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Quando Talento e Gioco sono il “sale” del risultato…

Scritto da Vittorio Ranieri

Sembravano esserci un po’ tutti gli ingredienti per un pomeriggio burrascoso, poi le Aquile trovano gol e 3 punti con le specialità della casa

Diciamocelo senza un pelino di ipocrisia, sembravano esserci un po’ tutti gli ingredienti perché il ventoso pomeriggio di ieri diventasse burrascoso, dando fiato ai mugugni ed alle perplessità regalate dalle ultime ore del mercato invernale.

In campo, poi, nei primi venti minuti dell’incontro, l’atteggiamento molle dei padroni di casa e quello meno tenero (anzi ruvido) degli ospiti (bravi nel cercare sempre l’uno contro uno) stava per innescare un bel patatrac. Fortuna che gli attaccanti reggiani non hanno affondato i colpi vuoi per imprecisione o perché hanno trovato sulla loro strada un Marco D’Alessandro in versione Supereroe (un po’ Batman ed un po’ Spiderman in occasione dei due interventi provvidenziali su Lambourde).

Nel mentre, al 18’ della prima frazione, ci si è messo anche il classico caso di scuola che il mercato invernale poteva ingenerare (per via della coperta un po’ corta in avanti) e che alla fine ha ingenerato: metti una delle due punte fuori uso già prima del match per infortunio (Pittarello) ed uno stop forzato a partita in corso ad una delle sottopunte (il “ritrovato” Cisse). D’altronde gli infortuni fanno parte del gioco, sono uno di quegli ingredienti indigesti ma fisiologici coi ritmi del calcio moderno.

Ma ecco che da un possibile 0-3 ci pensa il Talento (la maiuscola non è casuale) a ristabilire i valori in campo. Il ragazzo del 2007, al secolo Mattia Liberali, dopo Bolzano si prende ancora una volta la scena. Questa volta, però, dopo una serie di giocate poco banali, si toglie finanche (e per fortuna) lo sfizio di realizzare anche il primo gol nel calcio dei grandi (anch’esso poco banale quanto ad esecuzione) che tutto d’un tratto rende succulenta la trama di Catanzaro-Reggiana.

Poi il Gioco (anche qui la maiuscola non è casuale) fa il resto. Lo spartito della casa, ovvero ricerca asfissiante della costruzione sempre palla a terra, provando anche la verticalizzazione ad un tocco, nella ripresa fa piccola piccola la buona Reggiana della prima parte dell’incontro. Il Gioco e le idee permettono ad Aquilani di presentare  i due golden boy (Cisse e Liberali) contemporaneamente in campo, poi, per necessità, di mettere (prima) Nuamah e (poi) Pompetti nel ruolo di sotto punta in quel 3-4-2-1 che mette tutti d’accordo.

Un modulo che da un mese a questa parte vede all’opera il miglior D’Alessandro degli ultimi due anni. Altro esempio del Talento che fa vincere le partite! Messi da parte gli infortuni, ritrovata la condizione fisica e la continuità di rendimento, per chi come lui che ha disputato 280 partite tra A e B (mica bruscolini) è giunto il momento con naturalezza di prendersi la vetrina.

Piccola Postilla finale dedicata sempre ai Talenti. C’è da stropicciarsi gli occhi vedendo e rivedendo lo sviluppo dell’azione che fissa il risultato sul due a zero, con la palla che corre veloce grazie al tocco di Nuamah, all’assist di capitan Iemmello (un inno alla Classe) ed al modo “sudamericano” col quale D’Allessandro corre, con finta e controfinta salta il portiere e deposita in rete la palla.

Il “sale” del risultato è tutto qua, Gioco e Talento…

Autore

Vittorio Ranieri

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