Una partita da montagne russe
Gli 8.500 spettatori presenti ieri al Ceravolo – tra cui 111 tifosi empolesi sistemati nel settore ospiti – possono raccontare di aver vissuto una partita simile a un giro sulle montagne russe. Discese improvvise e risalite vertiginose, emozioni opposte per le due tifoserie.
Alla fine, però, il giro della giostra ha premiato i sostenitori giallorossi, ai quali va dato il merito di non aver mai smesso di crederci, sostenendo la squadra dal primo all’ultimo minuto e spingendola verso una rimonta che ha il sapore dell’impresa.
Aquilani torna alla formazione tipo
Dopo il turnover adottato a Carrara, Aquilani ripropone la formazione titolare. Pittarello viene confermato al centro dell’attacco, con i tre titolari a comporre la linea difensiva e D’Alessandro di nuovo padrone della corsia sinistra.
Primo tempo shock: due errori e l’Empoli vola
Non servono frasi fatte sul “mancato approccio” o sulla “scarsa concentrazione”. La verità è molto più semplice: il Catanzaro incassa due gol evitabilissimi nei primi quindici minuti.
Al 1’ Elia porta avanti l’Empoli sfruttando un cross di Curto, lasciato troppo libero di affondare sulla destra. Al 14’ arriva il raddoppio di Nasti, nato da un errore in fase di costruzione sulla mediana che spalanca la strada alla rapida ripartenza toscana.
Eppure, paradossalmente, proprio il primo tempo contiene i segnali della possibile rimonta. Il Catanzaro crea diverse occasioni: Liberali si fa ipnotizzare dall’ex Fulignati – amatissimo a Catanzaro ma finalmente battuto dopo tre precedenti vittoriosi contro i giallorossi – e altre potenziali palle gol restano senza esito.
La squadra, però, non si disunisce. Niente panico, niente frenesia: il Catanzaro continua a giocare secondo la propria identità, fatta di palleggio e verticalizzazioni improvvise.
La ripresa perfetta: Pittarello trascina la rimonta
I frutti arrivano nella seconda frazione che vede Aquilani cambiare l’esperto D’Alessandro con il giovane Alesi che sin dalle prime battute sulla corsia di sinistra diventa un punto di riferimento.
Cassandro è il primo a sfiorare il gol che potrebbe riaprire la partita. Poco dopo sale in cattedra Pittarello, protagonista assoluto della rimonta.
L’attaccante accorcia le distanze sfruttando un cross di Liberali, poi trova il pareggio con un potente sinistro sul soito assist al bacio di Iemmello.
Il sorpasso arriva ancora con Cassandro, servito da Pittarello dopo un’azione insistita conclusa con un assist da terra.
Nel mezzo, l’unico vero brivido per il Catanzaro: Saporiti, sullo 0-2, colpisce il palo con un gran destro. Ma rispetto ai due gol iniziali – nati da errori individuali giallorossi – resta l’unica vera occasione limpida dei toscani.
Il Ceravolo, dodicesimo uomo in campo
Quella di ieri è a tutti gli effetti un’impresa. Ribaltare una partita dopo essere andati al riposo sotto di due reti non è semplice per nessuno.
In un certo senso, il Catanzaro restituisce con gli interessi la sconfitta maturata al Castellani nella gara d’andata, quando – in inferiorità numerica – uscì dal campo con un risultato che lasciò grande amarezza tra i tifosi.
Proprio i tifosi meritano una menzione speciale. Il Ceravolo è stato davvero il dodicesimo uomo in campo. Anche sul doppio svantaggio, la curva non ha mai smesso di cantare e trascinare il resto dello stadio.
Se il Catanzaro non ha mollato, il merito è anche di un pubblico che ieri ha rappresentato l’uomo in più: non sul campo, come accadde all’andata a favore dell’Empoli, ma sugli spalti.
Il riscatto di Pittarello
Non parlare oggi del riscatto di Pittarello sarebbe quasi una bestemmia calcistica.
Dopo la gara con il Frosinone l’attaccante era finito nel mirino delle critiche per alcune occasioni mancate. Episodi che fanno parte del gioco, soprattutto per chi vive di gol.
Chi lo ha sempre difeso, però, sottolineava già allora la sua utilità: un giocatore che dà tutto, che lotta su ogni pallone e che incarna perfettamente il coro degli ultras: “Noi vogliamo gente che lotta”.
Ieri Pittarello ha risposto nel modo migliore possibile: con una prestazione monumentale e decisiva.
E scusate se anche noi vogliamo prenderci qualche merito. Dopo la gara con il Frosinone e dopo Carrara, avevamo dedicato proprio all’attaccante due articoli con titoli che dicono tutto:
“Oltre l’errore: Pittarello merita sostegno, non processi” e “Il coraggio di Pittarello: dal rumore delle critiche al rigore che vale oro“
Classifica e prospettive
Il Catanzaro ora guarda la classifica dall’alto in un campionato durissimo. Davanti restano tre vere corazzate e una squadra come il Frosinone, retrocessa dalla Serie A solo due stagioni fa.
Ma soprattutto i giallorossi sono fuori dalla bagarre della zona bassa, quella che dal decimo posto in giù vede tante squadre coinvolte nella lotta per evitare la retrocessione.
Ora testa a Padova
Da domani si volta pagina. All’orizzonte c’è la trasferta di Padova.
Dopo aver “vendicato” la sconfitta dell’andata con l’Empoli, il Catanzaro ha un altro conto aperto: quello con i veneti, unica squadra capace di espugnare il Ceravolo in questa stagione.
Si torna quindi all’Euganeo, dove i giallorossi mancano dalla sfida contro il Lecco nel primo campionato di Serie B 2023-24, vinta con uno spettacolare 3-4.
Ma soprattutto si torna nello stadio che riporta alla memoria quella dolorosa sconfitta nei playoff contro il Padova: proprio da lì, paradossalmente, è iniziato il percorso che oggi sta regalando ai tifosi giallorossi un presente fatto di entusiasmo, risultati e sogni.
Redazione 24

