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Perché è tale il mio amore

Scritto da Redazione

Un amore nato nella sofferenza, cresciuto nell’attesa e diventato orgoglio: perché il Catanzaro non è solo una squadra, ma il battito eterno della sua gente

Non è semplice tifo.
Non è una partita.
Non è una categoria.

È un giuramento.

Un legame inciso nella carne, nato nel dolore più profondo e cresciuto tra cadute, illusioni infrante e domeniche che avrebbero spezzato chiunque. Un amore temprato dal fuoco delle sconfitte, dalle umiliazioni ingoiate in silenzio, dalle promesse mancate, dalle speranze rimandate infinite volte. Eppure mai abbandonate.

Perché certi amori non hanno bisogno della vittoria per esistere. Respirano altrove. Vivono dentro chi ha scelto di restare quando tutto invitava ad andare via. Nei cuori disperati di chi non ha mai smesso di crederci, nemmeno quando crederci sembrava follia.

E allora questo cammino, comunque finirà, è già eterno. È già nostro.

Perché chi oggi giudica forse non ha mai conosciuto davvero cosa significhi precipitare così in basso da sentire la polvere amara della Serie C in gola. Non ha mai provato la vergogna di attendere un’iscrizione come fosse una sentenza di vita o di morte. Non sa cosa significhi vivere estati intere con la paura che il domani possa semplicemente sparire.

Non ha attraversato quei campi dimenticati dal calcio, senza luci, senza telecamere, senza gloria. Solo con il cuore. Solo con la fede. Solo con l’orgoglio di esserci anche quando non c’era niente da festeggiare, ma soltanto da resistere per non crollare.

A chi non c’era non devo spiegazioni.

Ma il rispetto sì. Quello è dovuto.

A chi è rimasto.
A chi nei giorni più bui avrebbe firmato col sangue pur di vivere anche solo una notte come questa.
A chi ha seguito ovunque questi colori, nel fango e nel silenzio, in stadi che il mondo nemmeno sa che esistono.
A chi partiva già sapendo che avrebbe sofferto… e lo faceva lo stesso.

Per amore.

Ora abbiamo un dovere. Un dovere sacro.

Essere lì.

Con la voce rotta. Con il cuore che batte troppo forte. Con l’anima vestita di giallorosso. Per dire grazie. A questa squadra. A questa gente. A chi ci ha restituito qualcosa che pensavamo perduto per sempre: il diritto di tornare a sognare.

Perché ogni esultanza, ogni brivido, ogni lacrima versata per questi colori vale tutto il dolore attraversato per arrivare fin qui.

Noi siamo quelli nati nella sconfitta.
Quelli che la vera vittoria l’hanno già conquistata nella lealtà, nella presenza, nell’appartenenza.
In quell’amore disperato e viscerale che non conosce condizioni. Che non si spegne. Che non si piega davanti a nulla e nessuno.

Tu sei il nostro battito.
E noi siamo il tuo respiro.

E se amare significa anche soffrire, allora scegliamo di amare sempre. Perché è meglio cadere amando che vincere senza aver mai amato davvero.

Oggi stiamo lottando per tornare dove meritiamo. Ma la verità è una sola: è già tutto bellissimo così. Perché il sogno è tornato a vivere.

La Calabria è GialloRossa.
E lo sarà per sempre.

Per amore.
Per orgoglio.
Per questi colori.

Avanti Uesse.
Avanti prima e unica gloria del Sud.

Perché è tale il mio amore che, per il tuo bene… sopporterei ogni male. 💛♥️

Guglielmo Ferragina

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