Caro Mister,
abbiamo letto con attenzione e anche con emozione le sue parole di commiato sui social. È vero: probabilmente non esistono parole giuste per raccontare ciò che abbiamo vissuto insieme in questa stagione. È stata un’annata bellissima, fatta di emozioni, orgoglio e senso di appartenenza.
E di questo le saremo sempre grati
Proprio per questo, però, lei ha ragione quando dice che qualcuno potrebbe essere deluso. Delusi sì, offesi no. Perché il rispetto e l’affetto nei suoi confronti restano immutati. Ma sarebbe ipocrita nascondere un pizzico di amarezza.
Non crediamo che la sua scelta sia stata dettata da ragioni economiche o da semplici valutazioni di convenienza. Nel calcio ha conosciuto e frequentato realtà ben più prestigiose, da calciatore prima e da uomo di calcio poi. Tuttavia, quando nasce un legame come quello che si è creato tra lei e Catanzaro, i tifosi finiscono inevitabilmente per sperare in qualcosa che va oltre la normale logica delle carriere: quel piccolo gesto di riconoscenza e di appartenenza che trasforma una bella storia in una storia indimenticabile.
Le bandiere merce sempre più rara
I tifosi più anziani hanno vissuto epoche diverse e conosciuto vere bandiere. Viene naturale pensare a Gigi Riva, ma anche a esempi più vicini ai nostri tempi come Francesco Totti o Alessandro Del Piero, che rinunciarono a grandi opportunità per restare fedeli a una maglia e a un popolo. Certo, con le dovute proporzioni e con percorsi differenti, ma il concetto resta lo stesso: a volte il cuore riesce ancora a prevalere sul resto.
Quei bambini, quei ragazzini
Ma il nostro pensiero oggi non va tanto a chi, con qualche anno in più sulle spalle, ha già vissuto tante gioie e tante delusioni sportive. Va soprattutto a quei bambini e a quei ragazzini che in questa stagione si sono innamorati del Catanzaro e della sua squadra, che hanno pianto e che avevano trovato in lei un punto di riferimento. Per loro il calcio è ancora sentimento puro, è appartenenza, è la convinzione che gli eroi possano restare. Ed è forse nei loro occhi che si legge meglio quella delusione che tanti oggi provano.
Sassuolo e Catanzaro
Noi la ricorderemo con affetto. Ricorderemo i suoi occhi lucidi dopo Monza, ma anche le tante volte in cui veniva sotto la curva, in casa e in trasferta, per salutare quella marea giallorossa che l’ha sostenuta ovunque.
E ci permetta una battuta. Dopo aver salutato migliaia di cuori giallorossi sparsi per tutta Italia, dovrà abituarsi a scenari un po’ diversi: a Sassuolo il contatto con il pubblico sarà probabilmente più semplice… anche perché per stringere la mano a tutti i tifosi potrebbe bastare il tempo di un riscaldamento.
Buona fortuna
Le auguriamo sinceramente le migliori fortune professionali e umane. Catanzaro l’ha aspettata, le ha dato fiducia quando arrivava da un anno sabbatico e da un’esperienza a Pisa non particolarmente esaltante, e insieme avete costruito qualcosa di speciale.
Per questo la salutiamo con affetto e con un sorriso. Anzi, con un augurio molto particolare: quello di partire bene. Anche perché a Catanzaro ha potuto contare su una fiducia rara. Nelle prime otto giornate arrivarono appena sei punti, con sei pareggi e due sconfitte consecutive, ma proprietà e tifoseria continuarono a sostenerlo senza tentennamenti. Lo aspettarono quando sarebbe stato più facile mettere tutto in discussione. Un merito enorme della piazza giallorossa, che non sempre è facile ritrovare altrove.
Grazie Mister, per le emozioni che ci ha regalato e per il percorso che abbiamo condiviso.
Il Catanzaro resta
Una parte di lei resterà per sempre a Catanzaro. Ma una cosa è certa, oggi come ieri e come domani: gli allenatori passano, i calciatori passano, i dirigenti passano.
E per noi, come sempre, c’è solo il Catanzaro.
Redazione 24


Speriamo che vada via anche polito, un’altro arrivista. Piazza pulita e ricomciare con più entusiasmo di prima. A Catanzaro si montano la testa tutti e poi ti tirano calci.
Io invece temo un fuggi fuggi generale e spero di essere smentito
UN CODARDO. Ha monetizzato subito una stagione per paura di fallire la seconda. Per il Sassuolo, una squadra di 4 fascia. Avrei capito se si fosse messo in gioco a Firenze Bologna Torino. CODARDO.
Congratulazioni alla redazione. Pezzo toccante, di rara bellezza.
Mister Aquilani ma pensi davvero di essere un allenatore da serie A?
Io credo di no almeno per il momento ti do 5 giornate poi andrai a vedere la Roma