Una strategia chiara, nel segno della sostenibilità
Dalla conferenza stampa di Polito emerge una linea precisa: ridurre numericamente la rosa e inserire un esterno, senza mai derogare al principio della sostenibilità economica. Obiettivi che, almeno sul piano teorico, risultano centrati.
L’unica scelta che si discosta leggermente dal tracciato abituale – e che inevitabilmente alimenta qualche interrogativo – riguarda l’attacco: l’innesto di un profilo poco conosciuto e con un curriculum ancora tutto da costruire, anziché un giocatore più “rodato”, espone il reparto offensivo a un margine di rischio nel caso in cui Koffi non dovesse garantire il rendimento atteso.
Un rischio che Polito ha però spiegato e motivato con chiarezza. Una scommessa consapevole, da leggere all’interno di una visione più ampia. Ed è proprio analizzando l’organico nel suo insieme che alcune scelte, inizialmente discutibili, acquistano maggiore coerenza.
Portieri: certezze consolidate
Tra i pali non si registra alcuna novità, ed è una notizia positiva. Pigliacelli resta una certezza assoluta, un autentico top player per la categoria. Le sue qualità sono note, così come la leadership: sicurezza tra i pali, personalità e continuità di rendimento. Non c’era alcuna reale esigenza di intervenire e la società ha fatto bene a confermare lo status quo.
Difensori: abbondanza e affidabilità
Nel reparto arretrato, soprattutto al centro della difesa, le soluzioni non mancano. Che si scelga una linea a tre o a quattro, i potenziali titolari sono Cassandro, Antonini, Brighenti e Verrengia.
Proprio Verrengia merita una menzione particolare: senza l’infortunio probabilmente staremmo parlando di un titolare stabile. Il suo potenziale appare ancora sottovalutato: buona gamba, discreta qualità nel palleggio e una duttilità che gli consente di coprire più ruoli. Con Brighenti come punto di riferimento, può diventare una risorsa preziosa soprattutto in prospettiva futura.
Completano il reparto Bashi, che Aquilani considera evidentemente affidabile anche dopo le partenze di Bettella e Di Chiara, e il neoacquisto Fellipe Jack, mancino, utilizzabile sia da centrale sia da terzino sinistro: un innesto coerente con l’esigenza dell’esterno.
In caso di difesa a tre, anche Frosinini può essere adattato come braccetto, sia a destra sia a sinistra, come già visto in alcune situazioni di gara.
Nel complesso, un reparto che non necessitava di rivoluzioni: quattro potenziali titolari sono più che sufficienti. Inserire un ulteriore elemento “pronto” avrebbe complicato la gestione delle gerarchie. Diverso il discorso per Jack, che può crescere gradualmente anche partendo dalla panchina.
Esterni: equilibrio, adattamenti e sacrificio
Sulle corsie laterali, Favasuli e D’Alessandro rappresentano la coppia di riferimento, con Frosinini pronto a subentrare come alternativa. A sinistra mancava qualcosa ed è arrivato Estevez, profilo giovane ma già con un minimo di esperienza. Non è un acquisto che sposta subito gli equilibri, ma potrebbe rivelarsi utile nel medio periodo. Il giocatore è un destro naturale, ma Polito ha spiegato come sia in grado di adattarsi anche a sinistra, citando l’esempio di Dorval, una sua intuizione ai tempi di Bari.
Il reparto può inoltre contare su soluzioni adattate: Cassandro e, in una difesa a quattro, anche Verrengia e Fellipe Jack.
Se invece – come ribadito dallo stesso Polito – il sistema di gioco viene modulato in base all’avversario e al piano gara, con esterni a tutta fascia diventano opzioni concrete anche Di Francesco e Nuamah.
Capitolo a parte merita D’Alessandro, spesso oggetto di critiche. Si è adattato a un ruolo non pienamente congeniale, ma lo sta interpretando con grande applicazione, sacrificio e intelligenza tattica, risultando prezioso anche nei movimenti senza palla per liberare spazi a Cisse.
Un reparto complessivamente adeguato agli obiettivi stagionali.
Centrocampo: qualità, profondità e alternative
In mezzo al campo la situazione è decisamente confortante. Petriccione, Pontisso e Pompetti, l2 cosiddette “3P” pur non ancora con Pompetti al massimo della condizione, rappresentano garanzie tecniche e di affidabilità.
Rispoli è un under di qualità che non va considerato una semplice riserva, mentre Buglio (che è voluto rimanere) ha sempre risposto presente quando chiamato in causa.
C’è poi Alesi, che si sta formando proprio per questo ruolo e ha mostrato segnali incoraggianti nelle occasioni avute.
A completare il quadro Liberali e Cisse, capaci in un centrocampo a tre di muoversi tra mezzala e trequarti, aumentando imprevedibilità e soluzioni tattiche.
Attacco: il nodo più delicato
È qui che si concentra il dibattito principale. Tra mercato estivo e invernale, l’attacco è probabilmente il reparto che lascia più interrogativi.
Pandolfi, al momento dell’arrivo, sembrava un colpo importante: a Cittadella spesso reggeva da solo il peso dell’attacco, grazie a fisicità, tecnica e progressione. Non un bomber, ma un giocatore funzionale. Il suo impatto, però, è stato inferiore alle attese.
Il mercato di riparazione non ha dissipato del tutto i dubbi: oggi il Catanzaro si presenta con Pittarello come unica punta strutturata e con l’incognita Koffi, che potrebbe rivelarsi una piacevole sorpresa ma resta, al momento, una scommessa.
Eppure, anche qui, la strategia può avere una sua logica. A prescindere dal modulo, le soluzioni offensive non mancano. Con esterni a tutta fascia, è naturale immaginare Di Francesco o Nuamah alle spalle delle punte o come seconde punte.
In un assetto simile all’attuale, 3-4-2-1 o 3-4-1-2, le combinazioni sono diverse: Cisse, Iemmello e Pittarello, senza dimenticare il valore rappresentato da Liberali, che apre soluzioni come Liberali–Cisse–Iemmello.
Per tre posti offensivi, dunque, le opzioni sarebbero Liberali, Cisse, Pittarello e Iemmello, con Di Francesco, Nuamah e Koffi a completare il reparto. E definire Di Francesco una semplice alternativa, una volta recuperata la condizione fisica, sarebbe riduttivo.
La sintesi
La chiave di lettura, alla luce delle parole di Polito, appare chiara: gestione del minutaggio, valorizzazione dei giovani, tutela degli asset sotto contratto come Pittarello – che sta dimostrando di poter reggere il ruolo – e recupero pieno di elementi come Di Francesco e Pompetti.
Una strategia coerente, che può avere senso. Ma come sempre sarà il campo a stabilire se le intuizioni si trasformeranno in certezze.
Perché, alla fine, le risposte definitive arrivano sempre da lì.
Redazione 24

