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Catanzaro, ritorno all’Euganeo: il giorno che cambiò la storia

Scritto da Redazione

I giallorossi tornano a Padova con Iemmello per prendersi una rivincita tutta sportiva.

Il ritorno all’Euganeo

Allo stadio Euganeo il Catanzaro era già tornato il 4 settembre 2023, quando con un pirotecnico 3-4 sconfisse il Lecco, che in quell’occasione giocava in campo neutro per l’indisponibilità del proprio stadio.

Ma per i tifosi giallorossi l’Euganeo evoca soprattutto un’altra data: il 29 maggio 2022. In quell’occasione gli avversari erano i padroni di casa del Padova nella semifinale di ritorno dei playoff di Serie C, con in palio l’accesso alla finale per l’ultimo posto disponibile in Serie B contro il Palermo.

La semifinale di andata al Ceravolo

Riavvolgendo il nastro, la gara d’andata allo Stadio Nicola Ceravolo si era conclusa a reti inviolate davanti a oltre dodicimila spettatori.

Le occasioni create da Iemmello e Vandeputte, insieme al gol annullato a Valentini dal VAR e alla chance capitata a Santini nella ripresa, avevano lasciato tutto aperto.

Il verdetto sarebbe arrivato cinque giorni dopo, proprio all’Euganeo.

Il 30 maggio 2022 lo stadio padovano registrò 7.132 paganti, di cui circa duemila tifosi giallorossi arrivati dalla Calabria e da diverse città d’Italia per sostenere la squadra.

Il Padova di Oddo e il Catanzaro di Vivarini

Il Padova allenato da Massimo Oddo era una macchina collaudata. Il Catanzaro, invece, arrivava con una squadra ricostruita in corsa da Vincenzo Vivarini, subentrato a stagione in corso a Antonio Calabro dopo risultati altalenanti.

Determinanti furono anche i rinforzi del mercato invernale: oltre a Iemmello arrivarono giocatori come Dimitrios Sounas e Tommaso Biasci. I giallorossi chiusero la regular season al secondo posto dietro al Bari, promosso direttamente in Serie B.

Nei quarti di finale dei playoff il Catanzaro eliminò il Monopoli vincendo 2-1 in trasferta e 1-0 al ritorno.

La partita di Padova

Il percorso dei giallorossi era stato una crescita costante, sia nel gioco sia nei risultati. Anche a Padova, quando l’arbitro Daniele Rutella diede il fischio d’inizio, il Catanzaro mostrò subito personalità.

Alla mezz’ora fu il gol di Sounas a far esplodere il settore ospiti. Il Catanzaro controllò a lungo la partita senza concedere praticamente nulla al Padova, ma forse ebbe il difetto di non affondare il colpo.

Con il passare dei minuti il Padova aumentò la pressione, mentre i giallorossi arretrarono troppo. Il pareggio arrivò a ripresa inoltrata (77′)  con il brasiliano Curcio di testa su azione d’angolo, tra molte proteste per un possibile fuorigioco di Jelenic davanti al portiere Branduani. L’arbitro fu richiamato al VAR con il parere del varrista Paolo Mazzoleni, che giudicò regolare l’azione.

Poi, al 97’, in pieno recupero, arrivò la beffa: una magistrale punizione di Chiricò regalò al Padova la vittoria e la qualificazione.

Le lacrime che hanno costruito il futuro

Sugli spalti occupati dai tifosi del Catanzaro si pianse. Si pianse anche in campo. Ma quella squadra uscì tra gli applausi del settore ospiti.

Proprio da quella sera, da quelle lacrime e da quella delusione, nacque il Catanzaro che un anno dopo avrebbe riportato la città in Serie B dopo 17 anni, dando il via a un ciclo che ancora oggi fa sognare i tifosi giallorossi.

Il ritorno: una sfida dal sapore speciale

Il 14 marzo il Catanzaro tornerà ancora una volta all’Euganeo. Questa volta non sarà una partita di playoff, ma una gara di campionato, con i giallorossi che arrivano con ben 15 punti di vantaggio sul Padova.

Di quella squadra veneta che poi perse la finale playoff contro il Palermo non è rimasto praticamente nulla. Nel Catanzaro, invece, c’è ancora il simbolo di quella rinascita: il capitano Pietro Iemmello.

Fu proprio lui, sotto il settore ospiti di quello stadio, a vivere una delle serate più amare della sua carriera.

Il suo pianto, le sue lacrime difficilmente si dimenticano. E forse non esiste scenario migliore perché proprio lui possa trasformare quel ricordo in qualcosa di diverso.

Non per cancellare quella pagina di storia, che resta parte del cammino del Catanzaro, ma per scriverne una nuova: quella di una sana rivincita, di una vendetta sportiva, nel segno dell’orgoglio giallorosso.

Redazione 24

 

 

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