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Nei playoff di B comanda il Sud: una rivincita sportiva contro l’emarginazione

Scritto da Redazione

Tra distanze, pochi sponsor e disparità economiche, il calcio meridionale risponde sul campo e si prende la scena

Nel calcio italiano spesso si racconta di un Nord più ricco, organizzato e dominante, soprattutto guardando alla Serie A, dove le grandi città settentrionali continuano a concentrare investimenti, potere economico e visibilità mediatica. Basta osservare la geografia dell’attuale Serie A: il Sud è rappresentato soltanto da poche realtà come Napoli, Lecce e Cagliari , mentre storiche piazze meridionali come Palermo  Bari, Catanzaro, Catania o Salernitana sono rimaste lontane dal massimo campionato o vivono momenti complicati.

Eppure, nei playoff di Serie B arriva un segnale forte dal Meridione: in semifinale approdano ben tre squadre del Sud, quasi una piccola rivincita calcistica di territori che da anni vivono una crescente marginalizzazione rispetto alle metropoli del Nord.

A rappresentare questo orgoglio meridionale ci sono il Palermo FC, la Juve Stabia di Castellammare di Stabia e il US Catanzaro 1929. Tre realtà differenti, ma unite dalla capacità di costruire entusiasmo, identità e competitività nonostante contesti economici spesso complicati.

Perché fare calcio al Sud, soprattutto nelle piccole province, è molto più difficile rispetto al Nord. Le società meridionali devono spesso confrontarsi con un tessuto economico meno ricco, con sponsor locali che difficilmente possono garantire investimenti paragonabili a quelli delle aziende del Settentrione. In molte realtà del Nord, infatti, i club possono contare su distretti industriali forti, grandi imprese e partnership commerciali di livello nazionale; al Sud, invece, le risorse sono inevitabilmente più limitate.

A questo si aggiunge anche il peso logistico ed economico delle trasferte. Le squadre meridionali affrontano frequentemente viaggi lunghi e costosi per raggiungere gli stadi del Centro-Nord, sostenendo spese molto superiori rispetto a quelle di tanti club settentrionali che disputano gran parte del campionato nel raggio di poche centinaia di chilometri. Un divario silenzioso ma concreto, che incide sui bilanci e sulla programmazione sportiva.

Al Palermo va riconosciuta una proprietà forte e ambiziosa, sostenuta dal City Football Group, garanzia di solidità economica e progettualità internazionale. La Juve Stabia, invece raggiunge la seconda semifinale playoff in due anni, tutt’altro che scontata per una piazza di provincia.

Ancora più sorprendente il percorso del US Catanzaro 1929, arrivato alla terza semifinale consecutiva: un risultato che certifica il lavoro serio di una società capace di dare stabilità e ambizione a un’intera città.

Accanto ai rosanero meritano pertanto enorme attenzion soprattutto due autentiche favole sportive del Sud.

In un calcio sempre più dominato dai grandi centri economici del Nord, queste storie diventano qualcosa di più di un semplice risultato sportivo. Sono il simbolo di un Sud che continua a resistere, a costruire e a sognare attraverso il calcio, trovando sul campo quella dignità e quella centralità che troppo spesso sembrano negate fuori dagli stadi.

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