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Barbera e playoff: le protagoniste del Sud di questo campionato

Scritto da Davide Tomaino

Due squadre che si misurano tra voglia di divertire e gestione delle energie: il Palermo chiede il calore del suo pubblico dopo la delusione, il Catanzaro per dimostrare che merita di stare tra i grandi.

Palermo contro Catanzaro, il primo maggio, apparentemente ha tutte le caratteristiche per essere la classica partita di fine campionato priva di particolari stimoli sportivi. In realtà, le due formazioni meridionali si ritrovano, a 180 minuti dalla fine della stagione regolare, ad aver blindato la propria posizione in classifica nella griglia dei play-off.

Due modi diversi di dire playoff

Siciliani e calabresi ci arrivano però con una consapevolezza opposta. I ragazzi di Aquilani sono stati capaci dell’impresa di centrare un insperato quinto posto e la possibilità di giocarsi, per il terzo anno consecutivo, le proprie chance alla lotteria dei play-off; quelli di Inzaghi, al contrario, sono delusi per aver disatteso l’obiettivo societario della promozione diretta, come avvenuto lo scorso anno al Pisa guidato sempre da Superpippo.

I sogni dei rosanero si sono definitivamente infranti con lo scialbo pareggio di Reggio Emilia del turno precedente. Una squadra costruita per vincere, ma che non è riuscita a tenere il passo delle prime tre in classifica, non sfruttando quelle, al dire il vero poche, occasioni in cui hanno rallentato.

Il rimorso per un periodo cupo

Scorrendo il film del campionato del Palermo emerge chiaramente che la delusione per la mancata promozione diretta è figlia di un inizio di stagione stentato, che alla fine ha pesato come un macigno sulle ambizioni dei siciliani. Un periodo horribilis tra ottobre e novembre, iniziato proprio con la sconfitta del “Ceravolo” e proseguito con quella casalinga contro una diretta concorrente come il Monza.

Non è bastato uno straordinario percorso interno, con ben 11 vittorie nelle ultime 12 partite, a colmare il gap accumulato in quei mesi. Una squadra che si è dimostrata forte contro le “piccole”, ma che, al cospetto delle prime sette dell’attuale classifica, non è mai riuscita a imporsi: cinque pareggi e quattro sconfitte.

Ora, però, rimpianti e rimorsi devono essere smaltiti, e anche velocemente. La partita del “Barbera” offre la possibilità di misurarsi con una formazione che potrebbe essere l’avversario nella semifinale dei play-off.

Tenere in esercizio le gambe o salvarle?

Sospesi tra la gestione dei giocatori, dei cartellini e dello stato fisico, e l’esigenza di mantenere nelle gambe il ritmo partita, i due allenatori dovranno operare scelte di formazione ponderate.

Per Inzaghi è probabile un turnover che dia spazio ai giocatori meno utilizzati negli ultimi incontri: possibile impiego per Johnsen, Bareszynski, Gyasi e Magnani, questi ultimi però in diffida insieme a Bani, vera colonna portante della squadra, non al meglio della condizione fisica.

Dunque, fiato alle trombe: il Palermo vorrà congedarsi momentaneamente dal proprio pubblico con un’altra prova maiuscola. Aquilani e i suoi scenderanno in campo senza particolari calcoli, come di consueto, per divertirsi e divertire.

Un primo maggio che profuma più di attesa che di verdetti, il derby del sud, orfano dei tifosi ospiti, diventa quasi un antipasto di un pranzo succulento. Senza l’assillo del risultato a tutti i costi, ma con l’obbligo di restare sul pezzo. Perché se è vero che il lavoro duro deve ancora arrivare, è altrettanto vero che anche una partita così può lasciare segnali importanti. Magari non decisivi, ma sufficienti per capire chi, tra qualche settimana, avrà davvero qualcosa in più da giocarsi.

foto copertina tratta da www.sicilia.info

Autore

Davide Tomaino

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