Un Catanzaro convincente, autoritario, capace di vincere con chiarezza e di ritrovare certezze dopo settimane difficili. Tra i protagonisti della serata c’è senza dubbio Marco D’Alessandro, autore del gol del raddoppio e di una prestazione completa, fatta di corsa, sacrificio e qualità.
«Sicuramente abbiamo fatto la gara che dovevamo fare», spiega nel post-gara. «Sapevamo le difficoltà perché trovi squadre che vengono qui, si abbassano, aspettano e cercano di colpirci in contropiede. Fa piacere perché ci rispettano, sanno che venire qua è dura e ti affrontano sapendo che per loro è una partita difficile».
La partita si sblocca grazie al gol di Mattia, elemento chiave anche per lo sviluppo del match.
«Siamo riusciti a sfruttare il gol di Mattia perché di solito nei secondi tempi riusciamo a uscire di più col palleggio», racconta D’Alessandro. «Le squadre spendono tanto nel primo tempo per venirci a pressare. Nel secondo tempo abbiamo avuto più palleggio, ho trovato il gol e da lì in poi la partita è andata. Potevamo trovare anche il terzo gol, eravamo in pieno controllo».
Una vittoria che pesa anche dal punto di vista psicologico.
«Dopo quattro partite che non vincevamo, ci voleva, ci mancava», sottolinea. «Iniziamo al meglio questa settimana, dove ci saranno altre due partite difficili e toste. Siamo veramente contenti».
Oltre al gol, decisivo anche un salvataggio in avvio che vale quanto una rete.
«Il salvataggio è stato bello», spiega. «Ho creduto di poter andare a contrasto, quando ho visto Gondo che poteva darla dietro mi sono tuffato alla disperata. Poi un po’ di fortuna, che ci vuole sempre, e la palla è uscita. Era importante perché se vai sotto la partita può complicarsi».
Novanta minuti pieni, un dato non scontato per chi gioca sulla fascia.
«Quando sei sulla fascia il dispendio di energie è tanto», aggiunge. «La squadra ha tanti giocatori validi e ci sta che entrino forze fresche. Io cerco di dare tutto. Oggi sono riuscito a finire la partita, era tantissimo che non facevo 90 minuti, quindi sono contento».
La crescita rispetto alla scorsa stagione è evidente e D’Alessandro ne individua le cause.
«Sono tutte componenti», spiega. «Gli infortuni l’anno scorso mi hanno condizionato, soprattutto il secondo, che è stato pesante e mi ha tenuto fuori tanto. Quest’anno sta andando bene. Conosco il mister perché ci ho già lavorato, mi conosce. I preparatori sono veramente bravi, guardano tutto, i dati fisici, mi aiutano anche a recuperare».
E poi il gioco.
«Quando tieni tanto la palla il dispendio fisico è minore rispetto a quando devi correre sempre dietro agli avversari», conclude. «Sono tutte componenti che mi stanno aiutando. Speriamo di continuare così».
Infine, una risposta lucida e senza polemiche a chi parlava della necessità di un quinto a sinistra.
«È lecito pensarlo», ammette. «Per la mia età e per il vissuto che ho avuto qui, perché nel girone di ritorno dell’anno scorso non ci sono praticamente mai stato. È giusto che la società, i tifosi o l’allenatore pensino di cercare giocatori. Fa parte del gioco».
E aggiunge:
«Per me è anche uno stimolo. Giocare contro ragazzi che hanno 15 anni meno di me sulla fascia è una sfida personale. Darmi piccoli obiettivi durante la partita mi aiuta a trovare stimoli. Dimostrare di poter dare una mano alla squadra e sentirmi giocatore fa sempre piacere».
Parole chiare, mature. Il Catanzaro ritrova D’Alessandro. E lo fa nel modo migliore: con una vittoria che riaccende entusiasmo e sorriso nell’ambiente.
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Redazione 24

