Spalti: rispetto e passione
È tutto molto bello in casa Catanzaro, mentre per il Pescara è notte fonda. Ma per affermarlo servono alcune considerazioni, a partire dagli spalti.
All’Adriatico si sono viste due tifoserie che si rispettano. Nel settore ospiti erano presenti trecento sostenitori giallorossi, in un giorno feriale e in un orario tutt’altro che comodo: colorati, compatti, instancabili. Hanno incitato la squadra per novanta minuti e, dopo un lungo viaggio, con rientro in città all’alba, sono stati ripagati per i loro sacrifici.
Di fronte, la curva del Pescara, encomiabile: nonostante la drammatica situazione di classifica, ha sostenuto la squadra senza mai fermarsi, salvo poi contestare apertamente la proprietà al termine della gara.
Classifica: serenità giallorossa, incubo abruzzese
La classifica sorride al Catanzaro. Il quinto posto è ormai certo, a prescindere dagli altri risultati di giornata. Il distacco dal nono posto è importante, così come è ampia e tranquillizzante la distanza dalla zona play-out.
Situazione diametralmente opposta per il Pescara, sempre più invischiato nelle zone pericolose.
Una vittoria pesante e tutt’altro che semplice
In campo non è stata una partita facile. Il Catanzaro ha affrontato una squadra quasi all’ultima spiaggia con la giusta concentrazione, mettendo sul terreno di gioco tutto ciò che serve in gare di questo tipo: tecnica, organizzazione e maturità.
Decisiva, ancora una volta, la lettura tattica di mister Aquilani. Oltre a motivare la squadra, il tecnico giallorosso è intervenuto con intelligenza alle mosse del collega Gorgone, che nella prima frazione aveva schierato un attacco senza punti di riferimento per sorprendere la difesa calabrese.
Primo tempo: tante occasioni e un solo gol
Il Catanzaro avrebbe potuto chiudere la contesa già nel primo tempo: questo l’unico vero limite della gara. La rete di Iemmello alla mezz’ora è stata infatti poca cosa rispetto alla mole di occasioni create.
A sottolineare la gestione attenta di Aquilani, anche la scelta di ruotare gli uomini in vista delle tre partite in una settimana, mantenendo tutti sulla corda. Puntuali anche le sostituzioni dei calciatori ammoniti, in una gara resa nervosa dalla pressione biancazzurra e da alcune decisioni arbitrali discutibili.
Su tutte, la rete regolare annullata a Di Francesco: un errore grave, condiviso purtroppo anche dal VAR.
Ripresa: sofferenza e cinismo
Nella ripresa il Pescara ha alzato il baricentro, ma il Catanzaro ha difeso con ordine e compattezza il vantaggio. Fondamentali la parata di Pigliacelli nel primo tempo e le chiusure decisive di Cassandro e Di Francesco (sempre nella prima frazione) simbolo dello spirito di sacrificio necessario in partite come queste.
Poi il colpo del ko: la ripartenza finalizzata da Alesi, nata da un errore di Gravillon, ha chiuso definitivamente i conti.
I singoli: ritorni, conferme e nuove certezze
Da sottolineare il ritorno al gol di Iemmello, che non segnava dal 27 dicembre contro il Cesena. Sei reti senza rigori e aggancio a Cisse (che starà fuori per un bel po’) in classifica marcatori.
Buone risposte anche da Di Francesco e Pompetti, mentre Liberali sta diventando quell’arma in più che tutti attendevano: tre partite, due assist e un gol come biglietto da visita del suo potenziale. Come poi non nominare Pontisso, ex della partita e autore di una grande prestazione.
Ora il Mantova: vietato abbassare la guardia
La festa sotto la curva al novantesimo è l’immagine perfetta della serata. Ma da oggi è già tempo di pensare alla prossima sfida.
Al Ceravolo arriverà il Mantova, più o meno nelle stesse condizioni del Pescara. Servirà un’altra prestazione gagliarda, servirà l’apporto di tutti e sarà fondamentale la spinta del pubblico giallorosso.
Il Catanzaro si gode il presente. Ma il bello, forse, deve ancora venire.
Foto Us Catanzaro 1929
Redazione 24

