsi, così come non avrebbero dovuto crearsi le condizioni che li hanno resi possibili. È da queste riflessioni che può nascere un miglioramento, nell’interesse di tutti.

Gli eventi dolorosi di questo inizio 2026 hanno offerto, paradossalmente, anche occasioni di riscatto: per chi ha subito danni materiali e per chi ha visto finalmente riconosciuta la propria estraneità ai fatti contestati.
Desideriamo sottolineare come l’amore per la propria terra non abbia coordinate geografiche: è lo stesso per un veneto, un romagnolo, un calabrese o un siciliano.

L’auspicio è che questa uguaglianza venga sempre più compresa e condivisa in tutta Italia, e che il campanilismo resti confinato allo sfottò goliardico degli striscioni, senza mai degenerare.
Il cuore degli Ultras, quando esprime il meglio di sé, è identità, appartenenza e solidarietà, indipendentemente dai colori che sventolano, al Nord come al Sud.

Redazione 24

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